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	<title>ABC Finanze &#187; Junio</title>
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	<description>Web Zine di Economia e Finanza</description>
	<pubDate>Fri, 20 Aug 2010 13:53:07 +0000</pubDate>
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		<title>Goldman Sachs: il petrolio arriverà a 200 dollari al barile</title>
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		<pubDate>Tue, 06 May 2008 20:17:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Junio</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Economia]]></category>

		<category><![CDATA[Arjun Murti]]></category>

		<category><![CDATA[goldman sachs]]></category>

		<category><![CDATA[greggio]]></category>

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		<category><![CDATA[prezzo petrolio]]></category>

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		<description><![CDATA[Verso i 200 dollari al barile. Scenario plausibile, secondo l'analista, in 6-24 mesi.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" style="float: left;" src="http://www.abcfinanze.com/img/pompa-benzina.jpg" alt="" width="120" height="172" />A New York il greggio arriva a 120 dollari al barile, a causa segnatamente delle tensioni geopolitiche in parecchi paesi produttori, in particolare la Nigeria. E si rifà vivo <strong>Arjun N. Murti</strong>, l’ analista di <strong>Goldman Sachs </strong>che sorprese la comunità economica quando nel marzo del 2005 profetizzò che il prezzo del petrolio sarebbe arrivato oltre i cento dollari. Dopo quel sasso gettato nello stagno, che ha causato onde concentriche che ancora si stanno sviluppando, la &#8220;cassandra&#8221; di origine indiana rincara la dose e vede adesso le quotazioni del greggio proiettate verso la soglia<strong> 200 dollar</strong>i al barile,  sottolineando che le possibilità di vedere il greggio a questi livelli «sembrano essere aumentate da qui a 6-24 mesi», sebbene sia difficile individuare esattamente l&#8217;acme delle quotazioni ed al tempo stesso la durata di questa fase rialzista: è pero ipotizzabile che i prezzi continueranno ad aumentare gradualmente, ma in un periodo più lungo di quanto previsto nel recente passato.</p>
<p>Gli analisti hanno peggiorato le stime relative al prezzo in considerazione del fatto che ci sarebbero rischi sul versante delle forniture, in presenza di una domanda  sempre più sostenuta da parte delle economie emergenti. In particolare, secondo Goldman Sachs graverebbero problemi per alcuni Paesi non aderenti all’ Opec, come Messico e Russia. Sul prezzo inoltre pesano fattori speculativi che peraltro dovrebbero consentire una maggiore efficienza produttiva ed a maggiori investimenti da parte delle compagnie petrolifere in progetti di ricerca.</p>
<p>Insomma: il prezzo del petrolio preoccupa, e potrebbe farlo ancora di più in un prossimo futuro. Non a caso, nuovo record anche per il Brent di Londra che è arrivato a 120,41 dollari al barile.  Occorre ricordare che negli ultimi dodici mesi i prezzi del petrolio sono raddoppiati?</p>
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		<title>Prestiti online: vantaggi e svantaggi</title>
		<link>http://www.abcfinanze.com/credito/prestiti-online-vantaggi-e-svantaggi-02052008/</link>
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		<pubDate>Fri, 02 May 2008 12:10:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Junio</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Credito]]></category>

		<category><![CDATA[google]]></category>

		<category><![CDATA[Millward Brown Delfo]]></category>

		<category><![CDATA[prestiti online]]></category>

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		<description><![CDATA[Il mercato del credito online non conosce crisi. In questo articolo ne esamineremo vantaggi e svantaggi.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" style="float: left;" src="http://www.abcfinanze.com/img/online-prestiti.jpg" alt="Prestiti online" />L&#8217;incontro dell&#8217;offerta e della domanda di prestiti e finanziamenti dà vita ad un mercato che non conosce crisi. La richiesta di credito è come una sorta di camaleonte che muta le sua forme in relazione all&#8217;andamento globale dell&#8217;economia: se è in crescita, l&#8217;accesso al credito verrà richiesto ad alti livelli (imprese e società che chiedono finanziamenti per investire in sviluppo ed espansione); se, come accade in questi anni, l&#8217;economia mondiale cammina sul filo della recessione, aumenta la domanda di livello inferiore (consumatori che per far fronte a spese necessarie e voluttuarie contraggono debiti). Spettatore di lusso il mercato dei mutui che, essendo di vitale supporto al mercato immobiliare, pur con alti e bassi rimane la porta principale da cui famiglie e imprese accedono al credito.</p>
<p>Nel 2008, ma anche negli anni precedenti, l&#8217;anarchia organizzata di Internet ha portato ulteriore fermento in questo già florido mercato. A conferma di ciò vengono in soccorso i dati dell&#8217;indagine promossa da Google e realizzata da Millward Brown Delfo: &#8220;<strong>Surfing Financial Services. Il ruolo di Internet nel processo decisionale per l&#8217;acquisto di prodotti e servizi finanziari</strong>&#8220;. Dall&#8217;analisi dei dati risulta che tra il 2006 e il 2007 <strong>25 milioni di persone hanno acquistato prodotti finanziari</strong>. Su un campione statisticamente significativo di 1000 intervistati, di età compresa tra i 18 e i 60 anni, <strong>il 76% utilizza regolarmente la Rete</strong> per acquisire informazioni e documentazione prima di acquistare prodotti finanziari.<br />
Il target medio delle finanziarie online risulta essere eterogeneo, con lieve prevalenza maschile, dalla cultura medio alta. In ordine di preferenza, i prodotti legati agli investimenti, alle pensioni, seguiti da prestiti personali e infine i mutui.<br />
Stimando, più che plausibilmente, che l&#8217;utilizzo di internet è destinato a crescere ulteriormente nei prossimi mesi/anni, è facile intuire che il mercato non è che all&#8217;alba di un vero e proprio boom.</p>
<p><strong>Vantaggi dei prodotti finanziari online</strong></p>
<p>I vantaggi di Internet sono facilmente intuibili. Il consumatore (non più solo soggetto passivo dinnanzi ai claim pubblicitari, ma attivo e capace di reperire velocemente informazioni e approfondimenti) dispone con semplicità e velocità di una vasta offerta di prestiti – grazie ai motori di ricerca, al social networking, ai forum di discussione, alla pubblicità online - potendo selezionare migliori condizioni, interessi più convenienti e le credenziali delle finanziarie. Eliminare i tempi burocratici e pratiche morte ne è la diretta conseguenza come conferma il successo dei “prestiti immediati”. Inoltre, tali prestiti possono essere (talvolta) erogati anche in assenza di busta paga o in caso di lavoro subordinato atipico: questo non fa che aumentarne l’appeal. I beneficiari di tale strumento non sono quasi mai clienti di prima fascia. Anzi, i prestiti online vengono spesso richiesti da chi non è particolarmente solvibile o a chi ha già avuto problemi di tardati / mancati pagamenti, pignoramenti o protesti: tale tipo di clientela, può essere disposta a sopportare costi maggiori e servizi meno trasparenti.</p>
<p><strong>Svantaggi del credito online</strong></p>
<p>Il credito online può infatti rivelarsi un’arma a doppio taglio. La situazione in cui il richiedente sia abbagliato da slogan urlati o una comunicazione volutamente ingannevole è ben più che un&#8217;ipotesi (ne abbiamo già parlato nello speciale sui <a title="Prestiti ai pensionati: ciò che il marketing non dice" href="http://www.abcfinanze.com/credito/prestiti-ai-pensionati-cio-che-il-marketing-non-dice-17042008/" target="_blank">prestiti ai pensionati</a>). Il mercato del credito online è forse quello più colpito dalla sindrome del &#8220;la sparo più grossa&#8221;, e la competizione tra società finanziarie risulta essere giocata non sulle condizioni migliori, ma sulla migliore comunicazione, sulla forma più che sulla sostanza.<br />
Da non dimenticare inoltre che la Legge disciplina sì ogni aspetto dell&#8217;accesso e della concessione di prestiti, ma come spesso accade, una seppur precisa normativa non mette il consumatore al riparo da rischi. Basti menzionare il diverso trattamento anti-usura sui tassi di interesse: <strong>al sistema bancario la normativa anti-usura impone un tasso soglia del 15% circa</strong> (con una media del mercato pari al 10,25%) mentre <strong>per gli intermediari non bancari</strong> (mediatori creditizi, finanziarie) per prestiti personali di importo superiore a 5000 euro <strong>la soglia sale oltre il 18%</strong> (con una media del mercato del 13% circa) e, addirittura, per operazioni fino a 5000 euro la soglia anti-usura è oltre il 25%.<br />
Infine, prestiti erogati facilmente (e la possibilità, spesso concessa, di accedere nuovamente al credito &#8220;consolidando&#8221; i vecchi debiti) possono innescare un meccanismo di euforia e autoindulgenza psicologica che fa passare in secondo piano un assunto fondamentale: i prestiti danno origine a debiti e i debiti vanno estinti.</p>
<p>Vedi anche: <a title="Prestiti personali, guida" href="http://www.abcfinanze.com/credito/prestito-personale-cosa-ce-da-sapere-parte-1-20072007/" target="_blank">Prestiti personali: cosa c&#8217;è da sapere (parte 1)</a></p>
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		<item>
		<title>Assegni e libretti al portatore: il nuovo quadro normativo</title>
		<link>http://www.abcfinanze.com/primo-piano/contanti-e-libretti-al-portatore-il-nuovo-quadro-normativo-01052008/</link>
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		<pubDate>Thu, 01 May 2008 21:55:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Junio</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Fisco e Leggi]]></category>

		<category><![CDATA[Primo piano]]></category>

		<category><![CDATA[antiriciclaggio]]></category>

		<category><![CDATA[assegni]]></category>

		<category><![CDATA[dl 231 2007]]></category>

		<category><![CDATA[libretti al portatore]]></category>

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		<description><![CDATA[Decreto 231/2007. Quadro introduttivo della nuova normativa antiriciclaggio che limita e disciplina l'uso degli assegni e dell'utilizzo di denaro contante. Recepita quindi una direttiva dell'Unione Europea che favorisce l'utilizzo della moneta digitale ai fini di una maggiore tracciabilità dei pagamenti.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Come già ampiamente annunciato,  le  vecchie regole su assegni e pagamenti in contanti sono finite in antiquariato. <strong>Dal 30 aprile, infatti, sono entrate in vigore le norme sull’antiriciclaggio contenute nel Dlgs 231/2007</strong>, le quali recepiscono finalmente nel nostro ordinamento giuridico due importanti direttive comunitarie, con il plauso del governatore di Bankitalia Mario Draghi. Un cambiamento viscerale per milioni di cittadini, con una legge la cui ratio consiste nel ridurre al minimo l&#8217;uso del contante al fine di favorire una maggiore rintracciabilità dei pagamenti e trasferimenti di denaro. Lo scopo immanente è quello di combattere l’evasione fiscale e uno dei bastioni economici della malavita, il riciclaggio di denaro sporco. L’impianto di fondo  è oltretutto abbastanza snello, non prefigura pastoie burocratiche inutili ma regole facilmente applicabili, con un po’ di abitudine.</p>
<p>Il modo per contrastare i fenomeni criminosi che consentono l’accumulo e la gestione illecita di fondi milionari, consiste nel tracciare in maniera indelebile i pagamenti. Ecco perché <strong>tutti gli assegni pari o superiori a 5mila euro diventano non trasferibili e devono indicare il nome e la ragione sociale del beneficiario</strong>. Gli assegni in nostro possesso possono essere utilizzati fino al loro esaurimento, ma se  superano la soglia prefissata diventa obbligatorio inserire la clausola “non trasferibile” accanto al nome e alla ragione sociale del beneficiario. Gli assegni emessi con la dicitura “a me medesimo” vengono considerati come non trasferibili, ergo possono solo essere incassati in banca o alla posta, ma non girati ad altri. I carnet emessi dopo il 30 aprile includeranno già la voce “non trasferibile”.</p>
<p>Non che gli assegni non trasferibili  siano stati eliminati: si potranno utilizzare assegni non trasferibili per un totale inferiore a 5mila euro, previo ogni volta una domanda scritta alla propria banca. L’emissione di ciascun assegno in forma libera dovrà inoltre essere accompagnata da un bollo di 1,50 euro. Le stesse regole valgono per i vaglia postali e cambiari. L’uso improprio degli assegni comporta sanzioni pecuniarie che possono arrivare al 40% dell’importo . La mancanza del codice fiscale del girante implica la nullità delle girate lasciando dunque a mani vuote chi dovrebbe incassare l’assegno.</p>
<p>La normativa pone dei paletti anche all’utilizzo dei <strong>libretti al portatore. Dal 30 aprile non sarà più possibile aprirne uno di importo pari o superiore a 5mila euro.</strong> Chi possiede vecchi libretti con somme superiori alla soglia indicata, ha tempo fino al 30 giugno 2009 per prosciugare la somma eccedente o trasformarli in libretti nominativi. In caso di cessione del libretto, inoltre, d’ora in avanti diventa necessario comunicare entro 30 giorni alla banca i dati identificativi del beneficiario. Chi viola il nuovo codice, va incontro al rischio di una sanzione che può variare tra il 20 e il 40% del saldo.</p>
<p><strong>Novità anche per i trasferimenti di contanti, che non potranno superare quota 5mila euro</strong> (contro i 12.500 euro attuali), misura chiaramente volta a mitigare la piaga delle parcelle dei professionisti, sovente “volatili” per l’erario. Condizioni più vessatorie sono previste per i pagamenti attraverso “Money transfer”: in questi uffici sarà possibile trasferire in contanti al massimo 2mila euro. Se si vorranno inviare importi pari o superiori a 2mila euro e inferiori a 5mila, gli importi andranno consegnati presso il send transfer, il quale dovrà acquisire il documento d&#8217;identita di chi spedisce il denaro, dovrà fare i controlli antiriclaggio previsti dalla legge e appurare che l&#8217;operazione sia congrua e giustificabile rispetto al profilo economico dell’ordinante.</p>
<p>Una conferma che il fulcro della nuova legge è limitare la circolazione anonima di denaro, non perlomeno di quello la cui origine e la sua destinazione sono rintracciabili e riconoscibili.</p>
<p><strong>Risorse:</strong></p>
<p><a title="Dgls 231/2007 Testo integrale" href="http://www.camera.it/parlam/leggi/deleghe/testi/07231dl.htm" target="_blank">Testo integrale del Decreto Legislativo 21 Novembre 2007, n. 231</a> - Attuazione della direttiva 2005/60/CE concernente la prevenzione dell&#8217;utilizzo del sistema finanziario a scopo di riciclaggio dei proventi di attivita&#8217; criminose e di finanziamento del terrorismo nonche&#8217; della direttiva 2006/70/CE che ne reca misure di esecuzione - Gazzetta Ufficiale 290, 14 Dicembre 2007, Suppl. Ordinario 268/L</p>
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		<title>La scure di Bruxelles sui conti italiani</title>
		<link>http://www.abcfinanze.com/primo-piano/la-scure-di-bruxelles-sui-conti-italiani-29042008/</link>
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		<pubDate>Tue, 29 Apr 2008 00:37:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Junio</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Primo piano]]></category>

		<category><![CDATA[debito pubblico]]></category>

		<category><![CDATA[economia italia]]></category>

		<category><![CDATA[inflazione]]></category>

		<category><![CDATA[Joaquin Almunia]]></category>

		<category><![CDATA[PIL]]></category>

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		<description><![CDATA[Crescita in stallo e conti pubblici in peggioramento in un contesto di globale di frenata dell’economia e di allarme inflazione. È il quadro per l’Italia indicato dalle previsioni economiche di primavera presentate dal commissario Ue per gli Affari economici e monetari Joaquin Almunia.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" style="float: left;" src="http://www.abcfinanze.com/img/almunia.jpg" alt="joaquin almunia ue" /><strong>Crescita in stallo, irrilevante e comunque inferiore agli altri partner europei. Conti pubblici in peggioramento in un contesto di globale di frenata dell’economia e di allarme inflazione</strong>. È un quadro a tinte fosche per l’Italia quello indicato dalle previsioni economiche di primavera presentate dal commissario Ue per gli Affari economici e monetari <strong>Joaquin Almunia</strong>.</p>
<p><strong>Crescita economica</strong></p>
<p>I dati indicano che il motore dell’economia italiana continua a rallentare e nel corso dell’anno toccherà il fondo con una crescita dello 0,5 per cento, a febbraio si prevedeva lo 0,7 per cento, per risalire nel 2009 allo 0,8 per cento. «Complessivamente la crescita del Pil reale nel 2008 è prevista allo 0,5 per cento - si legge nel documento - chiaramente al di sotto del potenziale» e «il persistente gap negativo di crescita rispetto alla media dell’area euro si allargherà ulteriormente, nonostante l’esposizione relativamente modesta del sistema bancario italiano alle turbolenze finanziarie».</p>
<p>Secondo gli esperti del motore comunitario «il previsto rallentamento della crescita è causato da tutte le componenti della domanda». «Quando guardo alle previsioni per l’Italia la preoccupazione principale è la crescita molto molto ridotta - ha spiegato Almunia - è una crescita molto bassa e al di sotto del potenziale dell’Italia».</p>
<p>Inoltre,  «questa crescita è accompagnata nelle nostre previsioni da un’evoluzione molto debole della produttività» e «tutto questo in un Paese che avrebbe bisogno di una maggiore crescita equilibrata per migliorare la sostenibilità e la qualità delle proprie finanze pubbliche e ridurre il peso del debito pubblico per poter utilizzare le risorse come uno strumento che favorisca la crescita». Queste, per il rappresentante dell’esecutivo Ue, «sono le questioni che devono essere affrontate dal Governo italiano, vecchio e nuovo».</p>
<p><strong>PIL e Conti Pubblici</strong></p>
<p>Sul fronte dei conti pubblici infatti da Bruxelles avvertono già i segnali di un peggioramento dei dati: quest’anno <strong>il rapporto deficit/Pil delle finanze pubbliche italiane dovrebbe risalire al 2,3 per cento contro l’1,9 del 2007</strong> e, anche se il dato è inferiore al 2,4 per cento indicato dal Governo ed è al di sotto della soglia del 3 per cento indicata dal Patto di Stabilità, nel 2008 i dati dei conti pubblici italiani sono in peggioramento. Quest’anno, si legge nel documento, «l’avanzo primario dovrebbe ridursi di mezzo punto percentuale rispetto al Pil». Inoltre «al netto dei fattori ciclici ed escludendo le misure una tantum, sia per il deficit che per il bilancio primario è previsto un peggioramento di più di un quarto di punto percentuale rispetto al Pil» e «questo deterioramento è dovuto alla spesa addizionale e ai tagli di tasse».</p>
<p><strong>Debito pubblico</strong></p>
<p>Il debito pubblico è invece previsto in diminuzione dal 104 per cento del 2007 al 103,2 per cento nel 2008 e ad un livello ancora più basso, nell’ipotesi di politiche invariate, l’anno prossimo. Nel resto d’Europa in medio la situazione è migliore ma non di molto. la Commissione ha ritoccato al ribasso le stime di crescita per il 2008 all’1,7 per cento, contro l’1,8 indicato il 21 febbraio scorso, lasciando invariate le previsioni per l’Ue a 27, al 2 per cento. A suscitare allarme però è la corsa inarrestabile dei prezzi che fa schizzare le stime sull’inflazione per l’anno in corso al 3,2 per cento nella zona euro e al 3,6 per cento nell’Ue, contro una previsione di febbraio di rispettivamente 2,6 e 2,9 per cento. Per l’Italia la stima è 3 per cento nel 2008 e 2,2 per cento nel 2009.</p>
<p>«La crescita economica si sta affievolendo nell’Ue e nella zona euro - ha osservato il commissario Ue agli Affari economici e monetari Joaquin Almunia - e le attuali spinte inflazionistiche importate suscitano preoccupazione».</p>
<p>Secondo Almunia «fino ad ora le nostre economie hanno provato di essere resistenti agli tsunami esterni e ci si attende che, anche se più lentamente, continui la creazione di posti di lavoro». Tuttavia, ha avvertito il commissario europeo, «dobbiamo mantenere delle solide politiche macro-economiche ed evitare attentamente di avviare una spirale inflazionistica che colpirebbe particolarmente le famiglie a basso reddito».</p>
<p>Morale della favola? La frenata dell’economia non è un fatto italiano, ma le croniche debolezze che ci stanno rendendo il nuovo &#8220;uomo malato&#8221; del continente ci penalizzano oltre misura. L’Europa sta resistendo bene, relativamente. Molti partner riescono a sviluppare, nonostante tutto, dinamiche virtuose. La Germania ha rimesso in moto la sua locomotiva  senza inficiare l&#8217;aggiustamento dei conti. Poche parole e attenzione alla spesa. Meno lacci e lacciuoli per le imprese. Lotta all’evasione. Equità fiscale e, se possibile, meno pressione. E nessuno spazio per gli alibi. Lo scudo UE non ci metterà al riparo dal perpetuare le nostre lacune strutturali: come se per impedire che il Titanic affondi ci si ostinasse a suonare e danzare.</p>
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		<title>ETF: l&#8217;attacco dei cloni</title>
		<link>http://www.abcfinanze.com/borsa/etf-lattacco-dei-cloni-24042008/</link>
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		<pubDate>Wed, 23 Apr 2008 23:31:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Junio</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Borsa]]></category>

		<category><![CDATA[derivati]]></category>

		<category><![CDATA[ETF]]></category>

		<category><![CDATA[ETF short]]></category>

		<category><![CDATA[fondi]]></category>

		<category><![CDATA[Investimenti]]></category>

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		<description><![CDATA[Amati o vituperatii, sempre e comunque al centro dell&#8217;attenzione: questo è il destino degli ETF, acronimo della parola inglese Exchange Traded Funds,  i celebri ( o famigerati) cloni finanziari che stanno conquistando nicchie sempre più vaste del mercato, a discapito dei più tradizionali fondi comuni d’investimento. Cloni in quanto sono negoziati in Borsa come [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Amati o vituperatii, sempre e comunque al centro dell&#8217;attenzione: questo è il destino degli <strong>ETF</strong>, acronimo della parola inglese <strong>Exchange Traded Funds</strong>,  i celebri ( o famigerati) cloni finanziari che stanno conquistando nicchie sempre più vaste del mercato, a discapito dei più tradizionali fondi comuni d’investimento. Cloni in quanto sono negoziati in Borsa come un comune titolo azionario,  riportando pedissequamente gli stessi rendimenti dell’indice benchmark di riferimento rendendo, con tale strumento,  gli indici finanziari stessi dei validi strumenti di investimento.</p>
<p>Chi ha puntato sugli ETF continua a sciorinare imperturbabile i vantaggi di un motore che viaggia a pieni giri (secondo Morgan Stanley ormai ammonta a 800 miliardi di dollari il denaro su di essi investito). <strong>L’ETF consente, in maniera immediata e con notevole facilità</strong> di accesso allo strumento, <strong>di posizionarsi su un indice azionario</strong> (globale, regionale, settoriale: costituito da titoli di stato oppure da titoli corporate) <strong>o su uno stock di materie prime, attraverso un’unica operazione di acquisto o vendita</strong>. Abbiamo a che fare perciò con fondi quotati sotto forma di azioni: uniscono i vantaggi della liquidità, tipica dei mercati azionari, e dell&#8217;indicizzazione propria dei fondi di investimento. Diversificando l&#8217;investimento e riducendo il rischio di essere legati a un solo titolo o materia prima.</p>
<p>Inoltre, tale diversificazione si traduce in vantaggio anche in quanto il cliente ha la possibilità di variare sui titoli di stato zona Euro, acquistando un unico strumento (avrebbe altrimenti dovuto comprare tantissimi titoli con diverse scadenze), risparmiando sui costi di gestione e soprattutto mantenendosi flessibile. Il tutto con un&#8217; ottima capacità di smobilizzo immediato che i singoli titoli non consentono a causa della loro scadenza.  Infine, i sostenitori dell&#8217;ETF elogiano la loro capacità di<span style="font-size: x-small;"><span style="font-family: Verdana;"> </span></span>speculare sul ribasso delle borse: ciò avviene se sono  legati a investimenti su future o derivati: contratti che consentono di poter scommettere sull&#8217;andamento futuro di detterminati indici. Sono dunque ETF particolari,  che consentono non solo di replicare il mercato ma di partecipare inversamente all&#8217;andamento dell&#8217;indice di riferimento (<em>etf short</em>). Gli Etf che consentono di prendere posizioni ribassiste sul breve termine di alcune borse hanno appunto come riferimento i future o derivati che occupano una posizione ribassista sul breve termine e se la Borsa in effetti va in quella direzione questi  titoli guadagnano poiché il contratto derivato acquista  valore.</p>
<p>Chi rimane scettico punta il dito proprio sulla natura &#8220;passiva&#8221; e replicante degli ETF:in quanto questo tipo di prodotti vanta un profilo di rischio medio alto, legato a doppio filo all&#8217;andamento del solo mercato sottostante, rischio che solo in parte può essere mitigato dalla diversificazione interna. Non vi è dunque la medesima possibilità di operare quella selezione qualiitativa che contraddistingue i fondi a gestione attiva: i quali potranno inserire nel proprio paniere solo i titoli delle società che meglio perfomano anche in base a fondamentali economici reali, senza correre il rischio di inserire mele marce nel portafogli.</p>
<p>Una cosa è certa: il mercato sta venendo sempre più inondato dagli ETF, con una vendemmia di prodotti specializzati che sono di volta in volta lanciati dalle principali società del settore. E non è un caso infatti che i portafogli degli investitori istituzionali (fondi pensione, banche, etc) ne stiano progressivamente facendo incetta, mentre parecchie società di consulenza americane prevedono nel prossimi due-tre anni una crescita costante a livello mondiale dei patrimoni gestiti in fondi-cloni</p>
<p>Per la cronaca: <strong>nell&#8217;ultimo mese, gli ETF più performanti sono stati quelli legati al settore dell&#8217;energia alternativa e delle tecnologie avanzate</strong>, con particolare attenzione alla Corea del Sud e al Sud Africa. Per il piccolo azionista tentato dal provare l&#8217;ebbrezza de &#8220;l&#8217;attacco dei cloni&#8221; il consiglio è molto semplice: <strong>avvicinarsi al prodotto in modo graduale e con una esposizione di portafoglio mai superiore al 20 %</strong>.</p>
<p><strong>Articoli correlati:</strong></p>
<p><a title="ETF diversificazione e opportunità" href="http://www.abcfinanze.com/borsa/la-diversificazione-le-opportunita-degli-etf-19072007/" target="_blank">La diversificazione e le opportunità degli ETF</a></p>
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		<title>Mutui subprime: ancora tempi duri all&#8217;orizzonte</title>
		<link>http://www.abcfinanze.com/economia/mutui-subprime-ancora-tempi-duri-allorizzonte-21042008/</link>
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		<pubDate>Mon, 21 Apr 2008 12:37:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Junio</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Economia]]></category>

		<category><![CDATA[crisi mutui]]></category>

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		<category><![CDATA[Strauss-Kahn]]></category>

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		<description><![CDATA[Una nuova analisi del FMI prospetta scenari neri per l'economia dell'Unione Europea]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Con prevedibile scorno dei ministri UE, il &#8220;nuovo&#8221; FMI torna a vestire i panni della cassandra in merito alla crisi dei mutui subprime Usa e a pontificare, prevedendo che <strong>il loro dissesto inficerà negativamente l&#8217;economia del Vecchio Continente</strong>. Secondo l&#8217;organismo presieduto da Dominique Strauss-Kahn, le istituzioni finanziarie del Vecchio continente riporteranno ulteriori <strong>perdite per 43 miliardi di dollari</strong>, a causa degli effetti dello sconquasso mutui. Le perdite dichiarate fino al marzo 2008 dalle banche europee, ricorda l&#8217;Fmi, sono &#8220;arrivate a circa 80 miliardi&#8221;, il che  comporterà per aziende e consumatori ostacoli nell&#8217; ottenere finanziamenti.</p>
<p>La crisi dei mercati finanziari, si legge nel rapporto, &#8220;ha significativamente deteriorato lo scenario dell&#8217;economia europea&#8221; con conseguenze sul sistema finanziario che continuano a minarne la crescita. Nell&#8217;Outlook 2008 per l&#8217;Europa reso noto oggi a Washington, si conferma la previsione di una  modesta crescita del Pil, un &#8216;1,5% a fine anno che rallenterà ancora all&#8217;1,4% nel 2009. Nell&#8217;area euro la crescita sarà dell&#8217;1,4% a fine anno e dell&#8217;1,2% nel 2009 con l&#8217;Italia sempre maglia nera grazie a una crescita ferma allo 0,3% nel biennio.</p>
<p>&#8220;I rischi per lo scenario di crescita - a detta degli esperti del Fondo - sono credibili, in quanto l &#8216;Europa è resistente ma non immune alla crisi. Il contagio derivante dal rallentamento globale potrebbe inoltre essere maggiore del previsto; nello stesso modo gli squilibri globali potrebbero riemergere all&#8217;improvviso accompagnati da un ulteriore apprezzamento dell&#8217;euro&#8221;. Infine, si rimarca la minaccia del &#8216;credit crunch&#8217; che potrebbe espandersi e &#8220;trasformarsi in un&#8217;assenza globale di liquidità&#8221;.</p>
<p>La palla passa ai governi, proseguono gli esperti del Fondo, in quanto devono fronteggiare la sfida di  &#8220;ripristinare la fiducia nel sistema finanziario e minimizzare l&#8217;impatto della crisi sull&#8217;economia reale mantenendo credibilità anche sul fronte dell&#8217;inflazione e delle politiche di sostenibilità di bilancio&#8221;. Secondo il Fondo se da una parte le banche centrali hanno il compito di prevenire l&#8217;insorgere del&#8217;inflazione e degli effetti secondari sui salari  (anche il presidente dell&#8217; Eurogruppo Juncker ha ricordato che il trattato di Lisbona in ambito UE conferisce alla BCE il compito di tenere sotto controllo i prezzi), i governi devono invece usare la leva della politica fiscale, mediante quegli stabilizzatori automatici che &#8220;dovrebbero essere messi in opera per controbilanciare il rallentamento&#8221;.</p>
<p>Del resto, Il quadro complessivo sembra creare lo spazio per abbassare il livello dei tassi di interesse: sperando che, vista la crescita del tasso di inflazione, l’esposizione delle banche europee al credito immobiliare e la strisciante recessione USA (ultima notizia, i problemi della Bank of America), gli organismi preposti adempiano alla perfezione il loro compito istituzionale.</p>
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		<title>Wall Street trascina le borse europee</title>
		<link>http://www.abcfinanze.com/borsa/wall-street-trascina-la-riscossa-17042008/</link>
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		<pubDate>Wed, 16 Apr 2008 22:14:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Junio</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Borsa]]></category>

		<category><![CDATA[alitalia]]></category>

		<category><![CDATA[tiscali]]></category>

		<category><![CDATA[wall street]]></category>

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		<description><![CDATA[Giornata positiva in Borsa, e chiusura col botto a Wall Street. Prima la pubblicazione di alcuni buoni dati macroeconomici (inflazione e produzione industriale). Poi i buoni risultati trimestrali di grosse aziende quali Intel, Coca-Cola e JP Morgan hanno momentaneamente spazzato via i foschi presagi di queste lune sullo stato dell&#8217;economia a stelle e strisce, permettendo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Giornata positiva in Borsa, e chiusura col botto a <strong>Wall Street</strong>. Prima la pubblicazione di alcuni buoni dati macroeconomici (inflazione e produzione industriale). Poi i buoni risultati trimestrali di grosse aziende quali Intel, Coca-Cola e JP Morgan hanno momentaneamente spazzato via i foschi presagi di queste lune sullo stato dell&#8217;economia a stelle e strisce, permettendo così alla piazza newyorchese di rafforzare il rialzo dell&#8217;apertura. Il Dow Jones registra un rialzo dello 0,93%, mentre il Nasdaq guadagna l&#8217;1,15%.</p>
<p>Partito già in rialzo (+0,6% il primo Mibtel) il listino di Piazza Affari ha accelerato nel pomeriggio grazie alle indicazioni provenienti da Oltre Atlantico, sfruttando la domanda su bancari, energetici, Fiat, Telecom e l&#8217;interesse su un gruppetto di titoli, chiudendo sul +1,62%. Si è infatti acquistato buoni titoli a prezzi relativamente bassi, rispetto ai giorni precedenti, quando il mercato aveva avuto un atteggiamento volto a realizzare i rialzi pregressi delle scorse settimane e molti investitori hanno colto la palla al balzo.<br />
Tra i titoli al centro della scena, c&#8217;è sicuramente <strong>Tiscali</strong> ( +10,47% ). La società fondata da Renato Soru pare sia nel mirino del gruppo Murdoch, e questo spiega il continuo rally. Stessa sorte per l&#8217; AS Roma (+10,07%), causa interesse di Soros.</p>
<p>Luci della ribalta anche per i titoli cementieri e delle costruzioni, dopo che Berlusconi ha paventato la riapertura dei cantieri per il Ponte sullo Stretto: Impregilo sale del 7,03%, Buzzi del 4,37%, bene anche Astaldi e Cementir. Altro leit-motiv della giornata:la domanda sui titoli del lusso, con Bulgari +4,16% e Luxottica +3,44%, di riflesso ai risultati superiori al previsto di Lvmh: del resto, siamo in linea con la buona prestazione del luxury in tutta Europa.</p>
<p>Telenovela <strong>Alitalia</strong>: dopo il notevole recupero ieri (+18%) e le parole di Berlusconi di oggi, con il prossimo presidente del Consiglio che ribadisce la possibilità di un&#8217;alleanza &#8220;paritaria&#8221; con Air France-Klm (ma Lufthansa e Aeroflot non sonoancora fuori dai giochi, come non lo è l&#8217;hub di Malpensa), l&#8217;ormai ex compagnia di bandiera ha fatto segnare un aumento dell&#8217;1,69% a 0,6 euro.</p>
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		<title>Il ritorno dei Bot</title>
		<link>http://www.abcfinanze.com/primo-piano/il-ritorno-dei-bot-14042008/</link>
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		<pubDate>Mon, 14 Apr 2008 21:44:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Junio</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Primo piano]]></category>

		<category><![CDATA[BOT]]></category>

		<category><![CDATA[bot-people]]></category>

		<category><![CDATA[Investimenti]]></category>

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		<description><![CDATA[Il bot-people è uscito dal sarcofago ed è tornato a occupare una nicchia significativa della scena economica. L’ultima asta dei Buoni del Tesoro di giovedì scorso ha fatto registrare un successo clamoroso.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>A volte ritornano.  Nell’era della finanza globale, tra derivati e subprime, i <strong>BOT</strong> sembravano una reliquia economica giurassica, anacronistici quanto le banconote conservate sotto il materasso delle nonne. E invece il bot-people è uscito dal sarcofago ed è tornato a occupare una nicchia significativa della scena economica. L’ultima asta dei Buoni del Tesoro di giovedì scorso ha fatto registrare un successo clamoroso. Di fronte a un’offerta di 12 miliardi di euro, la domanda ha superato i 26 miliardi: il massimo raggiunto negli ultimi cinque anni, col risultato che il portafoglio complessivo delle famiglie italiane tocca quota<strong> 77 miliardi di Euro</strong>.</p>
<p>Pesa chiaramente lo spettro della recessione, con persino il solidissimo mattone che arranca. I dissesti e le asfissie della Borsa, il blocco della propensione al consumo e all’investimento fanno il resto ed ecco che il caro, vecchio “reddito fisso” torna in auge. Del resto, i rendimenti sono in rialzo: dal 3,972 al 3,922 lordo per i titoli a tre mesi e dal 3,793 al 3,947 per quelli a un anno. Hanno dunque ragione per il momento i risparmiatori, presi dal nervosismo  rispetto alla fine della crisi finanziaria in atto, con l’incubo di un effetto domino delle inquietudini americane: anche perché le previsioni sui tassi a breve termine a livello europeo non  contemplano un aumento, ergo questi rendimenti trimestrali e annuali dovrebbero rimanere concorrenziali e non rischiare di diventare fuori mercato.Lo scenario è su un mercato molto incerto per tutto il 2008,  applausi dunque all’eterna arte italiana dell’arrangiarsi, che trova al momento il miglior approdo possibile nel mare in tempesta. Sperando però che tale, sacrosanta piega utilitaristica non diventi il simbolo di un paese che rifiuta <strong>le sfide del futuro</strong>, ripiegandosi su se stesso.</p>
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		<title>Lo spauracchio della crisi mondiale: le mosse del FMI</title>
		<link>http://www.abcfinanze.com/economia/lo-spauracchio-della-crisi-mondiale-le-mosse-del-fmi-11042008/</link>
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		<pubDate>Fri, 11 Apr 2008 19:56:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Junio</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Economia]]></category>

		<category><![CDATA[crisi]]></category>

		<category><![CDATA[euro zona]]></category>

		<category><![CDATA[FMI]]></category>

		<category><![CDATA[IFM]]></category>

		<category><![CDATA[mutui]]></category>

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		<description><![CDATA[Ufficializzate nel World Economic Outlook le previsioni di crescita anticipate qualche settimana fa: recessione inevitabile?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" style="float: left;" src="http://www.abcfinanze.com/img/cover.jpg" alt="World Economic outlook copertina" width="120" height="155" /></p>
<p>Il Fondo Monetario Internazionale ha ufficializzato nel suo World Economic Outlook <a title="Previsioni WEO 2008 su Abcfinanze" href="http://www.abcfinanze.com/economia/fmi-crescita-economica-globale-al-37-04042008/" target="_blank">le previsioni di crescita già anticipate qualche settimana fa</a>. Dati che certificano l’ingresso in una fase di recessione, generata dalla famigerata crisi dei <a title="Mutui subprime" href="http://www.abcfinanze.com/borsa/i-mutui-americani-un-cappio-per-le-borse-europee-02082007/" target="_blank">mutui subprime</a>. A questo punto lo scenario di una crisi economica, anticamera della recessione, pare inevitabile.</p>
<p>L&#8217;Italia conferma un mediocre tasso dello 0,3% per il 2008 e per il 2009 di poco inferiore allo 0,5 % degli Stati Uniti: altrimenti detto, <strong>crescita zero</strong>. Prospettive fosche per l&#8217;intera EuroLandia del resto, e stridenti rispetto al dinamismo dei mercati emergenti ( Cina +9.3% e India 7.9%) che per il momento sembrano tenere in piedi il carrozzone globale. Nei paesi sviluppati alla crisi del mercato immobiliare americano si aggiunge lo stallo derivante dalle bolle speculative immobiliari interne, spia della necessità di una sterzata nei valori di mercato degli immobili. Nel periodo 2002-2006, tali valori sono cresciuti a dismisura, dal 52% della Spagna al 28% dell&#8217; Italia, passando ovviamente per il 42% degli Stati Uniti. Il tutto si ripercuote chiaramente su uno dei nodi cruciali dell&#8217;attuale situazione, il deterioramento del mercato del credito.</p>
<p>Quale ruolo avrà il Fondo Monetario nella  gestione di una crisi piena di insidiose sfaccettature? Il nuovo numero 1 di Washington, l&#8217;ex ministro francese <strong>Dominique Strauss-Kahn</strong>, ha annunciato un ambizioso ritorno dell&#8217;ente che più di ogni altro dovrebbe essere deputato a raccordare le esigenze finanziarie e di economia reale, all&#8217;insegna del &#8220;<em>IFM is back</em>&#8220;.  Vedremo quali saranno le mosse dell&#8217;economista franco-alsaziano, arrivato a Washington per gentile concessione di un Sarkozy che ha pensato bene di liberarsi di un pericoloso competitore interno. La sua analisi della recessione  - a suo dire la peggiore dal 1929 e con ripercussioni molto superiori alle attese - è stata particolarmente lucida, dimostrando che la crisi finanziaria sta rapidamente trasformandosi in crisi economica reale. Ciò perché è in atto un nuovo degrado che dal mercato del credito si sta muovendo verso altre categorie produttive e che può innescare la scintilla per una forte contrazione dell&#8217;attività economica. Le crisi economiche si ripiegano su se stesse, soffocando la disponibilità di credito nel tentativo di far quadrare i bilanci.</p>
<p>Come si muoverà il &#8220;nuovo&#8221; FMI ? Constatato il fallimento collettivo delle previsioni sui rischi della crisi finanziaria sui mercati, e considerando che il pallino è in mano alle Banche Centrali e ai ministri finanziari del G8, un centro di previsioni e di indirizzo finalmente attendibile non sarebbe sgradito.</p>
<p><a title="IFM world economic outlook" href="http://www.imf.org/external/pubs/ft/weo/2008/01/index.htm" target="_blank">World Economic Outlook 2008</a></p>
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		</item>
		<item>
		<title>Consumi, beni durevoli da 16 miliardi</title>
		<link>http://www.abcfinanze.com/economia/consumi-beni-durevoli-da-16-miliardi-09042008/</link>
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		<pubDate>Wed, 09 Apr 2008 15:52:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Junio</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Economia]]></category>

		<category><![CDATA[beni durevoli]]></category>

		<category><![CDATA[consumi]]></category>

		<category><![CDATA[dossier consumi]]></category>

		<category><![CDATA[Gfk]]></category>

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		<description><![CDATA[Dati sui consumi del beni durevoli 2007. Analisi dei dati forniti da GKT Italia.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="entry">
<p>Dati prelevati dal dossier: <strong>«Il mercato italiano dei beni durevoli di consumo-Consuntivo 2007»</strong> realizzato da Gfk Marketing Services Italia, che registra una <strong>crescita del mercato dei beni durevoli del 2.9% rispetto allo scorso anno</strong> (16 miliardi di euro).</p>
<p><strong>Grandi e i piccoli elettrodomestici</strong>, <strong>le macchine fotografiche digitali</strong>, gli <strong>apparecchi per l’home comfort</strong> presentano una crescita media intorno al 7,5%.</p>
<p><strong>Cellulari e telefonia</strong> in netta, e sorprendente, flessione: - 5%.</p>
<p>Analizzando la situazione per aree geografiche il valore del venduto, emerge come i risultati migliori siano stati registrati nel <strong>Sud-Isole (+5% sul 2006)</strong>, seguita da <strong>Nord-Ovest</strong> (+4%) e <strong>Centro</strong> (+3%), mentre la domanda è calata (-1%) solo nel <strong>Nord-Est</strong>.</p>
<p>L’analisi dei <strong>canali di vendita</strong>:</p>
<ul>
<li>Gruppi d’acquisto: +4%.</li>
<li>Insegne (20% del venduto e +8% d’incremento)</li>
<li>Mass market in attivo grazie alle vendite online.</li>
</ul>
<p>Calo di domanda presso i negozi specializzati in telefonia (-8%) e in informatica (-3%), mentre si afferma il canale dei mobilieri (+10% di incremento) che vendono grandi elettrodomestici.</p>
<p>Il mercato degli elettrodomestici ha raggiunto i 7,5 milioni di pezzi con un volume d’affari di 3,2 miliardi (+8,2%) contro i 6,5 milioni pari a un venduto di 2,7 miliardi del 2005. Nel &#8220;bianco&#8221;, secondo i dati Gfk, il prezzo medio è di 425 euro (+2,2% rispetto al 2006): i frigoriferi costano mediamente 474 euro (+4,4% sul 2006), lavatrici e lavastoviglie 451 euro (+0,4%) e comparto cottura 358 euro (+1,4%). Più della metà delle vendite di elettrodomestici passa dalla gdo, ma è in crescita (+6% a volume e +9% a valore) il canale dei mobilieri (vedi sopra, canali di vendita)</p>
<p>Il business dell’<strong>elettronica di consumo ha superato i 4,3 miliardi (+2%)</strong> con quasi 26 milioni di prodotti (+4%) a partire dal boom dei TV LCD (+ 20% ).</p>
<p>Le vendite di piccoli elettrodomestici, infine, hanno toccato i 21,8 milioni di apparecchi (+4%), per un totale di 1,1 miliardi di euro (+7%). I prodotti per la persona registrano un +13%, mentre rallentano, e non poco, i prodotti per la cucina (+4,1%) e per la casa (+2,1%).</p>
</div>
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