Un altro Venerdì nero: l’analisi di Greenspan
Di Junio • Sep 7th, 2007 • Categoria: Borsa

La giornata odierna è stata caratterizzata da un forte ribasso su tutti i principali listini europei: Milano non ha fatto eccezione, perdendo oltre il 2%. Come quasi sempre accade, a determinare il panico nei mercati azionari è stata l’ennesima notizia negativa proveniente da Oltre Atlantico. Il dato odierno riguarda un calo di 4000 posti di lavoro non agricoli nel mese di Agosto, a dispetto di previsioni diametralmente opposte. Tale aspetto va a tangere un nervo scoperto dell’economia USA, benché il tasso di disoccupazione resti sul 4,6 %, in quanto la creazione di posti di lavoro è considerata la cartina di tornasole per capire quanto profonde siano le ramificazioni della crisi dei mutui subprime nel tessuto produttivo. Se colossi come Countrywide o Lehmann Brothers iniziano a tagliare i propri effettivi, ciò non può che aizzare il febbricitante nervosismo dei mercati. Se il mercato del lavoro resta solido, ne beneficiano il potere d’acquisto e i profitti delle imprese. Diversamente il consumo, primo motore della crescita, ne risentirà, e la Federal Reserve sarebbe con le spalle al muro. Il Dow Jones e il Nasdaq stanno ulteriormente pagando dazio in queste ore, nonostante il responsabile del Tesoro Henry Paulson si sia oggi detto convinto che il secondo semestre dell’anno sarà felice.
Quel che è certo è che per i listini europei è stata un’altra giornata infelice: Milano in particolare ha risentito della forte presenza di bancari nell’indice, col mercato che aumenta la richiesta di obbligazionari e titoli di stato.
Nel frattempo, si è fatto sentire Alan Greenspan, da molti considerato uno degli artefici della crisi dei mutui, grazie a certe politiche da lui attuate ai tempi in cui era l’indiscusso deus ex machina dell’economia americana ( segnatamente, i bassi tassi di interesse). Colui che era stato insignito del titolo “economista del XX secolo” ha invitato a non prendere sottogamba la situazione attuale, facendo un parallelo con il crollo di Wall Street del 1987 e la crisi del 1998 ( default russo e buco del fondo LTCM) : da un eccesso di liquidità (abbondanza di prestiti a basso costo) a un difetto di liquidità, e incapacità di vendere senza provocare un crollo del prezzo. Greenspan ha osservato come “ i comportamenti che abbiamo osservato in queste sette settimane sono identici a quelli di tali crisi“, per poi aggiungere che “l’euforia è la chiave dietro i momenti di espansione, come la paura lo è per i momenti di contrazione: ma sono due fasi ben distinte. Sbaglia chi pensa che gli stessi fattori stiano dietro a queste fasi“. L’attuale super-consulente della Deutsche Bank ha infine messo in guardia: ” La fase di crescita in Borsa è ben diversa dalla crisi, in quanto la paura è un motore ben più potente dell’euforia: quello che sta accadendo lo dimostra“. Per dirla con il vecchio Alan: il panico è il principale nemico del piccolo risparmiatore, nervi saldi!














Articolo fatto benissimo!
Speriamo che la stagione fredda ci porti notizie più rosee.