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Prestito Personale: cosa c’è da sapere - Parte 1

Di Stuart D • Jul 20th, 2007 • Categoria: Credito

Come si è appreso nel precedente articolo, il ricorso al credito e alle diverse forme di prestito è in forte crescita. Un mercato che non conosce crisi emerso dalle torbide acque di un sistema economico in crisi. Per il senso comune, il “Prestito personale” è il credito a cui si accede a scopo liquidità senza quindi la necessità di unire una causale alla propria richiesta.

Pochi sanno, tuttavia, che questo tipo di prestito è rigidamente regolamentato dalla normativa italiana. E nell’attuale contesto, che vede decine di società finanziarie nascere e morire con un ciclo vitale simile a quello delle farfalle, e migliaia di famiglie (per far fronte alle necessità della vita quotidiana) rivolgersi alla cieca, come se seguissero il canto delle sirene, alle società che “strillano di più”, si rischia seriamente di dimenticare il presupposto fondamentale, imprenscindibile, senza il quale qualsiasi sistema civile collasserebbe: il diritto.

Prima di addentrarci nella normativa specifica e compilare una lista di consigli utili per l’utente, è utile fare menzione della recente approvazione (6 Luglio 2007) da parte del Consiglio dei Ministri, delle modifiche all’attuale disciplina del Credito al consumo. Le variazioni più salienti riguardano:

  • Il tetto massimo finanziabile rimane 31.000 € (si era ventilata l’ipotesi di innalzare il limite a 100.000 €, scatenando la protesta delle Associazioni dei Consumatori);
  • Maggiore coerenza tra messaggio pubblicitario e condizioni contrattuali (da oggi, se le effettive condizioni praticate dalla finanziaria sono inferiori a quelle promesse in sede pubblicitaria, faranno fede queste ultime);
  • Diritto di ripensamento (da esercitarsi entro e non oltre 14 giorni dalla stipula del contratto);
  • Trasparenza nel TAEG - Tasso Annuo Effettivo Globale (che dovrà includere anche tutti i costi e le spese accessorie per finalizzare il prestito, con obbligo di dettaglio di ogni singolo costo);
  • In caso di violazione delle disposizioni sulla trasparenza del Credito al consumo, l‘onere della prova di diligenza spetta ora alla società finanziatrice, e non al cliente.

Art. 121 Testo Unico Bancario (DL 1.9.1993, N. 385 e succ. modifiche): Per credito al consumo si intende la concessione, nell’esercizio di un’attività commerciale o professionale, di credito sotto forma di dilazione di pagamento, di finanziamento o di altra analoga facilitazione finanziaria a favore di una persona fisica che agisce per scopi estranei all’attività imprenditoriale o professionale eventualmente svolta (consumatore).

A chi chiedere un prestito personale?

Due, e solo due, istituti sono autorizzati a concedere prestiti: le Banche oppure Società Finanziarie regolarmente iscritte all’Albo (presso Ufficio Italiano Cambi) e soggette al controllo della Banca D’Italia (art 106, 107 Testo unico bancario). E’ preferibile rivolgersi in prima istanza alla propria banca, e solo in seconda battuta, se le condizioni proposte non sono soddisfacenti, consultare le tante offerte provenienti dalle società di intermediazione.

Diffidare, sempre, di:

  • Privati (a voler essere paranoici, sarebbe utile diffidare anche dei parenti, ma è un altro discorso…);
  • Finanziarie consigliate “privatamente” da altre finanziarie o impiegati di banca (se la verifica della vostra finanziabilità è negativa, difficilmente diventerà positiva presso altre società);
  • Finanziarie di cui risulta impossibile effettuare una visura o rilevare contatti, iscrizione all’Albo, ragione sociale.

Inutile stare a sottolineare i rischi del chiedere denaro alle figure sbagliate.

Nella parte seconda, verrà sviscerato il prestito personale come contratto, come avviene la verifica della finanziabilità di un privato, la normativa di riferimento. Infine, nella terza parte di questo vademecum, un riassunto dei passi fondamentali dei primi due articoli più una serie di consigli utili per chi si appresta a chiedere un prestito.



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Stuart D: Opera nel settore del web marketing, da anni è consulente per campagne di promozione di siti web, portali e blog, seguendone pianificazione strategica ed economica.
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3 Responses »

  1. La seconda parte promette di essere altrettanto interessante: la finanziabilità di un privato è un argomento caldo. Spesso chi si rivolge a un istituto di credito per ottenere un prestito, crolla quando scopre di non avere garanzie adeguate per ottenerlo. Credo che insistere su questo tema aiuterebbe il richiedente a farsi, per tempo, un’idea del tetto massimo che può raggiungere il suo agognato prestito. Troppo frequentemente chi si rivolge a un istituto di credito crede o/e spera di raggiungere finanziamenti da favola con poche garanzie.
    Un altra cosa importante è l’uso che si fa del denero ottenuto con un mutuo. Il mutuo non serve solo per acquistare una casa ma è, in generale, un prestito. I soggetti che richiedono un mutuo non sempre restano fedeli al progetto da attuare con quei soldi (progetto che DEVE essere reso noto alla banca) e frequentemente si impantanano. Capita che il mutuo venga destinato ad altre attività ma questo per le banche non sempre conta.
    L’articolo è molto tecnico e fatto bene. Alla fine l’utente si troverà una buona guida tascabile articolata in più parti.

  2. Ciao Manuel,
    grazie per il tuo condivisibile intervento, che in parte anticipa i contenuti della seconda parte, ossia lo “scoring” (determinazione di un punteggio del richiedente, da cui dipende l’OK o il NO al finanziamento).

    Sull’accesso al credito, tuttavia, se pensi a qualche anno fa, oggi è più facile: ho visto alcune finanziarie proporre i loro servizi a studenti, per dirne una… Cerco comunque di vedere la questione da una diversa prospettiva, il più possibile neutrale: ben vengano strumenti finanziari come il prestito personale o il finanziamento tramite cessione del quinto (che meritebbe una guida a sè stante), ben venga la concorrenza tra i tanti intermediari, che permette al privato di scegliere le condizioni a lui più favorevoli, ma non dimentichiamoci che, per qualsiasi motivo si stia chiedendo denaro in prestito, ci si sta indebitando.

    Sottovalutare questo aspetto (l’indebitamento), porta sempre più frequentemente al fenomeno del prestito per estinguere o accorpare prestiti precedenti, che dà vita a situazioni spesso drammatiche.

    Cordialmente.

  3. Ciao Stuart,
    Conosco bene il dramma dell’indebitamento a catena.
    Son felice di sapere che il mio intervento è stato gradito.
    Alla prossima,

    Manuel

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