Crolla del 60% il risparmio pro capite annuo
E' ciò che emerge dal rapporto di Confcommercio sui risparmi delle famiglie italiane dal 1990 al 2010.
Nell'arco di un ventennio si è verificata una consistente diminuzione della propensione al risparmio (passata dal 23% a meno del 10%) ovvero una riduzione del risparmio complessivo di circa 20 miliardi di euro. Ciò significa che se all'inizio del periodo, per ogni 100 euro di reddito se ne risparmiavano 23, oggi si riesce ad accantonarne solo 10.
Le dinamiche di consumo e risparmio dipendono da svariati fattori di natura economica, sociale, demografica e culturale; tuttavia, secondo Confcommercio, ad incidere pesantemente sulla contrazione del risparmio è in primis la stagnazione del reddito disponibile (se si dispone di minori risorse si consumerà meno e si risparmierà meno) e solo marginalmente l'età media della popolazione con una crescita di sei decimi di punto dell'aspettativa media di vita degli italiani.
Dal rapporto emerge inoltre che buona parte del risparmio annuale finisce allocato in abitazioni: un terzo delle famiglie italiane ritiene infatti l'investimento in immobili la principale forma di utilizzo del surplus monetario; ciò dipende però da scopi a carattere cautelativo più che da strategie attive di trasferimento temporale del potere d'acquisto con il rischio che il potenziale inasprimento inflazionistico per il 2011 ( indotto dai rialzi dei costi delle materie prime) possa ridurre il valore reale del risparmio accumulato, cioè della ricchezza detenuta in forma liquida.
L'aspetto confortante sottolineato da Confcommercio è che, nonostante una flessione del clima di fiducia dei consumatori e una prolungata stagnazione economica, si assiste comunque ad una forza di reazione da parte delle famiglie con un aumento della propensione al consumo per non comprimere i consumi. La riduzione dei consumi reali è stata rilevante MA molto inferiore a quella subita dal reddito disponibile e soprattutto dal risparmio.
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