La crisi minaccia 900 mila lavoratori
Di Toni • Dec 2nd, 2008 • Categoria: Economia
La Cisl lancia l’allarme: “Novecentomila posti di lavoro a rischio nei prossimi due anni nei settori manifatturiero e delle costruzioni”. Nel consueto Rapporto annuale sull’industria la sigla sindacale ha realizzato un elenco contenente i nomi delle aziende italiane in difficoltà (non mancano nomi importanti come Fiat, Pininfarina e Granarolo) e alcuni importanti centri industriali come quello della lana a Prato e Biella, quello della seta a Como, il calzaturiero nelle Marche, il mobile in Puglia e Basilicata e l’orafo ad Arezzo, insomma circa il 5% dell’occupazione industriale versa in “cattive acque” e le stime sono destinate a crescere.
A pagarne le spese, prima di tutti sono i lavoratori, infatti giugno 2008 l’industria manifatturiera ha fatto registrare un aumento notevole delle ore della cassa integrazione guadagni arrivando a +15,3%, ma non finisce qui, anche l’occupazione registra dati negativi infatti nel primo trimestre si è ridotta del 1,4%. Tra i lavoratori più a rischio risultano quelli con minore professionalità, i meno giovani e quelli con contratti a termine.
La Cisl dopo aver chiesto al Governo misure fiscali per il sostegno ai redditi di fascia media e bassa, si rivolge direttamente alla UE auspicando l’attuazione di interventi mirati agli investimenti pubblici e soprattutto a sostegno del reddito e dell’occupazione anche attraverso la creazione di nuovi strumenti monetari europei in modo tale da finanziare con nuovo capitale netto la realizzazione di grandi opere e infrastrutture strategiche.













