Bond strutturati alla ribalta
Di Stuart D • Apr 1st, 2008 • Categoria: Investimenti
La crisi dei Fondi comuni italiani (nel 2007 sono stati ritirati dagli investitori 53 miliardi di euro e il trend è tutt’altro che invertito) ha persuaso banche e promotori finanziari ad orientare la clientela verso forme alternative e meno rischiose di risparmio gestito. Ultimamente l’offerta di investimento più diffusa prevede l’acquisizione di obbligazioni strutturate emesse direttamente dalla banca.
Che cosa sono i bond strutturati?
Molto semplicemente, sono titoli di debito emessi dalla banca proponente l’investimento che si compongono di due parti: una puramente obligazionaria, che garantisce una rendita alla sua scadenza e un’opzione il cui rendimento dipende dai mercati azionari. Questo tipo di investimento è generalmente a medio termine (dai 5 agli 8 anni in media) e le perdite per il risparmiatore sono limitate, e di molto, dal meccanismo stesso dell’investimento: la rivalutazione avviene alla scadenza sulla base dell’andamento di un indice di riferimento, ma se vi sono state perdite, o il porfolio ha subìto un trend negativo, il capitale investito viene restituito.
Vantaggi
Come si evince da quanto sopra, il vantaggio dei bond strutturati è il rischio ridotto al minimo e il fatto che l’emittente delle obbligazioni sia la banca stessa.
Svantaggi
Tuttavia vi è da segnalare le altissime commissioni praticate dalla banca sul capitale in vendita, circa del 3-4% e, e questo potrebbe rappresentare un ostacolo per quanti desiderano avere continuamente sotto controllo l’impiego dei propri soldi, non vi è alcun obbligo per la banca di riferire al cliente quali siano i mercati o gli investimenti che la banca fa con il denaro derivante dalle obbligazioni. Alcuni analisti inoltre segnalano potenziali problemi di vendita prima della scadenza, in uno scenario in cui solo la banca emittente è disposta a ricomprare i titoli emessi, con l’evidente spropositato potere contrattuale rispetto al cliente.