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Fame nel mondo: documento choc dell’Ocha, 1,2 miliardi di persone a rischio

Di Stuart D • Apr 25th, 2008 • Categoria: Notizie

Liberamente tradotto, quello che segue è un estratto di un articolo pubblicato su Le Monde (Francia) e scritto da Philippe Bolopion il 12 Aprile 2008 (fonte a piè di articolo), che trae spunto da un documento choc riservato redatto dall’ Ocha (United Nation Office for the Coordination of human Affairs) secondo il quale l’ONU si troverà a fronteggiare una delle più gravi e preoccupanti crisi alimentari globali della storia, mettendo a rischio l’intero sistema di aiuti umanitari e i fragili equilibri sociali dei paesi in via si sviluppo.

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L’aumento dei prezzi del cibo colpisce laddove fa male. A rischio il sistema delle sovvenzioni alimentari umanitarie, tanto da rendersi necessario un piano strategico di emergenza per far fronte all’emergenza alimentare delle classi urbane, secondo la nota riservate le più colpite da penuria di risorse.

Asia, Africa, America Meridionale in primis, continenti tradizionalmente collocati al gradino più basso della “catena alimentare sociale” ma è sorprendente osservare alcune new entry della preoccupazione alimentare: Messico, Bolivia, Pakistan, Egitto.

La crisi economica globale pare riflettersi soprattutto sul sistema di aiuti: meno soldi in circolazione, meno donazioni, maggior esborso per le organizzazioni per acquisire derrate e provviste da distribuire. Un sillogismo semplice e inquietante. Salvo inversioni di rotta, nel 2025 si prevede che 1,2 miliardi di persone vivranno in un perenne stato di insicurezza alimentare, e questo spezzerà i già delicati equilibri sociali del terzo mondo: guerre civili, saccheggi, violenze. In poche parole la cosiddetta “rivolta della fame”, che spesso sfocia in episodi di cieca efferatezza. Paesi a rischio, ben prima del fatidico 2025 sono attualmente considerati: Eritrea, Sierra Leone, Madagascar, Haiti, Georgia, Burundi e Zimbabwe.

Secondo lo studio, al momento, sembrano non esserci le condizioni per una frenata dell’aumento dei prezzi, soprattutto per l’accresciuta domanda da parte di paesi in via di sviluppo, dall’economia emergente, come la Cina, o l’India, o il Brasile.

Lo svilupparsi di fenomeni di insicurezza alimentare nei centri urbani coglie impreparata l’ONU, che potrebbe essere costretta a piani di emergenza rischiosi, come la distribuzione di denaro, buoni alimentari e interventi di emergenza, come lo sblocco di fondi specifici per fronteggiare la situazione: la vera novità è che nei centri urbani, in realtà, il cibo c’è. E’ la mancanza di denaro della popolazione a creare una condizione di impossibilità di acquisire le risorse per il proprio sostentamento. Una circostanza pressochè inedita per l’ONU e su cui non vi sono modelli analitici precedenti.

Fonte: Le Monde - Articolo originale: Emeutes de la faim : un défi inédit pour l’ONU, Philippe Bolopion - 12 Aprile 2008



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Stuart D: Opera nel settore del web marketing, da anni è consulente per campagne di promozione di siti web, portali e blog, seguendone pianificazione strategica ed economica.
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