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Denunce redditi online: Garante sancisce illegittimità pubblicazione su internet

Di Stuart D • May 8th, 2008 • Categoria: Primo piano

Ultimo atto di una vicenda balzata ai (dis) onori della cronaca esattamente una settimana fa. L’Authorità Garante, raccolti i dati e la documentazione fornita dall’Agenzia delle Entrate nella giornata di Lunedì, ha giudicato illegittima la modalità di pubblicazione su internet dei dati relativi alle dichiarazioni dei contribuenti per l’anno 2005. Il Collegio dell’Authority, composto da Francesco Pizzetti, Giuseppe Chiaravalloti, Mauro Paissan, Giuseppe Fortunato, ha confermato in via definitiva il provvedimento, preso Mercoledì, di sospendere la libera consultazione dei dati dal sito dell’Agenzia e inibirne qualsiasi accesso.

Il Decreto del Presidente della Repubblica 600/1973, inizialmente preso come riferimento dall’Agenzia delle Entrate a conferma della legittimità dell’operazione, conferisce in realtà all’Agenzia i poteri di decidere le modalità della sola costituzione degli elenchi, e non della loro pubblicazione. Quest’ultima operazione infatti spetta unicamente al legislatore.

Lo strumento internet, inoltre, appare “sproporzionato” rispetto alla finalità di libera consultabilità dei dati:

  • Internet dilata il lasso temporale entro il quale le dichiarazioni devono essere a disposizione per la consultazione, che la Legge fissa ad 1 anno;
  • L’assenza di filtri per la selezione e la tracciabilità di chi visionava le dichiarazioni ha causato lo scaricamento e, successivamente, la manipolazione (in alcuni casi la rivendita) delle dichiarazione dei redditi 2005;
  • I contribuenti infine non hanno ricevuto alcuna comunicazione informativa sul mezzo scelto come forma di pubblicità delle denunce dei redditi.

Il provvedimento del Garante sarà quindi pubblicato nella Gazzetta Ufficiale e il testo integrale dello stesso consegnato alla Procura di Roma che sta al momento portando avanti le indagini.

L’Agenzia delle Entrate quindi non ripristinerà l’accesso dei dati tramite il sito, ma consentirà ovviamente l’accesso alle dichiarazioni dei redditi attraverso gli Uffici territoriali competenti e i Comuni.

Le conseguenze per l’informazione

Il Garante ha inoltre specificato che testate giornalistiche e mass media potranno rendere noti i dati delle dichiarazioni solo se i dati sono stati reperiti tramite modalità ammesse dalla Legge e per fini di informazione e divulgazione. Questo include la diffusione di dati di persone che, per ruolo o fama, possono essere di pubblico interesse.

Illegittimo, e può portare a conseguenze civili e penali, qualsiasi utilizzo improprio dei dati prelevati dal sito dell’Agenzia delle Entrate (o da altro strumento telematico): rivendita, manipolazione, diffusione.

Pare che l’ultimo capitolo di questa vicenda sia stato scritto. Tuttavia, con politici della maggioranza uscente che si dissociano, associazioni di consumatori sul piede di guerra, la magistratura impegnata nelle indagini e, soprattutto, l’opinione pubblica più che mai inferocita, non è detto che non possano esserci sorprese nei prossimi giorni.



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Stuart D: Opera nel settore del web marketing, da anni è consulente per campagne di promozione di siti web, portali e blog, seguendone pianificazione strategica ed economica.
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