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Il programma politico ed economico del PDL

Di Stuart D • Apr 24th, 2008 • Categoria: Primo piano

Raffreddate le polemiche che hanno seguito l’esito delle elezioni politiche 2008, che hanno visto trionfare il PDL (popolo delle libertà) di Silvio Berlusconi e della Lega Nord e aperto un acceso dibattito sull’evidente perdita del consenso popolare da parte della Sinistra, ci accingiamo ad analizzare il programma, il contratto, presentato agli italiani dalla coalizione del Centro Destra in campagna elettorale.

Consideriamo la politica per quello che è: gestione del potere. Chi si candida e vince le elezioni ha l’onore/onere di rappresentare non solo il suo elettorato, ma l’intero popolo della nazione. Per tale motivo su ABC Finanze abbiamo volutamente deciso di non dare spazio ad alcun proclamo elettorale (di nessuna coalizione o partito) durante la campagna elettorale, riservandoci di dedicare un “Primo piano” alla coalizione vittoriosa e al suo programma.

Sì, perchè il programma politico di un partito è per noi vincolante come un vero e proprio contratto. Lungi da noi giudicare (o meglio, esternare) quale fosse il programma più coerente e in linea con i bisogni del paese: il Popolo Delle Libertà (con la Lega Nord) governerà l’Italia per il prossimo quinquennio e pertanto osserveremo punto per punto l’assolvimento dei suoi obblighi contrattuali. Come spesso accade, le promesse elettorali, nel corso di cinque anni, tendono ad essere dimenticate: ABC Finanze ha la memoria buona.

Il Programma politico di Berlusconi in 10 punti programmatici:

  1. Famiglia: bonus bebè (sostegno alla famiglia in occasione di un nuovo nato) e sostegno per acquisto beni di prima necessità, come latte in polvere, fino a 3 mesi di vita; bonus locazioni per famiglie meno abbienti o giovani, investimenti per la creazione di asili sociali; inoltre il sistema di tassazione per “quoziente familiare”;
  2. Meridione: federalismo fiscale, lotta alla criminalità organizzata, completamento delle infrastrutture;
  3. Sviluppo Economico e Competitività: creazione di 1 milione di posti di lavoro, soprattutto al Sud. Portabilità dei conti correnti, detassazione utili e cuneo fiscale, pagamento IVA solo al momento del reale incasso delle fatture (ribadito, quest’ultimo punto, più volte in campagna elettorale, anche se pur sforzandoci non riusciamo ad intravederne un reale vantaggio), basic tax del 5% per nuove (micro) iniziative imprenditoriali, diminuzione dell’IRAP fino alla sua totale abolizione; per quanto riguarda il turismo, previsti incentivi per aumentare l’afflusso di stranieri presso le località turistiche, abbassamento IVA sul turismo.
  4. Fisco: interventi mirati volti a diminuire la pressione fiscale, specie sulle famiglie, e portarla sotto il 40%. Lotta all’evasione fiscale grazie ad un maggiore coordinamento delle strutture a livello locale e attraverso la riforma della riscossione.
  5. Finanza pubblica: Federalismo Fiscale (fortemente voluto da Lega Nord) e l’immissione di -testualmente- «una quota corrispondente di patrimonio pubblico» sul mercato al fine di ridurre il debito pubblico, offrire agli investitori migliori opportunità a tutto vantaggio dell’aumento di almeno 1 punto percentuale di PIL.
  6. Casa: riscatto delle abitazioni di proprietà dello Stato, detassazione degli investimenti in riscaldamento e posti auto sottoterra. Fondo pubblico a garanzia dei mutui dei condomini per lavori di manutenzione, agevolazioni economiche per interventi di riqualificazione urbana.
  7. Sanità: riforma legge 180, educazione sanitaria nelle scuole ed eliminazione delle liste di attesa.
  8. Ricerca ed energia: investimenti pubblici nella ricerca e libera conversione, per le Università, in Fondazioni. Maggior detassazione degli utili quando questi sono reinvestiti in ricerca. Rigassificatori per una maggiore indipendenza energetica, termovalorizzatori per non dover spedire rifiuti all’estero, incentivi fonti energetiche rinnovabili e partecipazione a progetti europei per lo sviluppo nucleare di ultima generazione
  9. Società e solidarietà: pensioni minime a 800 euro mensili, agevolazioni per anziani e sovvenzioni per acquisto libri e materiale scolastico per famiglie meno abbienti. Stabilizzazione del 5 per 1000 e nuova aliquota a favore di famiglie con disabili. Potenziaento servizio civile e assicurazione gratuita per i giovani che praticano sport.
  10. Giustizia e sicurezza: (questo, secondo molti, il capitolo che ha valso alla CDL la vittoria delle elezioni) Inasprimento pene per reati di violenza contro donne e bambini; contrasto efficace e deciso dell’immigrazione clandestina, aumento del numero di poliziotti e carabinieri anche a livello di quartiere, inasprimento delle pene dei reati minori (furti, scippi…)

Indipendentemente dalla reale validità, coerenza e convenienza del programma sopra esposto, questo è il contratto che gli italiani hanno spontaneamente sottoscritto con quella che hanno scelto come nuova classe politica dirigente.

Vedremo, nel corso dei prossimi anni, quali punti verranno rispettati, quali disattesi.

E’ una dolce menzogna quella che vuole far passare il concetto che un governo, piuttosto che un altro, possa realmente risolvere la crisi economica che colpisce le tasche del popolo da ormai molti anni: aumento del prezzo delle materie prime, del petrolio, la recessione, il crollo delle Borse, il credit crunch, sono aspetti di macroeconomia su cui la classe politica di una singola nazione può incidere davvero molto poco. Ciò in cui speriamo è una classe politica che si faccia carico del malcontento generale e che dia una risposta forte e determinata ai problemi inerenti la vita quotidiana (dal bilancio familiare alla sicurezza) che ormai si fanno insostenibili.



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Stuart D: Opera nel settore del web marketing, da anni è consulente per campagne di promozione di siti web, portali e blog, seguendone pianificazione strategica ed economica.
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