Influenza suina: emergenza economia globale
Di Stuart • Apr 29th, 2009 • Categoria: Primo piano

E’ nato in Messico, un paese dall’economia da sempre emergente, meta di tagliagole americani in disarmo e turisti in cerca di mare e tequila a buon prezzo. E’ cresciuto in un porcile. E’ tanto piccolo da aver bisogno di vampirizzare una cellula per dare un senso alla propria esistenza. Non il contesto ideale per cullare e nutrire ambizioni da superstar. Eppure in poco più di una settimana il rampollo di casa H1N1 ha messo in allarme i Ministeri della Sanità di tutto il mondo causando un’emergenza sanitaria che a molti ricorderà la paura di contrarre l’influenza aviaria di qualche anno fa.
Mentre scrivo, si sono registrati i primi casi di infezione accertata al di fuori del territorio messicano, precisamente in Spagna (primo caso in UE) , Canada e Stati Uniti (queste ultime le più colpite fuori dal messico), più un imprecisato numero di casi sospetti nel resto del mondo ed è stata dimostrata la capacità del virus di trasmettersi tra uomo e uomo.
Senza abbandonarsi a facili psicosi e ossessive ricerche di vaccini antiinfluenzali (non esiste, in questo momento, un vaccino contro la suina) e mascherine di protezione (invero utili in quanto il virus si trasmette attraverso le vie aeree) e soprattutto senza lasciarsi affascinare da ipotesi complottistiche tanto plausibili quanto assurde (le solite paranoie che vedono protagoniste le case farmaceutiche che creano la malattia e la diffondono in paesi dove i controlli sono inferiori per vendere la cura e governi compiacenti che sfruttano il caos per le proprie manovre politiche), v’è da specificare che l’OMS (organizzazione mondiale della sanità) ha sì alzato a livello 4 l’emergenza ma si è trovata a fronteggiare in passato rischi didiffusione virale ben peggiori. Gli ingranaggi della macchina di prevenzione della pandemia sembrano quindi essere ben oliati.
Rimane il pericolo, perchè il virus influenzale, di qualunque famiglia, tende al pandemico per definizione. E come tutti i virus influenzali, se non curati, possono portare il malato ad una progressiva perdita di coscienza, fino ad arrivare al decesso. Lamortalità derivante dal virus quindi è anche strettamente connessa all’efficienza delle strutture sanitarie: molte malattie, ad esempio, che in Occidente non causano più decessi, in altre aree del mondo continuano a mietere vittime.
Tre informazioni utili
1. La carne suina non trasmette il virus, in quanto il virus decade durante la cottura. In ogni caso, l’Unione Europea ha dichiarato sicura la carne di maiale proveniente da allevamenti dell’UE.
2. Anche se non è ancora stato ricavato un vaccino e anche se la trasmissione del virus è facile, l’influenza suina è molto meno pericolosa di quella aviaria e presenta caratteristiche prossime alle influenze di cui si ha già il vaccino
3. In caso di contagio le autorità sanitarie suggeriscono un trattamento farmacologico a base di ‘Oseltamivir e Zanamivir
Referenze sull’Influenza Suina
OMS: Informazioni su Influenza Suina http://www.who.int/csr/disease/swineflu/en/index.html
OMS Influenza Suina FAQ: http://www.who.int/csr/disease/swineflu/faq/en/index.html
Come hanno reagito i mercati alla notizia di una possibile pandemia
I mercati borsistici sono l’occhio spietato e cinico dell’andamento delle “cose” del mondo. E in questa circostanza questo assioma non poteva che trovare piena applicazione: i mercati hanno reagito male e in modo assai prevedibile; dagli speculatori un solo protocollo: vendere titoli delle compagnie aeree e del turismo, vendere futures sul petrolio e acquistare azioni delle case farmaceutiche Roche e Glaxo in primis in quanto produttrici dei vaccini antiinfluenzali.
Lufthansa il titolo peggiore (-9%) a seguire British Airway, Air France e a seguire tutte le compagnie che hanno rotte che toccano i paesi colpiti.I trasporti e gli scambi commerciali totalmente da riorganizzare hanno fatto colare a picco il prezzo del petrolio è sceso sotto i 50 dollari-barile. Scosse in negativo anche per il dollaro. E questo, in uno scenario di recessione, è quanto di peggio potesse capitare all’economia globale, con intere nazioni che stanno rivedendo drasticamente il listino di ordini di carni dall’estero e discontinuando viaggi e importazioni dai paesi considerati a rischio.
Bene, molto bene, Roche e Glaxo (rispettivamente +4% e + 6.1%), società farmaceutiche produttrici dei vaccini antiinfluenzali più diffusi, il Relenza e il Tamiflu.













