Unindustria Venezia: il salario corre sul tram
Di Stuart • Apr 8th, 2008 • Categoria: Primo piano

Incisiva. Efficace. Innovativa. Colpisce in pieno stomaco il target cui è rivolta: l’opinione pubblica. Quella di impiegati e operai che quotidianamente affollano i mezzi pubblici per raggiungere il posto di lavoro che da qualche giorno hanno modo di osservare -e riflettere- sul gap economico che li separa dai loro ‘colleghi’ europei. A parità di mansione infatti (rilevante la scelta del grafico di usare lo stesso modello per le quattro slide) un operaio spagnolo, inglese o irlandese si assicura, ogni mese, dai 168 ai 567 euro in più (dati OCSE).
Unindustria Venezia, promotrice della campagna, raggiunge in questo modo il duplice obiettivo di sensibilizzare la gente comune, che ha pagato, e tuttora paga, il crollo del potere d’acquisto dei salari e le istituzioni: sotto accusa infatti -questo il vero obiettivo degli ad- spiega il vicepresidente Massimo Codato, è il costo del lavoro, cresciuto nell’ultimo decennio in modo esponenziale (28%, contro lo 0,1%, ad esempio, della Germania), a tutto svantaggio del cuneo fiscale -la differenza tra costo dell’impresa per un lavoratore e la somma che resta disponibile per il lavoratore stesso, ovvero il suo salario- ormai nettamente disallineato rispetto alla media europea.
I mezzi per colmare questo gap paradossale sembrano esserci, almeno sulla carta: ridurre il costo del lavoro attraverso un minore carico fiscale per le imprese (ad esempio detassando gli straordinari). E mentre ogni economista ed esponente di partito sembra aver pronta la ricetta per uscire da questo imbarazzo tutto italiano, non ci resta che trovare una risposta alla retorica domanda del payoff della campagna Unindustria: siamo davvero in Europa?













