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REDDITOMETRO CONTRO L’EVASIONE FISCALE

Di Roberto Tomasi • Feb 24th, 2010 • Categoria: Fisco e Leggi, Miscellanea

Negli ultimi tempi l’azione di contrasto contro l’evasione fiscale si è indirizzava verso l’utilizzo del cd “Redditometro”.

In estrema sintesi il “Redditometro” è uno strumento tramite il quale, sulla base di alcuni indicatori di spesa (acquisto di immobili, di auto di lusso, di imbarcazioni etc.), l’Amministrazione Finanziaria presume l’esistenza di un reddito minimo.

In caso di accertamento fiscale basato sul redditometro il contribuente è chiamato a “giustificare” le proprie spese in rapporto al proprio reddito. Il ragionamento del fisco è semplice: non si può spendere più di quanto si è guadagnato (ed in teoria si sarebbe dovuto dichiarare).

Il contribuente, in via esemplificativa, può dimostrare:

(i)            di aver utilizzato per i propri acquisti somme di denaro precedentemente risparmiate;

(ii)           somme di denaro esenti da tassazione oppure già tassate;

(iii)          di aver ricevuto il danaro da propri familiari;

(iv)          di aver acquistato i beni ricorrendo all’indebitamento.

Al fine di poter utilizzare questo strumento accertativo l’Amministrazione Finanziaria ha intrapreso un’attività informatica volta a raccogliere ed incrociare migliaia di dati: dalla metà del 2009 un nuovo software denominato “Cete” (“Controllo economico del territorio”) ha raccolto informazioni su circa trenta mila soggettti.

Il software permette di incrociare una notevole quantità di dati relativi a soggetti titolari di determinati diritti con i redditi da questi dichiarati.

Oltre agli ormai consueti controlli in merito ai soggetti titolari di diritti di proprietà o altri diritti reali su immobili o autovetture l’attenzione è sempre più diretta anche al sostenimento di determinate spese quali, a titolo esemplificativo: il pagamento di quote di iscrizione in circoli esclusivi, l’assidua frequenza di sale da gioco, il pagamento di rette per scuole private particolarmente costose, frequenti viaggi e crociere etc…

L’obiettivo del 2010 così come dichiarato ieri dal nucleo speciale Entrate delle Fiamme gialle è quello di raddoppiare il numero di dati raccolti rispetto al 2009.

Lo strumento del redditometro, per i soggetti titolari di partita iva, sarà sempre più utilizzato insieme ad altri strumenti accertativi quali gli studi di settore e le indagini finanziarie rendendo la difesa del contribuente spesso ardua.

Roberto Tomasi.

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Roberto Tomasi: Ha conseguito la Laurea in Economia e Commercio, indirizzo Legislazione per l’impresa presso l’Università degli Studi di Pavia ottenendo la votazione di 110/110 e Lode. Ha svolto la pratica professionale presso primari studi di dottori commercialisti in Pavia ed in Torino conseguendo l’abilitazione sia per la professione di Dottore Commercialista che di Revisore Contabile. Ha collaborato per il KSTUDIOASSOCIATO, studio di consulenza legale e tributaria collegato alla nota società di revisione contabile KPMG Spa per più di sei anni arrivando a ricoprire il ruolo di Tax Manager (socio ordinario). Ha maturato una pluriennale esperienza in operazioni di merger and acquisition, tax due diligence ed operazioni straordinarie in genere (fusioni inverse, scissioni societarie). E' stato membro dell’audit team (in qualità di specialista fiscale) di alcune società quotate, consulente fiscale di alcuni gruppi internazionali nonché sindaco in diverse società di capitali. Complessivamente ha maturato una decina d'anni di esperienza professionale in diritto tributario, diritto commerciale e contabilità. Sito internet: www.studio-tomasi.it
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