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Bitcoin: quanto interesse suscita la moneta del futuro

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La moda delle criptovalute e del Bitcoin ormai non accenna a tramontare, e come ogni cosa è stata coinvolta da tante informazioni dubbiose che spaventano circa origine e serietà della moneta del futuro. Ma in seguito ad un servizio (andato in onda il 25 Marzo) de “Le Iene” su coloro che vivono questo alternativo mondo delle criptomonete, bisogna provare a sfatare qualche falso mito per cercare di capire qualcosa in più sul mondo delle monete di Bitcoin.

Bitcoin: concetti base

Le criptovalute sono definite come delle valute private, come lo erano le monete d’oro, solamente che non esistono in forma cartacea, ma solo in forma digitale. La prima è venuta fuori nel Gennaio 2009 ed è anche la più famosa: Bitcoin.

Per certi versi anche il Dollaro e l’Euro si possono definire monete digitali, perché meno del 10% è stampato, mentre oltre il 90% è esiste solo forma elettronica nei conti bancari, ma sono pur sempre delle valute pubbliche, ossia controllate da organi di governo.

Oggi ci sono centinaia di criptovalute, tutte nate prendendo spunto dal Bitcoin, ognuna con il proprio software e con il proprio valore rispetto a Dollaro o Euro; il valore è stabilito semplicemente dalla domanda e dall’offerta tra chi le vuole vendere e chi le vuole acquistare, cosa che succede nei portali specializzati, come ad esempio l’americano Coinbase.com.

Per quanto concerne la loro affidabilità, Bitcoin per primo ha superato qualunque dubbio di affidabilità che la tecnologia abbia mai potuto immaginare: con migliaia di computer sparsi in giro per il mondo con una copia aggiornata di tutto l’archivio dei pagamenti (la Blockchain), una criptovaluta non si potrebbe mai e poi mai spegnere.

Per l’aspetto sicurezza, invece, è bene ricordare che le criptovalute sono chiamate anche monete matematiche, dal momento che utilizzano degli algoritmi matematici comprovati per garantire che i “soldi” non si vadano a raddoppiare o vengano spesi più volte.

Bitcoin funziona dal 2009 e da allora il software non ha mostrato nessuna incrinatura. La blockchain non è stata mai corrotta nè sono spariti bitcoin; i furti riportati dai giornali sono sempre dipesi al fatto che i proprietari si sono fatti portar via le password e non certo dipendevano da debolezze dell’algoritmo matematico.

Servizio a “Le Iene”: Miniere e Minatori

Ora bisogna capire cosa significa il titolo della trasmissione delle Iene, “Dentro le miniere dei Bitcoin“.

Un “attore” fondamentale nelle criptovalute è la persona che si occupa di convalidare i pagamenti che ci sono tra gli utenti, ad esempio paragonabili ai bonifici bancari.

Ma questa attività ha solo una funzione tecnica e non può essere messa a confronto con quella di una banca, perché questo tecnico non ha i bitcoin, può solo verificarne la veridicità.

stiamo parlando del Miners Bitcoin rackLmining (letteralmente, estrazione mineraria), una attività messa in atto da coloro che nel gergo sono detti miners (minatori), e che necessita di apparati di calcolo con prestazioni molto alte.

Un minatore di solito ha mensole piene di decine o centinaia di macchine che eseguono calcoli matematici, solitamente milioni di calcoli al secondo, come stabilisce ll’inventore della criptovaluta (per Bitcoin, Satoshi Nakamoto).

Questi calcoli sono utili per verificare e convalidare le operazioni di pagamento che ci sono state tra gli utenti di tutto il mondo, solitamente negli ultimi minuti.

Il minatore che ci riesce per primo, alla fine del suo lavoro mette una firma digitale (quella di bitcoin è identica a quella della chiave USB che rilasciano le Camere di Commercio) e riceve in premio criptovalute di nuovo conio.

Una giusta ricompensa con cui dovrà sostenere la principale voce di spesa della propria attività : i consumi di energia elettrica !

Monete ieri e oggi

Nella primavera del 2017 fare il minatore di criptovalute come Ethereum, Zcash ed altre, era diventato un mestiere molto profittevole, tanto che gli investimenti per le apparecchiature si ammortizzavano in tempi brevissimi.

In quel periodo, chiunque poteva stare in casa a fare il minatore, avendo un guadagno in maniera molto rapida. Bastava acquistare una scheda grafica ad alte prestazioni come quelle che hanno gli amanti dei giochi 3D, ed usarla, attraverso opportuni software, per convalidare i pagamenti delle criptovalute: si lasciava il PC acceso giorno e notte ed il gioco era fatto. Ci sono state situazione in cui con una sola scheda si poteva incassare anche il controvalore di 100$ in un mese.

Di questa eventualità se ne sono accorti così tanti che verso Maggio-Giugno le schede grafiche ad alte prestazioni sono state rase al suolo dagli scaffali dei negozi e dai rivenditori on line, Amazon incluso.

Questo perché migliaia di persone nel mondo si sono dilettate a fare i minatori di criptovalute, spesso con una miriade di schede assemblate alla meglio per cercare di guadagnare quanto più possibile.

Per i più curiosi bisogna ricordare che basta digitare con un motore di ricerca “Mining Rig” (letteralmente: pozzo per estrazione mineraria), per catapultarsi su immagini e video di coloro che si sono armati con schede grafiche installate in salotto o nel garage di casa, con soluzioni anche insolite e stravaganti, come un telaio di legno fatto per smaltire meglio il calore.

Oggi le cose sono diverse, dal momento che gli algoritmi atti a gestire le criptovalute hanno un ingranaggio di sicurezza che capta automaticamente se il numero di minatori aumenta in modo smoderato.

In pratica si alza l’asticella della difficoltà dei calcoli, tanto che con un equilibrio di Hardware a disposizione calano i guadagni che si facevano in precedenza; il mining domestico in tal modo viene di gran lunga ridimensionato, come è accaduto più volte nell’estate del 2017.

Il mining: un’attività industriale?

Oltre al mining “amatoriale”, citato poc’anzi, ci sono già da tempo enormi apparecchiature di dimensioni industriali, che attuano questa attività, ad esempio di Bitcoin in Cina (per il costo basso dell’enegia elettrica), o in Islanda (per la facilità di smaltire il calore).

Inoltre, sulla scia dell’entusiasmo per le criptovalute, nel 2017 si sono lentamente sviluppate pure aziende che danno chiavi in mano sistemi industriali preconfezionati per il mining, come ad esempio il Container della figura, che può essere messo direttamente presso impianti che producono energia (fotovoltaici, eolici, ecc).

Qui le criptovalute danno prova di maggiore efficienza rispetto alle banche, che hanno bisogno di migliaia di filiali, sedi e sportelli, con i relativi impianti di illuminazione, di riscaldamento e di condizionamento, tutti consumi che non si possono localizzare vicino ai luoghi di produzione. Per dirla a breve, si sta aggiungendo efficienza energetica anche al sistema economico e finanziario.

Per gli imprenditori italiani che abbiano deciso di diventare “minatori”, c’è da fare una importante precisazione, che riguarda gli alti costi dell’energia elettrica.

Il minatore italiano, infatti, nel pagare l’energia 20 centesimi per Chilowattora spende in pratica quasi il doppio rispetto ad un minatore domestico degli Stati Uniti o di altri paesi, pertanto si trova in una posizione non competitiva.

Meglio quindi tenere le apparecchiature di mining in una posizione in cui si abbia a disposizione energia elettrica a basso consumo (economico), prodotta da impianti di generazione di proprietà, quali ad esempio fotovoltaici, eolici, idroelettrici, di cogenerazione, ecc.

L’impianto deve essere ridotto attentamente in proporzione all’energia a disposizione, e non alla grandezza dei capannoni.

Ecco dunque che le criptovalute stanno creando delle nuove opportunità di lavoro, nuovi mestieri ma anche nuove branche sulle quali fare ricerca e sviluppo.

Inoltre, nel mondo ci sono infiniti appassionati di criptovalute che hanno voluto provare l’attività di minatore comodamente dal proprio divano. Ve ne sono però anche molti altri che hanno poi deciso di fare di questa pratica la propria fonte di sostentamento.

In questo secondo caso sono molti i problemi che, nella prospettiva domestica possono essere trascurati. E infatti ,su scala industriale, si presentano problemi che per il minatore domestico non sono nemmeno immaginabili, come ad esempio la gestione dei wallet, l’ammortamento delle apparecchiature, lo smaltimento del calore, la contabilità, la gestione doganale degli Hardware, la fiscalità e tanti altri aspetti.

 

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