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Borsa: Ftse Mib chiude bene grazie all’intervento delle banche

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Borsa di Milano Minuta
Borsa di Milano Minuta

Borse europee in rialzo sulla cresta dell’onda di quelle asiatiche in seguito al fatto che il presidente cinese, Xi Jinping, ha fatto una dichiarazione shock. Quest’ultimo infatti ha dato la sua parola poche ore fa di una maggior apertura di Pechino al mercato Usa e la riduzione già a partire da quest’anno dei dazi su alcuni prodotti mare in USA, nello specifico quelli del settore auto.

Nelle scorse ore, il presidente Usa aveva dichiarato ci fossero tariffe troppo elevate in Cina per le importazioni di automobili, al 25%, contro tariffe al 2,5% negli Usa, parlando di “commercio stupido, andato avanti per anni”.

Borsa europea: influenzata dalle decisioni cinesi

Intervenuto davanti al forum di Boao, nella provincia dello Hainan, il presidente cinese ha definito la globalizzazione dell’economia un fenomeno “irreversibile” che deve però ricercare una impronta “inclusivo”. Nella difesa del ruolo della Cina a livello di commercio globale, Xi ha garantito che Pechino “non minaccerà nessuno” in merito all’ambizioso progetto di una nuova via della seta.

In un clima di deciso rientro della competitività al rischio dopo l’intervento di Xi Jinping il dollaro ha ripreso quota sullo yen. A circoscrivere la risalita del cross dollaro/yen ci somo ancora i dubbi sulla situazione siriana. Al momento il cambio euro/dollaro viaggia a 1,2312 da 1,2319 di ieri sera in chiusura a New York e il dollaro/yen a 107,159 da 106,75.

Prosegue intanto, in attesa del consiglio sui tassi del 26 aprile, il confronto proveniente dalla Bce su come affrontare il graduale disimpegno dal programma di acquisto titoli. In questo verso alcuni degli spunti potrebbero arrivare dall’intervento del banchiere centrale austriaco, Nowotny, proprio su questo tema a Londra.

Un’altra esponente di primo piano di Francoforte, Daniele Nouy, inciderà su una conferenza a Lubiana mentre il banchiere centrale spagnolo, Linde , parlerà davanti alla commissione di inchiesta in merito alla crisi finanziaria del parlamento a Madrid. In un’intervista di ieri il consigliere esecutivo, Benoit Coeuré, ha spiegato che “la debolezza di alcuni degli ultimi dati macro della zona euro non implica che la Banca centrale debba in alcun modo alterare il proprio approccio di politica monetaria”.

Occhio quindi ai dati macro. Dall’Istat arriverà il dato sulla produzione industriale a febbraio che dovrebbe mettere in evidenza un aumento dello 0,8% a livello congiunturale (dal calo di 1,9% di gennaio) e del 4,8% a livello tendenziale dopo il +4% del mese precedente. Sarà diffusa pure l’analoga statistica francese relativa a febbraio. In questo caso le attese si bilanciano su un incremento dell’1,4% su mese dopo il calo del 2% visto a gennaio.

Piazza affari e borsa italiana

Dopo l’apparente lite tra Luigi di Maio e Matto Salvini: il leader del 5 Stelle ha detto no all’incontro parlando di “zero possibilità” che il Movimento vada al governo con Silvio Berlusconi e “con l’ammucchiata del centrodestra”, lo spread Btp/Bund ricomincia da quota 126,4 punti base e il tasso del benchmark italiano a 10 anni dall’1,77%.

Ieri il Tesoro che a mercati chiusi ha reso noto che in occasione del collocamento a medio lungo di giovedì darà in offerta tra 7,25 e 9,25 miliardi nel nuovo Btp a 3 anni aprile 2021 e le riaperture del Btp a 7, 20 e 30 anni. Già stamattina sul segmento a breve si  sono espressi il Belgio, la Germania, che offrirà 500 milioni di euro in titoli di Stato aprile 2026 indicizzati all’inflazione, e la Spagna (a disposizione 1-2 miliardi in titoli di Stato a 3 e 9 mesi).

A Piazza Affari l’indice Ftse Mib si apprezza dello 0,57% e sfiora quota 23.184 punti. Tim  sale dell’1% a quota 0,8634 euro dopo che il cda ha preso la decisione a maggioranza “di dissociarsi formalmente dall’iniziativa del collegio sindacale” che ha integrato l’ordine del giorno dell’assemblea del 24 aprile con le richieste del fondo attivista Elliott. Un’iniziativa “che ritiene errata e particolarmente grave”. Dunque ha annunciato di “intraprendere ogni azione legale a tutela dei diritti e degli interessi di tutti i soci e della società”.

Il fondo Elliott ha intanto aumentato la sua partecipazione a quasi il 9%, quota accompagnata da una combinazione di put e call, e ribadito la sua fiducia all’attuale ceo del colosso tlc, Amos Genish. Ma si sta già osservando nei paraggi per capire eventuali manager che potrebbero prendere la guida del gruppo se Genish decidesse di lasciare, secondo alcune fonti per le quali fra i manager sondati ci sono l’ex ceo di Tim  e attuale numero uno di Edizione, Marco Patuano, e Paolo Dal Pino, manager di profonda conoscenza del mondo delle telecomunicazioni e anche del mercato brasiliano.

Il 24 aprile l’assemblea di Tim  voterà la proposta di Elliott della sostituzione con rappresentanti prestabiliti dal fondo sei consiglieri di nomina Vivendi , primo azionista con il 23,9% del capitale. Il piano del fondo resta quello annunciato nelle scorse settimane e prevede pure la separazione della rete d’accesso valutata a un enterprise value pari a 15 miliardi di euro, la sua quotazione in borsa e integrazione con Open Fiber, controllata di Enel  e della Cassa depositi e prestiti, per creare una rete unica nazionale, come voluto dalle forze politiche. Ci sarà poi la conversione delle azioni di risparmio in ordinarie e il ritorno al dividendo.

Invece il comitato dei gestori di Assogestioni ha stabilito in maniera unanime di non depositare una lista di candidati per l’elezione dei componenti il cda di Tim  all’assemblea del 4 maggio. Attenzione, poi, a Saipem  (+1,36% a 3,123 euro) perché, durante le fasi del contenzioso con Gazprom relativo alla mancata commessa per il gasdotto South Stream, la nuova richiesta della società italiana è calata fino a 644,6 milioni di euro, mentre le udienze sull’arbitrato sono state fissate a giugno 2019.

La controversia con il colosso del gas russo è  cominciata il 10 novembre 2015 quando Saipem  ha depositato la domanda di arbitrato nei confronti di South Stream Transport BV presso l’International Chamber of Commerce di Parigi in seguito allo stop della costruzione del gasdotto voluto da Gazprom nel dicembre 2014. La domanda iniziale di Saipem era di importo pari a circa 759,9 milioni di euro richiesti a titolo di corrispettivo dovuto per effetto sia della sospensione dei lavori (richiesta dal cliente nel periodo dicembre 2014-maggio 2015) sia della successiva termination for convenience del contratto notificata in data 8 luglio 2015 da parte di SSTBV.

Mediaset raggiunge quota 3,32 euro (+0,70%). Sono circa 130 i dipendenti della pay tv Premium su complessivi 240-250 che verranno trasferiti nella newco creata da Mediaset  a cominciare da giugno relativi alla parte operation, inclusi dirigenti, quadri e tecnici. Il cambiamento mom coinvolgerà invece i giornalisti, secondo quanto ha dichiarato ieri una fonte vicina alla situazione all’agenzia Reuters.

Borsa: buona chiusura per le banche

Bene l’andamento delle quotazioni delle banche, in particolare Unicredit (+0,37% a 17,36 euro), Intesa Sanpaolo  (+0,53% a 3,037 euro), con la proposta finale del gruppo svedese Intrum per comprare il portafoglio Npl della banca da 12 miliardi che potrebbe essere presentata entro il 27 aprile a un prezzo maggiore dl 25% del nominale, il più vicino possibile alla soglia del 30%, secondo come è stato anticipato da Mf, Ubi (+0,72% a 3,89 euro), Banco Bpm  (+0,79% a 2,92 euro). Dimessa, viceversa, Banca Carige  (sulla parità a quota 0,0081 euro) anche se l’Antitrust ha spianato la strada dal gruppo genovese Malacalza per classificarsi come il primo azionista dell’istituto.

L’Autorità per la concorrenza e il mercato ha spiegato che “l’operazione in esame non determina la costituzione o il rafforzamento di una posizione dominante sul mercato interessato, tale da eliminare o ridurre in modo sostanziale e durevole la concorrenza“. L’operazione ha come intento quello della sottoscrizione da parte del gruppo della famiglia Malacalza di una parte delle azioni di Banca Carige  oggetto di un accrescimento di capitale. Concluso l’aumento, a dicembre 2017, e in seguito ad alcune successive acquisizioni, il capitale sociale di Carige  è così cambiato: Malacalza ha il 20,63%, Compania financiera lonestar il 9,08%, Pop 12 il 5,428%, Sga il 5,39% e Credito Fondiario il 4,894%.

Positive Anima  (+0,51% a 5,90 euro) la cui raccolta netta a marzo è stata buona per circa 183 milioni di euro, mentre da inizio anno ha sfiorato circa i 602 milioni e Cerved  (+0,65% a 10,05 euro) che ha in cantiere circa 400 assunzioni, di cui 300 nell’area della gestione dei crediti. Dopo aver dato conferma che gli accordi già siglati con Mps  (+0,60% a 2,847 euro), Atlante, Banca Popolare di Bari e Ref aumenteranno le masse di crediti gestite, performing e Npl, quest’anno vicino ai 50 miliardi, l’amministratore delegato, Marco Nespolo, ha dichiarato che ci saranno 300 assunzioni nel business del credit management, di cui “circa 150 arrivano con gli accordi con Mps  e Popolare di Bari“. Altre cento assunzioni coinvolgeranno le altre aree di business.

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