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Cdp: partire all’acqusito di Mps? ipotesi che tiene

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Partire all’acquisto di Banca Monte dei Paschi di Siena da parte della Cassa depositi e prestiti è un’ipotesi che alletta molto, ma tuttavia porterebbe a richiedere un complesso passaggio della Cassa alla vigilanza bancaria.

Almeno questo è quanto ha chiarito questa mattina all’agenzia Reuters Alessandro Rivera, direttore generale del Tesoro per Sistema Bancario e Finanziario e Affari Legali.

Mps: cosa accadrà?

In più, il Movimento 5 Stelle pare stia puntando a creare una banca pubblica italiana come “costola” della Cdp con lo scopo pure di coinvolgere Mps , oggi controllata dal Tesoro con il 68% del capitale (ha investito nella banca 5,4 miliardi di euro).

Rivera dal suo canto ha detto “Non commento, ma mi sembra un’ipotesi fantasiosa”, in occasione del Salone del risparmio, riferendosi a un possibile passaggio di Mps sotto Cdp. Un’operazione che, in effetti, avrebbe delle controindicazioni: “Cdp dovrebbe cambiare regime di vigilanza, è una cosa complicata”, ha concluso Rivera.

E il titolo Mps testa il minimo intraday a Piazza Affari con un abbassamento dell’1,13% a 2,711 euro dopo il recente rally in scia alle rassicurazioni del ceo, Marco Morelli, sulla eventualità che la banca vada a rispettare le linee guida del piano di ristrutturazione annunciato lo scorso anno. Il tutto con un salvataggio da 8 miliardi che ha visto l’entrata dello Stato e la trasformazione in azioni di bond subordinati per oltre 4 miliardi.

Mps: cosa vogliono i papabili investitori

In una serie di incontri tenuti la scorsa settimana con gli investitori a Londra, Morelli non ha mai citato la presenza di eventuali partner (Ubi ha più volte smentito un suo interesse) o cercato di vendere una “grande visione”. Egli infatti ha con molta semplicità lanciato un messaggio che era volto a rassicurare in merito alla capacità di continuare ad andare avanti senza complicare o tardare il piano di ristrutturazione. Non sono state date cifre precise, ma nei primi tre mesi di quest’anno c’è stato un abbassamento del costo dei depositi e iniziano a vedersi segnali di ripresa degli impieghi.

Morelli ha anche dato massima rassicurazione agli investitori circa le esposizioni non performanti, sostenendo che il piano per la loro cessione continua come concordato con le autorità europee, senza mettere in atto vane accelerazioni che spaventerebbero il mercato.

Dal giorno del ritorno sul mercato, lo scorso ottobre a 4,19 euro, Mps è calata del 35% rispetto al suo valore. La banca ha chiuso il 2017 con una perdita di 3,5 miliardi di euro dopo 5,3 miliardi di svalutazioni su crediti. Qualche altra indicazione sullo stato di salute dell’istituto e sui progressi verso il ritorno alla normalità sarà fornita in seno all’assemblea di bilancio di domani, 12 aprile.

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