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Eredità da tre miliardi di lire: ma non gli fanno il cambio

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Eredità da tre miliardi di lire ed essere povero, è possibile? Certo, è quello che sta accadendo ad un homo di Roma che dopo aver per pochi minuti creduto di essere diventato milionario, scopre di non poter aver accesso a quei soldi. Luigi C., bancario romano di 48 anni, ha trovato in una cassetta di sicurezza di una banca svizzera un bottino simile lasciatogli in eredità, ma per Bankitalia può pure destinarli.

Eredità da tre miliardi di lire, arriva la beffa

La storia di Luigi è cominciata nel luglio scorso, quando il 48enne ha scoperto, con sua grande sorpresa, di essere l’unico erede dei beni del nonno, un costruttore romano in pensione che si era danni trasferito a Lugano e che gli ha lasciato il bottino in una casetta di sicurezza

Luigi, che nella vita è occupato in banca e conduce una vita normale, si reca dunuqeu in Svizzera dove trova tutti gli averi del nonno tra cui le chiavi di una cassetta di sicurezza dell’Ubs di Lugano. E lì fa un eccezionale ma momentaneo ritrovamento che lo lascia di stucco: in quella cassetta, oltre a diversi titoli di Stato, trova tre miliardi di lire in pezzi da 500 mila lire. Un bel gruzzolo, ma dietro l’angolo la beffa

Certo la prima reazione di Luigi è stata di grande felicità per un’eredità inattesa (chi non ha mai voluto un lascito così?) ma che è stata destinata a tramutarsi in disperazione non appena tornato in Italia quando ha provato a convertire in euro il suo lascito. Niente da fare: stando all’irremovibile Bankitalia la richiesta è arrivata fuori tempo massimo. La richiesta di conversione era infatti da fare entro e non oltre i dieci anni dall’entrata in vigore della moneta unica.

Eredità da tre miliardi di lire: il ricorso

Luigi sa bene come ferrea è quella legge essendo lui stesso un bancario. Per lo Stato la conversione tra lira ed euro si poteva effettuare entro il primo decennio dalla entrata in vigore della moneta europea. Quindi il limite era entro il 2012. Ma cosa poteva saperne il fortunato beffato?

Il signor Luigi è figlio unico, e non ha i genitori. Unico parente rimasto era un nonno che da una vita ormai viveva in Svizzera. L’anziano signore era stato un discreto imprenditore immobiliare degli anni del boom edilizio. E la sua fortuna, la cui provenienza non è ancora limpida, se l’è tirata con sè quando ha deciso di lasciare la cara Italia. A luglio il nonno muore e Luigi scopre di essere assoluto erede unico. E tra le varie eredità c’è anche una strana cassetta di sicurezza presso la Ubs di Lugano. Al no categorico di Bankitalia, che Luigi si aspettava perché in banca ci lavora, l’uomo non si è dato per vinto.

E qui entrano in gioco i legali, per l’estremo tentativo di Luigi per evitare di andare a perder oltre il milione e mezzo di euro. Gli avvocati, hanno preso spunto da situazioni già vissute similarmente in passato, così hanno tutta l’intenzione di dimostrare che i famosi 10 anni di moratoria previsti dalla legge vanno presi sì in considerazione ma non dall’entrata in vigore dell’euro quanto dal momento in cui si viene a scoprire che ci sono delle lire di cui si vuol la conversione.

Un percorso difficile, quasi impossibile. Ma se riesce, il signor Luigi potrà un giorno star sereno grazie a quel tesoro che il nonno incredibilmente gli ha tenuto nascosto..Chi la dura la vince, e forse sulla base di questa escamotage trovata dai legali del romano quarantottenne si creerà ancora un altro precedente a cui aggrappati per render giustizia a chi inciampa onestamente ma per caso in una grande fortuna.

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