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Ford: multa per condotta senza scrupoli

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La Ford Australiana fa cilecca. Certo, i richiami e i difetti delle auto possono capitare e non sono da condannare, ma questo a patto che non accada nessuno scandalo. Ma quello che è invece successo alla Ford Australia non si era mai ravvisato in alcuna situazione della storia dell’automobile: la filiale di Sydney è stata condannata al pagamento di una mega multa (per ora 10 milioni di dollari, poi si vedrà) per – testuale – “condotta senza scrupoli”.

Ford: violazione delle leggi dei consumatori

La pena è la più alta mai pagata in Australia e si riferisce ad una grave violazione delle leggi di protezione dei consumatori, per quanto concerne stavolta un difetto alla scatola del cambio di diversi suoi modelli. Ma quello che ha fatto prendere una tale decisione alla corte federale di Sydney e l’associazione consumatori “Australian Competition and Consumer Commission (Accc)” è stato il fatto che la Ford per zittire le critiche e i reclami (ne sono piovute nella loro mail qualcosa come 10.500 fra maggio 2015 e febbraio 2016), legati alle vibrazioni o alla perdite di potenza a causa di difetti nella trasmissione, ha detto ai clienti: “Guidate male”.

Secondo la Ford era infatti lo stile di guida degli automobilisti a provocare i problemi alla frizione, ma sono stati dimostrati invece gli altarini ossia che Ford sapesse che il difetto era nella scatola del cambio.

Ford chiede scusa

I modelli coinvolti sono le Focus, Fiesta ed EcoSport venduti fra il 2011 e il 2016, con trasmissione PowerShift. E il motivo è palese: in quasi tutti casi la scatola del cambio si guastava di frequente, da qui il caos.

Ford fa ammenda e replica: “Abbiamo impiegato troppo tempo a identificare i problemi e riconosciamo che i reclami dei clienti riguardo alla trasmissione PowerShift non sono stati gestiti in modo appropriato fra maggio 2015 e febbraio 2016“, ha dichiarato il presidente e Ceo della Ford, Graeme Whickman.

Siamo stati sopraffatti dal volume di reclami e pur non intenzionalmente per un periodo di 10 mesi le nostre procedure sono state inadeguate e le informazioni fornite sono state inaccurate o incomplete”. 

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