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Imprenditori: corsa al rimborso IRAP

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Imprenditori: corsa al rimborso IRAP
Imprenditori: corsa al rimborso IRAP

La Corte di Cassazione, con tre recenti sentenze di Ottobre (sentenza numero 21122, 21123, 21124), ha stabilito l’importante principio secondo il quale il presupposto soggettivo per l’applicazione dell’IRAP non è automaticamente soddisfatto, ope legis, solamente per la natura imprenditoriale dell’attività svolta dal contribuente.

Secondo la Corte di Cassazione l’esonero dall’applicazione dell’IRAP opera sia per i professionisti, sia per gli imprenditori (anche non piccoli) a seconda che sussista, nel caso di specie, autonoma organizzazione.

Le sentenze (che riguardano l’assoggettabilità del tributo regionale per un tassista, per un coltivatore diretto e per un artigiano) sono importanti in quanto in precedenza il requisito dell’autonoma organizzazione sembrava doversi ricercare solamente nelle attività professionali. Il requisito sembrava, invece, essere connaturato nelle attività imprenditoriali.

Nel 2009 la Corte di Cassazione aveva, di fatto, assimilato ai professionisti (sentenze n. 12108 e 12111), gli esercenti attività ausiliarie ai sensi dell’articolo 2195 del Codice Civile (come l’agente di commercio ed il promotore finanziario). Con le ultime sentenze la Corte di Cassazione compie l’ulteriore passaggio interpretativo stabilendo, affinchè sia integrato il presupposto soggettivo dell’IRAP, la necessità dell’autonoma organizzazione in tutte le attività imprenditoriali.

Essenzialmente la Corte ritiene  non sussistere il requisito dell’autonoma organizzazione tutte le volte che il contribuente non si avvale stabilmente di lavoro altrui e tutte le volte che il contribuente non dispone di una strumentazione eccedente il minimo indispensabile.

Gli accertamenti sono da compire caso per caso.

Una volta che un imprenditore (con l’ausilio del suo professionista di fiducia) accerti la non sussistenza del requisito dell’autonoma organizzazione e, quindi, della soggezione ad IRAP, egli dovrà valutare come agire al fine di recuperare quanto indebitamente versato.

Queste alcune possibilità:

a)      Per i versamenti effettuati in acconto per l’anno 2010, presentazione della dichiarazione IRAP per l’anno 2010 al solo fine di recuperare l’acconto versato quale credito da utilizzare in compensazione;

b)      Per il versamento del saldo IRAP 2009 presentazione di una dichiarazione integrativa esponendo il versamento quale eccedenza di versamento a saldo, al fine di utilizzare in compensazione il conseguente credito;

c)       Per i versamenti effettuati in precedenza istanza di rimborso in base all’articolo 38 del DPR 602/72.

Le scelte andranno valutate con attenzione, caso per caso, considerando l’importanza degli importi ed il conseguente potenziale contenzioso con Agenzia delle Entrate.

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