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Investire verde con gli ETF

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Investire verde con gli ETF
Investire verde con gli ETF

I fondi comuni d’investimento, o gli ETF, sono fondi d’investimento che vengono scambiati sulla borsa. Esistono diverse specie di ETF tra le quali scegliere, da quelli che basano i loro rendimenti sugli indici di mercato a quelli attaccati all’andamento di monete estere. Un tipo di ETF di cui andremo a parlare in questo articolo sono i cosiddetti ‘green’, ovvero quelli che puntano hanno come focus le compagnie impegnate produzione di energia alternativa o in una vasta gamma di attività a favore dell’ambiente, quali la produzione di tecnologie verdi (eg. Pannelli fotovoltaici).

Oggigiorno esiste una varia gamma di ETF impegnati nel verde, e ciò permette aagli investitori di formulare strategie di investimento “ecologiche”. Molti nuovi business sono in grado, con un adeguato piano strategico, di crescere nel settore dell’ecologico. Per quanto concerne le aziende già stabilizzate, tuttavia, che hanno alle spalle anni di vecchie cattive abitudini ambientali, diventa estremamente difficile cambiare le proprie abitudini, e ciò rende possibile che queste rimangano con un piede nella vecchia scuola dell’irresponsabilità ambientale, e l’altro in quella moderna, delle tecnologie verdi. Un chiaro esempio può essere quello delle aziende automobilistiche: la stessa compagnia spesso produce Suv a benzina, ma peò essere anche all’avanguardia nella produzione delle automobili ibride ed elettriche.

Detto ciò, cosa fa si che un ETF o un’azienda sia verde? Attualmente non ci sono regole precise per definire quale lo sia. Molte considerazioni sono ancora in questione, non solo nella comunità finanziaria. Ad esempio alcuni operatori considerano l’energia nucleare come ‘pulita’, mentre altri sono di idea totalmente opposta. In generale si può dire che sta ad ogni investitore la decisione finale.

Ma prima di addentrarci negli investimenti verdi, qual’è la reale situazione del settore? Con la bancarotta di alcune importanti aziende statunitensi impegnate nel solare (come Evergreen Solar e la Solyndra), molti investitori stanno iniziando a mostrare segni di scetticismo verso questo vero e proprio boom ecologico. E in europa la situazione non sembra migliore, visto il taglio di incentivi alle imprese verdi, avvenuti in stati quali la Spagna, o l’Italia, poiché occupati in importanti tagli di bilancio. Tuttavia, se si pone lo sguardo al lungo termine, le risorse di energia alternativa rimangono l’unica possibilità per il soddisfacimento dei futuri bisogni energetici del mondo, quindi sarebbe un errore quello di non interessarsi a questo settore.

Nonostante il recente pessimismo mostrato negli ambienti azionari, un punto brillante rimane, ed è quello dell’eolico. Sia le produzione di impianti su larga scala (utility scale) che le installazioni eoliche stanno crescendo, con conseguenti abbassamenti dei costi delle turbine. Per gli investitori ora potrebbe essere, perciò, un buon momento per considerare il settore, visti i minori costi delle azioni. Un recenre saggio, pubblicato nel giornale scientifico Proceedings of the National Academy of Sciences (PNAS), stima che il potenziale globale dell’energia eolica è di circa 40 volte superiore il consumo di elettricità mondiale. Inoltre se guardiamo ai mercati, un forte impulso arriva dalle economie emergenti, che hanno iniziato ad adottare formule energetiche alternative, in vista dei loro insaziabili bisogni energetici. In Brasile, ad esempio, l’energia eolica costa meno del gas naturale, nonostante lo stato sia egli stesso uno dei primi produttori mondiali di tale risorsa naturale. Sia l’India che la Cina, inoltre, continuano ad installare nuova capacità.

Tutti i fondi green sono azionari, e ciò è dovuto al fatto che gli ETF obbligazionari investono anche in titoli emessi da emittenti sovrani, per i quali sarebbe impossibile uno screening basato su criteri ambientali. L’informazione giusta diventa dunque essenziale per investire. Le fonti disponibili sono varie, alcune da segnalare sono www.environmental-finance.com, giornale on line a pagamento, con alcuni contenuti free, e altri blog impegnati nel settore, come renewableenergystocks.blogspot.com/.

Un valido riferimento per il mercato delle rinnovabili, inoltre è dato dall’indice IREX, nato nel 2009 e volto a misurare gli andamenti delle società quotate nel settore. Le società quotate alla borsa rappresentano circa il 45% della totale capacità verde italiana. «Nove di queste imprese – dice Marangoni (CEO della società che ha costituito l’IREX e docente alla Bocconi di Milano – hanno come core business esclusivo o prevalente le energie rinnovabili e costituiscono la base di calcolo dell’Irex». Le nove società dell’indice, che operano nella produzione di energia elettrica partendo dall’eolico, dal fotovoltaico, dalle biomasse e dal biogas, e nelle tecnologie, impianti e relativi, sono Alerion, Actelios, Erg Renew, ErgyCapital, Greenvision, K.R.Energy, Kerself, Kinexia e TerniEnergia.

Se l’investitore ha l’occhio internazionale, e vuole guardare al di là del mercato nostrano, tra le società importanti nel mercato statunitense si segnalano sia First Trust Global Wind Energy (NYSE:FAN) e PowerShares Global Wind Energy (Nasdaq:PWND), che offrono all’investotore un’opportunità di scommettere su un vasto raggio di compagnie impegnate nell’eolico.

La via più facile per cavalcare l’onda della crescita nell’eolico, inoltre, può essere rappresentata dai produttori: GE (NYSE:GE) e Vestas (OTCBB:VWDRY) sono i più efficienti produttori di turbine, mentre Ming Yang Wind Power Group (NYSE:MY) offre un’interessante alternativa per chi guarda al mercato cinese.

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