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Offerte telefonia fissa e convergenti, fatturazione a 28 giorni dura a morire

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Offerte telefonia fissa e convergenti, fatturazione a 28 giorni dura a morire
Offerte telefonia fissa e convergenti, fatturazione a 28 giorni dura a morire

Tra una sanzione e l’altra, ed un’istruttoria e l’altra da parte delle Autorità preposte, per le offerte di telefonia fissa, e per quelle cosiddette convergenti, la fatturazione a 28 giorni, che per legge è stata sostanzialmente messa al bando nel nostro Paese, sembra proprio dura a morire.

Sul mercato ancora presenti offerte con cadenza di fatturazione a 28 giorni

Venerdì scorso, 16 febbraio del 2018, l’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (Agcom) con una nota ha comunicato che, a carico degli operatori che hanno violato la delibera numero 121/17/CONS sono in arrivo nuove diffide e di conseguenza, con ogni probabilità, anche nuovi procedimenti sanzionatori. E questo perché da parte dell’Autorità è stata verificata la persistenza sul mercato di offerte con la cadenza di fatturazione a 28 giorni.

In base ai rilievi dell’Autorità, gli operatori nel programmare il ritorno alla cadenza mensile di fatturazione hanno peccato non solo in chiarezza ed in completezza, ma anche in trasparenza. Con la conseguenza che l’Autorità ha deliberato per procedere con provvedimenti di diffida nei confronti dei seguenti operatori: Tim, Wind Tre, Vodafone e Fastweb per i servizi di telecomunicazioni, e Sky per quel che riguarda i servizi di Tv a pagamento.

Agcom, chiarire l’origine dei rincari rispetto ai termini di fatturazione

L’Autorità, inoltre, nel chiedere maggiore trasparenza e correttezza agli operatori, ha sollevato pure l’esigenza e la necessità che venga chiarito che le eventuali modifiche alle tariffe sono frutto delle scelte degli operatori e non del ripristino dei termini di fatturazione da 28 giorni a mensile.

In più, nel presentare le diffide alle società di telefonia sopra citate, l’Agcom ha posto l’accento sul fatto che è stato rilevato il ‘mancato rispetto degli obblighi in materia di esercizio del diritto di recesso‘. In pratica, a fronte delle variazioni contrattuali, a partire proprio da quelle legate ai maggiori costi applicati sui servizi, il cliente deve essere libero di poter recedere dal contratto, entro i termini previsti, senza l’applicazione di costi aggiuntivi e senza penali.

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