Home Economia Pagare in Bitcoin: Stripe sospende uso criptovaluta, addio o arrivederci?

Pagare in Bitcoin: Stripe sospende uso criptovaluta, addio o arrivederci?

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Stripe, che è la nota piattaforma di pagamenti online concorrente a servizi come Paypal, sulle criptovalute, ed in particolare sul Bitcoin, ha gettato la spugna.

Bitcoin sempre meno utile  e sempre meno conveniente per i pagamenti

Non è ancora chiaro se trattasi di un addio o di un arrivederci, ma Stripe ha abbandonato i Bitcoin tra le soluzioni di pagamento citando il fatto che i suoi clienti non la usano più sostanzialmente per due motivi: i tempi elevati di conferma delle transazioni, e le commissioni che sono troppo alte.

I costi per una singola transazione in Bitcoin, infatti, raggiungono ormai anche qualche decina di dollari a conferma del fatto che la criptovaluta è diventata da un lato un asset finanziario alternativo, con spiccate proprietà e caratteristiche speculative, e dall’altro una moneta virtuale che nel tempo è diventata sempre meno utile per i pagamenti.

Supporto Stripe ai pagamenti con Bitcoin, scadenza ad aprile

In accordo con quanto è stato riportato da LaStampa.it, il mancato supporto ai pagamenti in Bitcoin da parte di Stripe non sarà comunque immediato. L’abbandono è infatti fissato per il prossimo 23 aprile del 2018 con Stripe che, nello stesso tempo, ha rassicurato i propri clienti sull’interesse intatto per il mondo delle criptovatute nel momento in cui queste diventassero popolari e diffuse nel mondo dei pagamenti. Al riguardo Stripe ha fatto il nome di valute virtuali come Litecoin, Bitcoin Cash ed Ethereum.

Quello del pagamento con Bitcoin, rispetto invece ad altre valute più veloci come Bitcoin Cash, è diventato un problema largamente diffuso. Basti pensare che recentemente a Miami in una conferenza sulle criptovalute non si accettavano pagamenti in Bitcoin per il biglietto di ingresso proprio a causa della lentezza delle transazioni.

Così come anche la piattaforma di videogame online Steam, nello scorso mese di dicembre del 2017, ha deciso di non accettare più i Bitcoin non solo a causa della volatilità dei prezzi rispetto al dollaro, ma anche perché le commissioni nel tempo sono cresciute da meno di un dollaro a transazione fino ad arrivare a ben 20 dollari ad operazione.

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