Home Economia Piazza affari e Mps: chiusura debole e intenti di aggregazione

Piazza affari e Mps: chiusura debole e intenti di aggregazione

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Borse europee in calo a Piazza Affari, prendendo spunto dall’andamento di quelle asiatiche e di Wall Street dopo che la Cina ha esortato gli Stati Uniti alla revoca delle misure restrittve imposte da Washington sulle importazioni di acciaio e alluminio. Pechino ritiene che le misure adottate dall’amministrazione Trump rappresentino un vero abuso nonché una violazione delle norme internazionali.

per questo nella giornata di ieri sono stati introdotti alcuni dazi cinesi su 128 beni di importazione dagli Usa, tra cui carne di maiale e frutta, per un valore di circa 3 miliardi di dollari l’anno, con aliquote in rialzo del 15% su 20 prodotti e del 25% sui restanti otto. Molto convolto il settore agroalimentare negli scambi delle prime due economie del mondo.

Dal lato macro focus sulle statistiche Pmi relative al comparto manifatturiero di marzo. Oltre all’indice italiano, per cui il consenso ha previsto un nuovo rallentamento a 55,4 da 56,8 di febbraio, sono presi in considerazione pure il dato francese, quello tedesco, spagnolo e della zona euro. Per quest’ultimo, l’esito finale proietta una conferma della stima lampo a 56,6, in calo rispetto a 58,6 di febbraio.

Piazza Affari: cosa dice l’indagine Pmi

Nel frattempo l’indagine Pmi a cura di Caixin ha messo in evidenza che il settore manifatturiero cinese è salito di gran lunga a marzo con un andamento più debole degli ultimi quattro mesi, colpito dal rallentamento degli ordini export. L’indice Pmi è passato a 51 da 51,6 di febbraio, di certo a livelli inferiori rispetto alle attese per 51,7. I dati diffusi sabato dall’istituto di statistica nazionale hanno, peraltro, sottolineato una dinamica maggiore rispetto alle attese. Non è raro che i due indicatori proseguano in senso divergente dal momento che l’indagine Caixin sta ponendo l’accento sulle imprese di più piccole dimensioni.

Dopo la lunga pausa pasquale, la carta italiana ha ricominciato con un differenziale di rendimento Italia-Germania sul tratto decennale a 129,5 punti base, sui minimi da fine febbraio. Per il periodo (di 10 anni) di riferimento la soglia è quella dell’1,80%, sull’onda del minimo rispetto alla scorsa metà di dicembre. Il cambio euro/dollaro tratta a 1,2326 da 1,2300 di ieri sera in chiusura a New York e il dollaro/yen a 105,956 da 105,88.

Piazza Affari: come ha chiuso

A Piazza Affari, dove l’indice Ftse Mib cede lo 0,52% a 22.295 punti, Mediaset, che ha firmato un accordo tra la controllata Mediaset Premium e la pay-tv italiana Sky che consentirà ai due soggetti di mandare in onda i contenuti del nuovo partner sulla sua piattaforma, sale contro corrente del 5,33% a 3,11 euro.

L’accordo ha mischiato nuovamente le carte circa il bando per i diritti sulla serie A di calcio. Invece Tim  (-0,96% a 0,7636 euro) non dà adito a pettegolezzi sulla mossa del collegio sindacale di consentire al fondo Elliott di approvare ( da parte dell’assemblea del 24 aprile) la nomina dei suoi rappresentanti, ma si riserva di intraprendere azioni quando ci sarà nuovamente una riunione del cda il prossimo 9 aprile.

E intanto Mps (-1,24% a 2,54 euro) attende l’incontro con gli investitori il 4 aprile per provare un ammorbidimento delle preoccupazioni del mercato sui progressi fatti sino ad oggi nel processo di ristrutturazione.

 Intesa Sanpaolo (-0,29% a 2,94 euro) e Unicredit  (-0,41% a 16,91 euro) hanno già messo in chiaro di non essere interessate all’istituto senese. Banco Bpm (-0,82% a 2,79 euro) e Ubi (-0,65% a 3,68 euro), una volta voltato pagina circa l’irto capitolo degli Npl, potrebbero voler tentare la creazione di un nuovo approccio con Mps .

Nella seconda metà dell’anno e nel 2019 qualcosa potrà essere smosso così Bper  (-0,11% a 4,52 euro) non ha certo bloccato la propria intenzione propulsiva acoorpando la Cassa di Risparmio di Ferrara. C’è ancora altro da mettere in pratica e la banca potrebbe osservare il Credito Valtellinese (-0,95% a 0,1141 euro). E se nel caso di Generali (-0,29% a 15,58 euro) Francesco Gaetano Caltagirone ha arrotondato la sua partecipazione portandosi al 3,9% dal 3,76% del 22 marzo scorso, Norges Bank è rientrata nella capitalizzazione di Pirelli  (-0,56% a 7,16 euro) con il 3,174%, risalente allo scorso 27 marzo.

Attenzione a Fiat Chrysler (-0,82% a 16,36 euro) sia perché i sindacati hanno voluto con il gruppo un incontro, prima della presentazione del piano industriale (entro il primo giugno), circa le sorti del futuro e per l’uso di ammortizzatori sociali per i siti produttivi di Mirafiori e Maserati di Grugliasco. Ma anche perché l’Environmental Protection Agency americano ha affermato che renderà più tollerabili gli standard sulle emissioni dei veicoli, per adeguarsi a quanto richiesto dalle case automobilistiche e a Saras  (+0,06% a 1,78 euro) dopo che il 25,011% del capitale della società, all’indomani della scomparsa di Gian Marco Moratti lo scorso febbraio, è stato girato a Mobro, sotto la direzione dei figli d’arte Angelo e Gabriele.

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