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Poste e Intesa San Paolo: accordo intiepidisce il mercato

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L’accordo concluso tra Poste e Intesa San Paolo per la distribuzione di specifici prodotti e servizi dei due gruppi ha molto intiepidito il mercato. Molti analisti guardano con gran favore l’operazione perché il linea con lo scopo del piano industriale di dare massima potenza ai ricavi da commissioni, usando la potenza di fuoco della distribuzione. Ma il fatto che l’accordo coinvolga anche l’asset management per Fidentiis è un passo falso.

L’accordo siglato da Poste Italiane e Intesa San Paolo per la distribuzione di determinati prodotti e servizi dei due gruppi attraverso una serie di successivi accordi attuativi e non esclusivi, relativi ai prodotti e ai servizi oggetto di reciproca distribuzione, con l’obiettivo di ampliare l’offerta disponibile per i loro clienti non è stato ben visto. Il titolo della società guidata da Matteo Del Fante tratta a Piazza Affari a quota 7,71 euro (+0,36%) e Intesa Sanpaolo segna un -0,18% a 3,0305 euro.

Poste e Intesa San Paolo: su cosa collaboreranno?

L’ambito di collaborazione inerisce principalmente a: mutui e prestiti personali erogati da Intesa Sanpaolo e collocati attraverso la rete degli Uffici Postali; prodotti di wealth & asset management gestiti da Eurizon Capital Sgr per dare ai clienti di Poste Italiane una più ampia offerta di prodotti. Inoltre ci si occuperà di servizi di pagamento compresi i bollettini postali attraverso i canali fisici e remoti di Intesa Sanpaolo e Banca 5 incluse le ricariche PostePay.

Pare inoltre che, sulla base del tiitolo Poste (che ha avuto un giudizio buy e un prezzo obiettivo a 8,1 euro),  l’accordo è coerente con la strategia di ampliare il posizionamento di prodotti di finanziamento come previsto dal piano industriale che ha lo scopo di circa 6 miliardi di vendita al 2022 (da 2,6 miliardi del 2017) e 400 milioni di commissioni.

Via libera anche da banca Akros, che assegna al titolo un giudizio buy e un prezzo obiettivo a 8 euro. Gli esperti dell’investment bank offrono un parere positivo sulla partnership. Ma se Mediobanca Securities, che dà al titolo Poste un giudizio outperform e un prezzo obiettivo a 8 euro, e altre case di investimento pensano che l’accordo sia positivo (perché grazie a questo Poste italiane amplia l’offerta di prodotti, ma può avere benefici anche dalla collaborazione nei pagamenti), Fidentiis invece va di gran lunga controcorrente. Secondo questo broker, che dà al titolo Poste un giudizio hold, l’accordo è il linea con il piano industriale che mira all’aumento della generazione di commissioni sfruttando la rete commerciale.

Ma pensa che sia un errore aver fatto un accordo con Intesa San Paolo anche nell’asset management, dove Poste ha già un accordo con Anima (-3,70% a 5,6 euro al momento in borsa). Gli analisti di Fidentiis rammentano che Poste ha una quota del 10% in Anima e che ha da poco persino sottoscritto l’aumento di capitale dell’asset manager quotato.

Poste e Intesa San Paolo: le notizie fresche di giornata

Fresca è poi la notizia che Poste avrebbe dato mandato a Kpmg per andare alla ricerca di un pò di partner assicurativi. Pare infatti che già nei giorni scorsi voci di mercato avevano rievocato dei colloqui in corso tra Poste Italiane e i primi due gruppi assicurativi italiani, ovvero Generali e Unipol.

La prima potrebbe essere il partner per i rami Rc Auto, mentre Unipol potrebbe essere più mirata a quelli non auto, considerando che già oggi la compagnia assicurativa bolognese sotto la guida di Carlo Cimbri è leader in Italia nel mercato Rc Auto e un’ulteriore crescita in questo ambiente potrebbe quindi portarla allo scontro con i vincoli Antitrust.

A questo proposito Banca Imi, che dà al titolo Poste un giudizio add e un target price a 8,1 euro, ricorda che Del Fante nella presentazione del piano industriale non aveva mai accantonato l’idea di partnership nel business non vita con operatori specialistici per usare alla meglio, la capillare rete distributiva composta da 12,8 mila uffici postali.

Mediobanca ricorda che Del Fante, nel presentare a fine febbraio il nuovo piano industriale denominato Deliver 2022 aveva parlato dell’intenzione di ampliare le attività assicurative nel ramo danni e in altri comparti, come i prodotti previdenziali, seguendo un excursus graduale. D’altro canto nel corso della sua vita Poste Italiane ha raggiunto la leadership in soli 10 anni dall’entrata nel business.

Intanto Anima a Piazza Affari sta calando del 3,35% a 5,62 euro anche se Equita non vede impatti rilevanti per Anima . “Il piano industriale di poste e il nuovo contratto con Anima avevano già chiarito che poste intende essere una piattaforma aperta anche nei fondi comuni e avevamo ridotto le stime di net inflows annui per anima dalla rete di poste da 2,3 miliardi a 1,5 miliardi”. Equita assegna ad Anima un giudizio hold e un prezzo oggettivo di 7 euro.

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