Home Economia Rischio stangata per le famiglie italiane con dazi Trump e contromisure Ue

Rischio stangata per le famiglie italiane con dazi Trump e contromisure Ue

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La guerra dei dazi di Donald Trump rischia di essere pagata a caro prezzo anche dalle famiglie italiane, sulle quali presto potrebbe abbattersi una stangata, attraverso l’aumento dei prezzi per tanti beni di consumo, anche in scia alle eventuali contromisure che l’Ue adotterà nelle prossime settimane a seguito delle politiche commerciali isolazionistiche ed aggressive del Presidente degli Stati Uniti.

Crescita economia italiana a rischio con la guerra commerciale tra USA ed UE

Questo è lo scenario che potrebbe presto verificarsi secondo il Codacons che, di conseguenza, teme che la guerra commerciale USA-UE generi nel nostro Paese effetti negativi sulla crescita economica e sul mercato del lavoro.

Secondo l’Associazione dei Consumatori e degli Utenti, infatti, le politiche commerciali protezionistiche potrebbero portare molte imprese industriali italiane ad aumentare i prezzi al fine di recuperare i guadagni perduti con la conseguenza che poi, sui consumatori, potrebbero scattare rincari a cascata con ripercussioni sui consumi e su una crescita dell’economia interna che è ancora fragile.

Trilaterale USA-Giappone-UE si conclude con un nulla di fatto

Intanto, in accordo con quanto è stato riportato da ilsole24ore.com, nella giornata di ieri a Bruxelles c’è stato un incontro trilaterale tra gli USA, il Giappone e l’Unione Europea che, incentrato proprio sulla questione relativa ai dazi, si è sostanzialmente concluso con un nulla di fatto.

Non a caso via Twitter il Presidente degli Stati Uniti Donald Trump è tornato a minacciare l’Unione Europea sulla possibile introduzione di dazi sulle auto che andrebbero a generare non poche ripercussioni negative a livello industriale su Paesi come la Francia e la Germania.

Dopo i dazi su alluminio ed acciaio, ora l’Ue potrebbe adottare delle contromisure da andare a presentare al Wto, l’Organizzazione mondiale del Commercio, entro un termine di 90 giorni dalla data in corrispondenza della quale l’America ha introdotto le nuove misure protezionistiche.

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