Home Economia Lo spauracchio della crisi mondiale: le mosse del FMI

Lo spauracchio della crisi mondiale: le mosse del FMI

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Il Fondo Monetario Internazionale ha ufficializzato nel suo World Economic Outlook le previsioni di crescita già anticipate qualche settimana fa. Dati che certificano l’ingresso in una fase di recessione, generata dalla famigerata crisi dei mutui subprime. A questo punto lo scenario di una crisi economica, anticamera della recessione, pare inevitabile.

L’Italia conferma un mediocre tasso dello 0,3% per il 2008 e per il 2009 di poco inferiore allo 0,5 % degli Stati Uniti: altrimenti detto, crescita zero. Prospettive fosche per l’intera EuroLandia del resto, e stridenti rispetto al dinamismo dei mercati emergenti ( Cina +9.3% e India 7.9%) che per il momento sembrano tenere in piedi il carrozzone globale. Nei paesi sviluppati alla crisi del mercato immobiliare americano si aggiunge lo stallo derivante dalle bolle speculative immobiliari interne, spia della necessità di una sterzata nei valori di mercato degli immobili. Nel periodo 2002-2006, tali valori sono cresciuti a dismisura, dal 52% della Spagna al 28% dell’Italia, passando ovviamente per il 42% degli Stati Uniti. Il tutto si ripercuote chiaramente su uno dei nodi cruciali dell’attuale situazione, il deterioramento del mercato del credito.

Quale ruolo avrà il Fondo Monetario nella gestione di una crisi piena di insidiose sfaccettature? Il nuovo numero 1 di Washington, l’ex ministro francese Dominique Strauss-Kahn, ha annunciato un ambizioso ritorno dell’ente che più di ogni altro dovrebbe essere deputato a raccordare le esigenze finanziarie e di economia reale, all’insegna del “IFM is back“. Vedremo quali saranno le mosse dell’economista franco-alsaziano, arrivato a Washington per gentile concessione di un Sarkozy che ha pensato bene di liberarsi di un pericoloso competitore interno. La sua analisi della recessione – a suo dire la peggiore dal 1929 e con ripercussioni molto superiori alle attese – è stata particolarmente lucida, dimostrando che la crisi finanziaria sta rapidamente trasformandosi in crisi economica reale. Ciò perché è in atto un nuovo degrado che dal mercato del credito si sta muovendo verso altre categorie produttive e che può innescare la scintilla per una forte contrazione dell’attività economica. Le crisi economiche si ripiegano su se stesse, soffocando la disponibilità di credito nel tentativo di far quadrare i bilanci.

Come si muoverà il “nuovo” FMI? Constatato il fallimento collettivo delle previsioni sui rischi della crisi finanziaria sui mercati, e considerando che il pallino è in mano alle Banche Centrali e ai ministri finanziari del G8, un centro di previsioni e di indirizzo finalmente attendibile non sarebbe sgradito.

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