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Vodafone riconosce la paternità ai suoi dipendenti

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Vodafone riconosce la paternità, sulla base delle nuove normative, eco che i suoi dipendenti avranno uno spiraglio. Cosa significa? Che il concetto che la paternità è da favorire anche sul posto di lavoro, e la Vodafone ha annuncia che «in linea con le tante iniziative intraprese in questi anni per favorire l’equilibrio tra vita e lavoro».

Ciò significa che dal 1° aprile tutti i suoi dipendenti con diritto al congedo di paternità possono godere di 2 settimane retribuite al 100%, raddoppiando di fatto i giorni previsti dalla legge in Italia.

Vodafone riconosce la paternità: congedo per i dipendenti

Questa non è la prima iniziativa che Vodafone regala ai neo-papà. Al rientro dalla paternità, infatti, hanno pure l’opportunità di usufruire di due giorni di «smart working» a settimana invece che uno.

In questi anni Vodafone ha pure lanciato misure autonome a sostegno della maternità, tra cui, prima tra tutte, la possibilità di usufruire di 9 mesi e mezzo di maternità retribuita al 100% dello stipendio.

Inoltre, per rendere più facile il rientro in azienda delle mamme al termine del congedo di maternità Vodafone ha ideato la figura dei «maternity angel», colleghi con cui le neo-mamme possono avere un contatto per non perdere gli aggiornamenti circa la vita in azienda durante il congedo. I dati sulle maternità in Vodafone ne dimostrano l’efficacia di queste politiche: delle 3.659 donne in Vodafone, 2.311 sono mamme. Di queste, 324 hanno avuto figli negli ultimi tre anni.

Vodafone riconosce la paternità, non è la prima iniziativa

Certo che la Vodafone ne prende di iniziative, ed è stata la prima azienda in Italia a introdurre lo smart working su larga scala nel 2014. Pare infatti che al momento siano circa 3500 persone che possono scegliere di lavorare da remoto un giorno alla settimana.

Da settembre 2015 a oggi, le giornate complessive di smart working sono state oltre 171 mila, su un totale di 3110 persone che hanno potuto godere di questa possibilità almeno una volta, con una media di uso che raggiunge almeno le 2 volte al mese. Per ciò che concerne l’utilizzo, non c’è una forte distinzione tra uomini (81%) e donne (88%), e anche la distribuzione tra le generazioni è equilibrata con un tasso di adozione dell’81% nella fascia 25-35, dell’86% nella fascia 36-50 e del 79% tra gli over 50.

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