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Nuovi avvisi di accertamento: la difesa deve essere veloce

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Nuovi avvisi di accertamento
Nuovi avvisi di accertamento

L’articolo 29 del Decreto Legge 78/2010 contiene importanti disposizioni volte ad accelerare l’attività di riscossione.
In particolare al primo comma della richiama disposizione normativa è disposto il nuovo contenuto degli avvisi di accertamento (e dei relativi provvedimenti di irrogazione delle sanzioni) relativi alle imposte sul reddito, all’Iva ed all’IRAP.

Gli atti che saranno notificati a partire dal 1 Luglio 2011 conterranno, infatti, anche l’intimazione ad adempiere entro il termine di presentazione del ricorso (entro 60 giorni, quindi, dalla notifica dell’atto).
La disposizione normativa riducendo i tempi della riscossione riduce fortemente, di conseguenza, anche i tempi a disposizione del contribuente per valutare se intraprendere la via contenziosa o meno.
Si consideri, infatti, che la disposizione rileva anche per le somme dovute (in via provvisoria) qualora il contribuente presenti ricorso. La presentazione del ricorso non sospende, infatti, come noto, il pagamento degli importi che sono determinati ai sensi dell’articolo 15 del DPR 29 settembre 1973 n. 602 nella metà degli ammontari corrispondenti agli importi o ai maggiori importi accertati.
In relazione alle modifiche legislative intercorse occorre che anche il contribuente modifichi il proprio approccio nel caso in cui subisca attività d’accertamento.
Sempre più determinante sembra essere l’assistenza professionale già in corso di verifica (al fine di evitare o per lo meno limitare la verbalizzazione di rilievi che spesso si dimostrano non fondati).

Successivamente alla notifica dell’avviso di accertamento si dovrà  essere decisamente più reattivi rispetto al passato riducendo al massimo i tempi per la proposizione del ricorso e soprattutto per la richiesta di sospensione dell’atto impugnato (qualora presenti i presupposti del fumus boni iuris e del periculum in mora la riscossione provvisoria delle somme accertate può essere,infatti, sospesa in attesa della decisione della Commissione Tributaria).

Determinante risulta, quindi, la scelta del professionista per l’attività contenziosa (che per la complessità delle norme sostanziali e procedurali richiede oggi più che mai la presenza di un certa specializzazione). Il tutto, ovviamente, a svantaggio delle piccole imprese, generalmente, assistite da professioni con minore specializzazione.

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