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Carte di credito: presto non servirà la comunicazione

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Carte di credito presto non servirà la firma
Carte di credito presto non servirà la firma

Le comunicazioni delle spese al fisco non vanno effettuate se il privato paga con carte di credito o prepagate emesse da istituti finanziari. Per semplificare gli adempimenti dei contribuenti, questi pagamenti sono infatti esclusi dalla comunicazione da inviare all’Agenzia delle Entrate per via Telematica. Con la comunicazione delle spese, con il cosiddetto “spesometro” , il fisco potrà misurare la capacità contributiva delle persone fisiche. Per le operazioni del 2010, saranno obbligati solo i contribuenti IVA per le operazioni pari o superiori ad un ammontare di 25 mila euro, al netto dell’ IVA e riguarderà le sole operazioni per le quali sono state emesse fatture tra soggetti IVA. Dal mese di luglio si dovranno tenere sotto controllo anche le operazioni nei confronti dei privati cittadini, per le spese di importo pari o superiore a 3600 euro, IVA compresa. A partire dalle operazioni relative del 2011, le comunicazioni dovranno essere inviate entro il 30 aprile dell’anno successivo a quello di riferimento.

Con lo spesometro, cambiano anche i soggetti preposti al controllo della spesa. Una volta, i conti della spesa restavano in famiglia, con i genitori, tra marito e moglie, che, con carta e penna alla mano, tenevano tutto sotto controllo. Ora, invece, c’è l’occhio del fisco che controlla e che esige la comunicazione delle spese effettuate. Il nuovo misuratore delle spese servirà al fisco per misurare la capacità contributiva delle persone fisiche.Per milioni di contribuenti, sarà questo il problema fiscale più rilevante dei prossimi mesi.

Per dare la caccia agli evasori, il fisco potrà usare due importanti strumenti di controllo: lo spesometro e il redditometro. Riprende così la guerra tra presunte guardie (fisco) e presunti ladri (evasori). A rischio accertamento chi spende molto e ha un alto tenore di vita, ma che dichiara reddito da “povero”. Il fisco controllerà la spesa dei contribuenti e di quelli che possiedono immobili, residenze secondarie, auto di grossa cilindrata, barche e dichiarono imponibili bassi. Il nuovo spesomentro sarà usato presto dal fisco, agenzia delle entrate e guardia di finanza. E’ infatti previsto che nei prossimi mesi del 2011 arriveranno 45mila inviti a contribuenti che hanno speso tanto e dichiarato poco. Al riguardo Attilio Befera, direttore dell ‘Agenzia delle Entrate in un intervista rilasciata il 26 dicembre 2010 ha dichiarato che queste prime richieste di chiarimenti riguarderanno in primis chi acquista un immobile e risulta avere reddito zero.

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