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Argentina: tensioni per le pensioni

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Il Governo argentino sta affrontando un periodo carico di tensioni in questo ultimo periodo del 2017. Il Presidente argentino Mauricio Macrì vuole portare a casa una riforma del sistema previdenziale che rischia di penalizzare fortemente il suo popolo e su questo trova sulla sua strada un’opposizione combattiva e un popolo inferocito. Un primo tentativo di concludere la riforma è andato nel vuoto per la decisione del Presidente del Congresso di rinviare la seduta: si sono verificati scontri e violenze dentro e fuori dal Palazzo, con scontri al di fuori tra manifestanti e Polizia.

Il clima di tensione nel Paese è notevole, soprattutto nelle strade della capitale ma non solo. Scontri e manifestazioni sono in atto in tutto il Paese. I principali oppositori sono il partito peronista e quello kirchnerista oltre alle forze di sinistra. L’opposizione sostiene che la riforma colpirebbe le pensioni percepite da oltre 17 milioni di argentini, da qui la forte opposizione politica e popolare. Il Presidente ha intenzione di riproporre il suo progetto lunedì e non si esclude il ricorso ad un decreto, anche se su questo le stesse forze che sostengono il suo governo non sono concordi ma Macrì avrebbe bisogno di una solida maggioranza che al momento non appare così scontata.

Pensioni, Un tema scottante

L’Economia nazionale argentina non è certo tra le più solide e il Presidente ritiene che sia assolutamente necessario riformare il sistema previdenziale al fine di stabilizzare l’economia e ridurre il debito, alle stelle. Peraltro il popolo argentino mediamente non naviga nell’oro e un taglio alle pensioni avrebbe una dura ripercussione sulla qualità di vita di milioni di pensionati e le loro famiglie, qualità della vita già non certo di alto livello.
Il popolo protesta, quindi, con il sostegno di molte forze politiche che, peraltro, non sembrano al momento avere i numeri sufficienti per bloccare il progetto. La situazione sociale argentina rischia di farsi pericolosamente instabile.

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