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Aziende farmaceutiche: ecco le più importanti e come investire

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Negli anni investire nelle aziende farmaceutiche è stato un approccio sempre particolarmente gradito ai trader italiani e internazionali, desiderosi di poter approfittare degli extra rendimenti che, spesso, le compagnie del pharma sono in grado di assicurare.

Soprattutto in questo periodo, con il mondo sempre più preoccupato di comprendere come usciremo dalla crisi da coronavirus, scoprire quali siano le più importanti aziende farmaceutiche potrebbe essere un buon modo per poter mettere nel mirino degli investimenti finanziari piuttosto allettanti.

Ecco perché, in questo nostro odierno approfondimento, abbiamo voluto dedicare la giusta attenzione nel capire quali sono le aziende farmaceutiche più importanti, e come poter approfittare del loro andamento.

Prima, però, ti consigliamo di fare un’altra cosa: aprire un conto di trading gratis con uno dei migliori broker online, come eToro (qui il sito ufficiale).

In questo modo potrai leggere i nostri spunti e, contemporaneamente, metterli in pratica – magari, all’inizio, in modalità demo – sulla piattaforma di investimento del broker.

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Aziende farmaceutiche italiane

Iniziamo questo nostro approfondimento rammentando che l’Italia è il primo produttore farmaceutico dell’Unione Europea, con:

  • oltre 65 mila addetti;
  • una produzione di più di 30 miliardi di euro;
  • export per circa 25 miliardi di euro;
  • investimenti per quasi 3 miliardi di euro.

Un settore economico dunque molto importante per l’economia italiana, con ottime prospettive per il futuro.

Ma quali sono le principali aziende farmaceutiche italiane?

aziende farmaceutiche

Menarini

Menarini è uno dei più noti gruppi farmaceutici italiani, con un fatturato di 3,6 miliardi di euro. Fondata a Napoli nel 1886, oggi ha sede a Firenze. È presente in quasi 140 Paesi del mondo ed è la 13ma azienda farmaceutica europea e la 35ma azienda farmaceutica mondiale. Numerosi sono i farmaci molto noti prodotto da Menarini. Si pensi a Vivin C, Enantyum, Fastum.

Chiesi

Chiesi Farmaceutici è un’altra delle principali case farmaceutiche italiane. Con sede a Parma, è stabilmente tra le prime tre compagnie farmaceutiche europee per deposito di brevetti (ne ha più di 3.000). La società ha più di 5.600 dipendenti  e tre stabilimenti produttivi tra Italia, Francia e Brasile. Il suo fatturato, da ultimo bilancio ufficiale, è stato pari a 1,76 miliardi di euro.

Angelini

Quando si parla di aziende farmaceutiche italiane non si può non parlare anche di Angelini, un gruppo pharma presente in Italia, Spagna e Portogallo, fondato nel 1919 ad Ancona e oggi affermata realtà internazionale con un fatturato di 1,6 miliardi di euro e oltre 6.000 dipendenti. Il gruppo è altresì attivo nel settore dei prodotti di largo consumo, nella meccanica, nel vitivinicolo e nei profumi.

Bracco

Bracco è un’azienda farmaceutica italiana con sede a Milano, fondata nel 1927 e oggi in grado di vantare numeri di tutto rispetto nel settore europeo, con un fatturato di 1,29 miliardi di euro e circa 3.500  dipendenti. In termini storici, la società ha ottenuto un rilevante successo negli anni ’70, quando sviluppò la molecola di iopamidolo, un mezzo di contrasto non ionico impiegato largamente nell’imaging biomedico.

Recordati

Recordati è una società farmaceutica attiva dal 1926 a Milano, e oggi diffusa in ambito internazionale attraverso  le sue divisioni chimiche e farmaceutiche. Da due anni circa è controllata dalla CVC Capital Partners, un fondo britannico di private equity, attraverso Rossini Investimenti. Da ultimo bilancio rileviamo un fatturato di circa 1,3 miliardi di euro e oltre 4.100 dipendenti.

Alfasigma

Tra le aziende farmaceutiche italiane non possiamo che citare, in conclusione, Alfasigma, società con sede a Bologna, nata tre anni fa dalla fusione per incorporazione di Alfa Wassermann con la Sigma Tau Industrie Farmaceutiche Riunite. Il risultato di tale operazione straordinaria è stata la generazione di un big della farmaceutica tricolore, con fatturato di oltre 1 miliardo di euro e più di 2.800 dipendenti.

Aziende farmaceutiche europee

Abbiamo già ricordato che le aziende farmaceutiche italiane giocano un  ruolo da protagoniste nel mercato pharma europeo. Questo non significa, però, che non ci siano dei veri e propri big sui quali potrebbe valere la pena investire. Individuiamo insieme i principali.

aziende farmaceutiche

Roche

Roche è una compagnia multinazionale svizzera operante a livello mondiale nella farmaceutica e nella diagnostica. Quotata alla Borsa di Zurigo, ha un fatturato di più di 53 miliardi di euro e quasi 95 mila dipendenti.

I suoi prodotti sono diffusi soprattutto nei segmenti del trattamento del cancro, delle malattie virali e di quelle metaboliche. Peraltro, con 10 miliardi di euro di spesa in ricerca e sviluppo ogni anno, è quella che spende di più al mondo in questo settore.

Sanofi

Sanofi è un gruppo farmaceutico francese nato nel 2004 dalla fusione tra la Aventis e la Sanofi Synthélabo. Presente in oltre 100 Paesi con più di 100.000 dipendenti, opera in Italia con sede a Milano e uffici a Modena e Roma. Dispone inoltre nel nostro territorio di diversi  stabilimenti industriali posti  a Origgio, Anagni, Scoppito e Brindisi. Il suo fatturato alla fine dell’ultimo esercizio era superiore a 35 miliardi di euro.

Merck

Anche Merck può ben essere annoverata tra le principali aziende farmaceutiche europee. Con sede in Germania, ma presente anche nei mercati nordamericani come EMD, ha un record: essendo fondata nel 1668 è, a tutti gli effetti, la più antica casa farmaceutica del mondo. Oggi ha un fatturato di oltre 16 miliardi di euro e più di 57 mila dipendenti.

Novartis

La celebre Novartis è una compagnia farmaceutica svizzera, seconda al mondo per fatturato dopo la Pfizer, con i suoi 49 miliardi di euro. È anche la 20ma più grande multinazionale al mondo su ogni settore, ed è quotata sia alla Borsa di Zurigo che alla Borsa americana del NYSE. Partecipa anche al capitale di La Roche con un terzo delle azioni sociali. Sono oltre 125 mila i suoi dipendenti.

GlaxoSmithKline

GlaxoSmithKline è una casa farmaceutica Britannica, con sede a Londra, e quotata alla Borsa di Londra e a quella americana NYSE. Fondata nel 2000 come fusione tra Glaxo Wellcome e SmithKline Beecham, è attiva nel settore dei prodotti farmaceutici, vaccini e beni di consumo. Ha un fatturato di oltre 31 miliardi di sterline e quasi 100 mila dipendenti.

A proposito  di aziende farmaceutiche europee, qui trovi il nostro approfondimento esclusivo su Pharm Mar!

Aziende farmaceutiche americane

Occupiamoci ora delle principali aziende farmaceutiche americane o, meglio, statunitensi. Il comparto è evidentemente arricchito di big che sono presenti a livello globale – pur mantenendo negli USA i propri quartier generali e la principale gamma di attività – e di cui hai sentito sicuramente parlare almeno una volta.

Pfizer

Il primo nome che salta in mente è quello di Pfizer, la più grande società del mondo nel settore della ricerca, della produzione e della commercializzazione di farmaci. Quotata alla Borsa di New York, parte dell’indice Dow Jones, ha chiuso l’ultimo bilancio con un fatturato di 55 miliardi di dollari. Vanta quasi 100 mila dipendenti tra le sue sedi presenti in tutto il mondo e, in Italia, è presente dal 1955 con sedi a Roma e Milano, e siti produttivi ad Ascoli, Latina e Catania.

AbbVie

AbbVie è una compagnia americana sorta nel 2013 quale spin-off dei laboratori Abbot. Oggi opera nel settore biofarmaceutico con una gamma di prodotti e di servizi principalmente concentrati in specifiche aree terapeutiche come quelle dell’epatite C, dell’immunologie, delle malattie renali e dell’oncologia. Il suo fatturato è di circa 33 miliardi di dollari. Lavorano nella società 29 mila persone.

Johnson & Johnson

Johnson & Johnson è probabilmente uno dei brand più noti di questa lista. Società farmaceutica multinazionale, con sede negli USA, è nota non solamente per i suoi farmaci, quanto anche per i suoi prodotti appartenenti alle apparecchiature mediche e a quelli per la cura personale e l’automedicazione. Fondata nel 1886, ha un fatturato di 76,45 miliardi di dollari e 134 mila dipendenti.

Amgen

Amgen è una società multinazionale di biotecnologia con sede in California. Quotata alla Borsa Nasdaq, è la più grande società di biotecnologia al mondo, con 14 mila dipendenti. Tra i suoi prodotti principali ci sono Epogen, Aranesp, Enbrel, Kineret, Neupogen.

Leggi anche: Investire sulla cannabis, le migliori azioni

Conviene investire in azioni farmaceutiche?

La risposta breve è…  si (ma non dimenticarti di leggere anche il paragrafo successivo!).

Ogni anno che passa, infatti, l’età media delle persone nei mercati occidentali cresce. E ogni anno migliaia  di persone superano l’età pensionabile, con un tasso che non dovrebbe rallentare almeno fino al 2029.

Insomma, quelli che un tempo erano considerati baby boomer stanno per andare in pensione, e l’impatto dell’invecchiamento della popolazione porterà probabilmente ad un aumento della spesa sanitaria nazionale – e delle entrate aziendali delle case farmaceutiche. Questo vuol dire che per le case farmaceutiche che rimarranno sul mercato con prodotti e servizi innovativi e competitivi ci sarà sempre un buon business da fare.

In questo scenario, peraltro, non sorprende che il mercato dei farmaci su prescrizione sia il segmento in più rapida crescita del settore sanitario, con oltre il 10% della spesa. E si prevede che questo dato crescerà ad un tasso medio annuo del 6% fino al 2025.

aziende farmaceutiche

Ma non sono solo le opportunità di crescita ad attirare gli investitori. La sicurezza in periodi di crisi economica è evidentemente un catalizzatore da non sottovalutare. I farmaci su prescrizione sono un’esigenza di routine per quasi il 70% dei cittadini, e anche durante i rallentamenti economici le spese per i farmaci tendono a rimanere relativamente stabili. Durante la recessione del 2008, ad esempio, la spesa è diminuita in tutte le categorie di spesa al consumo, ad eccezione della sanità.

Insomma con tali spese che spesso sono l’ultima categoria di budget di uno Stato ad essere azzerata in tempi difficili, questo rende il settore sanitario a prova di recessione, in particolare per le aziende più affermate che sopra abbiamo avuto il piacere di riepilogare.

Quindi, sia che tu sia alla ricerca di una crescita a lungo termine o semplicemente di una strategia a prova di recessione per il tuo portafoglio (e di questi tempi ci sembra che ce ne sia bisogno!), investire nelle aziende farmaceutiche potrebbe essere una delle scelte migliori per parcheggiare la tua liquidità sia nei periodi buoni che in quelli cattivi.

Gli svantaggi delle aziende farmaceutiche

Attenzione, però. Ci sono anche dei rischi da tenere a mente quando si investe in titoli farmaceutici. In particolar modo… investire in aziende farmaceutiche non è per chi non può sopportare delle oscillazioni anche particolarmente forti dei valori del titolo, e comprendere il processo di sviluppo dei farmaci è il primo passo che ogni investitore sanitario dovrebbe fare.

Per poter lanciare un farmaco in commercio un’azienda farmaceutica deve infatti passare attraverso tali step:

  • test preclinici: prima che un farmaco possa anche solo iniziare la sperimentazione umana, un’azienda (nota anche come sponsor) deve dimostrare nei test preclinici che il suo farmaco è ragionevolmente sicuro sugli animali. Se il farmaco supera questo primo ostacolo, l’azienda può quindi presentare all’autorità nazionale sanitaria una domanda di sperimentazione di un nuovo farmaco, portando così il farmaco candidato a test sull’uomo;
  • fase 1: superata la fase dei test preclinici, la società può iniziare la fase 1, somministrando il farmaco a una serie di volontari sani per testare eventuali segni iniziali di tossicità. In questa fase si valutano anche il corretto dosaggio e la tempistica;
  • fase 2: questa fase prevede il campionamento di un piccolo sottoinsieme di pazienti effettivi, generalmente poche centinaia, nel target demografico previsto, per determinare il dosaggio ottimale e identificare eventuali segni precoci di efficacia (ovvero, come funziona bene il farmaco?).

Le fasi successive:

  • fase 3: qui vengono effettuate le prove di efficacia in fase avanzata, che mirano a vedere quanto bene un farmaco candidato si comporterebbe in un sottogruppo più ampio di pazienti – generalmente migliaia di unità – e nel corso di diversi anni. Supponendo che il farmaco sia sicuro ed efficace, un’azienda può presentare una richiesta di approvazione alla commercializzazione;
  • fase 4: a volte un farmaco può essere approvato in modo condizionato a condizione che lo sponsor conduca studi post-marketing, ovvero gli studi clinici di fase 4. L’obiettivo di questi studi è quello di studiare il profilo rischio-beneficio a lungo termine del farmaco in un contesto reale e di garantire che il farmaco funzioni come previsto.

Ma perché abbiamo riepilogato quanto sopra? È semplice: è importante che gli investitori si rendano conto che solo 1 farmaco candidato su 10 arriva sul mercato. E che, dunque, anche il farmaco più promettente nella fase iniziale può rivelarsi un flop.

Conclusioni

Eccoci giunti a margine di questo nostro approfondimento. Abbiamo visto che cosa sono le aziende farmaceutiche, quali sono le aziende farmaceutiche più importanti e i pro e i contro degli investimenti nelle aziende farmaceutiche.

A questo punto non possiamo che concludere il nostro focus ricordandoti che se vuoi fare trading su CFD su aziende farmaceutiche, il miglior modo è sicuramente quello di aprire qui gratis un conto di trading con il broker eToro (sito ufficiale), che ti permetterà di accedere agli investimenti in questo settore senza pagare commissioni, e con tantissimi servizi esclusivi. Puoi anche usare la sua piattaforma in modo demo, senza impegno, per renderti conto di quanto sia imperdibile!

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