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Comprare azioni Facebook conviene: dove e come farlo oggi [2020]

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Quando si parla di migliori azioni americane, la mente non può che correre anche a Facebook. La società di Mark Zuckerberg ha cambiato il modo con cui ci relazioniamo con amici, parenti e colleghi, e sembra essere ben lungi dall’aver esaurito il proprio impatto sulla società.

Anche per questo motivo riteniamo che sapere come comprare azioni Facebook, se oggi sia conveniente e dove farlo, costituisca un tema che ogni investitore dovrebbe padroneggiare con sicurezza.

Proprio per tale scopo abbiamo preparato una guida a come comprare azioni Facebook, che ti consigliamo di leggere fino in fondo.

Scoprirai in questo modo tutto quello che devi sapere sulle azioni Facebook e… non solo!

Come comprare azioni Facebook

Cominciamo andando dritti al punto: come puoi comprare azioni Facebook?

La buona notizia che vogliamo subito darti è che, a differenza di un tempo, oggi è possibile acquistare azioni di società come Facebook completamente online, senza spostarsi dal divano.

Di seguito abbiamo riassunto tutti i passaggi che dovrai attraversare per poter investire su Facebook nel modo più sicuro e più conveniente. Leggili con attenzione e, se c’è qualche cosa che non ti è chiara, scrivici o lascia un commento a questo articolo: sarà nostro piacere fornirti tutte le informazioni di cui hai bisogno!

facebook

1 – Trova un buon broker online

Una delle caratteristiche di un broker online è la possibilità di permetterti di investire in azioni internazionali, come Facebook (quotata al NASDAQ) con la stessa semplicità con la quale potresti investire in un’azione italiana.

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    Come hai visto nella tabella di cui sopra, sono davvero tanti i broker presso cui puoi aprire gratis un conto di trading.

    Per tua fortuna… abbiamo selezionato per te solo i migliori, come eToro (sito ufficiale) o ForexTB (sito ufficiale).

    Quel che ti consigliamo di fare è aprire subito un conto demo nelle loro piattaforme, e testarli un po’. In questo modo potrai scegliere quello che risulta per te più semplice e comodo da usare.

    Tieni anche conto che scegliendo uno dei broker che sopra abbiamo voluto condividere con te, non avrai probabilmente ripensamenti. Abbiamo infatti scelto tali operatori valutandoli come migliori per commissioni, piattaforma di trading, mercati accessibili per il trading, facilità di apertura del conto, assistenza clienti, formazione e tanto altro ancora!

    Insomma, considerato che raccomandiamo solo broker sicuri e super professionali, non dovrai preoccuparti di sceglierne altri se non quelli indicati nella tabella che abbiamo scelto di riportare qualche riga fa.

    2 – Apri un conto di trading

    Dopo aver trovato il tuo nuovo broker online, dovrai naturalmente aprire un conto.

    Anche in questo caso, le buone notizie non mancano di certo!

    L’apertura di un conto di trading è un processo che avviene completamente online, molto semplice e veloce. Ti basterà infatti avviare l’iter di registrazione sul sito ufficiale dei migliori broker (qui per esempio trovi quello di eToro) e seguire le indicazioni passo dopo passo.

    Ti verrà in particolar modo richiesto di:

    • confermare il tuo indirizzo email,
    • inviare la scansione di una copia dei tuoi documenti di identità,
    • rispondere ad alcune informazioni sulle tue abitudini di investimento,
    • fornire una prova del tuo domicilio (ad esempio inviando una copia della bolletta).

    In pochi minuti sarai in grado di accedere al tuo conto di trading e iniziare a depositare i soldi usando il tuo strumento di pagamento preferito, dal bonifico bancario alle carte di credito/debito, passando per diversi portafogli elettronici come PayPal.

    Attenzione, però: una volta aperto il conto di trading non sei affatto obbligato a depositare subito il tuo denaro. Potrai infatti scegliere di allenarti un po’ con il conto demo, un’opzione che ti suggeriamo di seguire per poter migliorare la tua competenza “tecnica” e finanziaria, prima di investire con denaro reale.

    Fatto ciò, una volta che hai un conto, il denaro sullo stesso e un obiettivo azionario (in questo caso, comprare azioni Facebook), non ti rimane altro da fare che acquistare i titoli!

    Anche se ciascun broker ha i suoi diversi percorsi per fare ciò, in realtà le piattaforme di trading non si discostano di tanto per quanto attiene i singoli passaggi che ti permetteranno di comprare azioni Facebook.

    Ti basterà dunque accedere alla schermata nella quale puoi trovare i tuoi investimenti preferiti, cercare “Facebook” e poi inserire:

    • quanto capitale vuoi destinare a questa operazione,
    • la direzione dell’investimento (buy se ritieni che il valore delle azioni salirà, sell se invece ritieni che scenda),
    • l’eventuale leva finanziaria,
    • lo stop loss e il take profit (ovvero i limiti inferiori e superiori in corrispondenza dei quali il broker procederà a chiudere la posizione).

    Fatto ciò, conferma la transazione e il broker, in pochi istanti, valorizzerà le tue nuove azioni Facebook sul portafoglio. Facile, no?

    Naturalmente, da questo momento in poi ti sarà consentito di rivedere la posizione su Facebook accedendo al tuo portafoglio e potendo così monitorare l’esito dei tuoi investimenti. In ogni istante, e quindi ancor prima che siano toccati i livelli di stop loss e take profit, potrai inoltre chiudere la posizione.

    investire in startup

    La storia di Facebook

    Ora che sai come investire in Facebook, cerchiamo di dedicare un po’ di attenzione alla sua storia e alle caratteristiche di questa oramai “storica” azienda.

    Fondata il 4 febbraio 2004 da Mark Zuckerberg, Eduardo Saverin, Dustin Moskovitz e Chris Hughes, si narra che le sue origini siano quelle di una stanza in un dormitorio di Harvard, dove i quattro studiavano.

    Da quegli albori, oggi Facebook si è fatta strada diventando uno dei più grandi siti di social networking del mondo, accumulando oltre 2 miliardi di utenti. Ma come ha fatto questa startup universitaria a diventare una delle più grandi aziende al mondo, con una presenza in decine di Paesi?

    Non tutti sanno che, agli inizi, nel 2003, in qualità di studente del secondo anno, Mark Zuckerberg aveva creato un sito che confrontava le immagini dei volti di diversi studenti di Harvard e permetteva agli utenti di valutare l’attrattiva di quelle immagini – attirando 450 persone a votare 22.000 volte.

    Tuttavia, poiché Zuckerberg così facendo aveva violato la politica della scuola “hackerando” di fatto il sistema per acquisire le foto da usare sul suo sito, lo stesso è stato chiuso rapidamente. Tuttavia, Zuckerberg riuscì ad evitare l’espulsione e, soprattutto, a far sì che dal successo di Facemash (questo era il nome del suo progetto originario) potesse prendere vita Facebook, un sito di social network dove gli studenti di Harvard potevano usare i loro indirizzi e-mail “.edu” e le loro foto per connettersi con gli altri studenti della scuola.

    Insieme a Moskovitz, Saverin e Hughes, Zuckerberg ha dunque creato l’indirizzo thefacebook.com. E, ben presto, quel progetto iniziò ad espandersi al di fuori di Harvard, raggiungendo Stanford, Yale e Columbia nel marzo dello stesso anno.

    Da lì in poi, la strada verso il successo è sembrata essere inarrestabile:

    • Giugno 2004 – Facebook trasferisce la sua sede centrale a Palo Alto, California;
    • Settembre 2004 – Il sito lancia le prime bacheche, consentendo agli utenti di postare e ricevere messaggi sulla propria pagina;
    • Dicembre 2004 – Facebook raggiunge 1 milione di utenti;
    • Maggio 2005 – Facebook si espande in oltre 800 campus universitari;
    • Settembre 2005 – Il sito si espande alle reti delle scuole superiori. Abbandona anche il “the” per diventare solo “Facebook”;
    • Ottobre 2005 – Facebook aggiunge foto e diventa internazionale;
    • Dicembre 2005 – Facebook ha oltre 6 milioni di utenti;
    • Aprile 2006 – Facebook diventa mobile;
    • Settembre 2006 – Chiunque può iscriversi a Facebook;
    • Giugno 2007 – Lancio delle pubblicazioni di video;
    • Luglio 2008 – Lancio di Facebook per iPhone;
    • Febbraio 2009 – Viene introdotto il pulsante “mi piace”;
    • Agosto 2010 – Viene aperto il centro di ingegneria a Seattle;
    • Ottobre 2010 – Vengono lanciati i gruppi;
    • Aprile 2011 – Apertura del centro dati a Prineville, Oregon;
    • Luglio 2011 – Vengono lanciate le videochiamate;
    • Aprile 2012 – Viene annunciata l’acquisizione di Instagram;
    • Maggio 2012 – Facebook rilascia la sua IPO – che ha raccolto 16 miliardi di dollari e ha dato alla società un valore di mercato di 102,4 miliardi di dollari;
    • Ottobre 2012 – L’adesione raggiunge il miliardo di dollari di utenti;
    • Febbraio 2013 – Annunciata l’acquisizione di Atlas;
    • Marzo 2014 – Annunciata l’acquisizione di Oculus;
    • Novembre 2014 – Annunciata l’acquisizione di WhatsApp.
    • Febbraio 2016 – Lancio di Facebook’s Reactions;
    • Luglio 2016 – Oltre 1 miliardo di utenti di Messenger al mese;
    • Ottobre 2016 – Lancio del Marketplace, che permetterà agli utenti di acquistare e vendere prodotti.

    Facebook e Instagram

    In un acquisto poi ritenuto un successo, Facebook ha rilevato il popolare network di condivisione di foto Instagram per un miliardo di dollari. Si è trattato di un “azzardo”: basti considerare che al momento della sua acquisizione, Instagram aveva solo circa 30 milioni di utenti, 13 dipendenti a tempo pieno e zero ricavi.

    Facebook e FAANG

    Facebook è la “F” del noto acronimo “FAANG“, che delinea i titoli tecnologici più performanti. Oltre a Facebook la sigla è formata da Amazon (AMZN), Apple (APPL) , Netflix (NFLX) e Google (ora Alphabet).

    L’acronimo “FAANG” è stato originariamente ideato dal fondatore di TheStreet, Jim Cramer, ed è stato ampiamente utilizzato per commentare l’evoluzione dei titoli tecnologici di punta nel mondo. E con l’innegabile dominio di Facebook sui social network nel corso degli anni, è sicuramente appartenuto a questo gruppo. Ma, questo potrebbe cambiare nel prossimo futuro?

    Difficile pensare che nel breve termine Facebook possa perdere il suo posto all’interno di questa sigla. Certo, alcune società sembrano fare meglio in termini di capitalizzazione, e non solo (si pensi ad Amazon, la sua quota di mercato pubblicitario è aumentata a scapito degli altri membri di “FAANG” – tra cui Facebook). Ed è certo anche che diversi scandali di cui parleremo nel prossimo paragrafo hanno nuociuto all’immagine di Facebook, fino a mettere in discussione i valori del progetto di Zuckerberg.

    Arduo, però, che tutto ciò possa essere sufficiente per far passare Facebook in secondo piano…

    Scandali Facebook

    Dal momento in cui Facebook è andato online, il social media network ha affrontato polemiche dopo polemiche in una lunga e crescente lista. E, sebbene non sia estraneo alle cause legali, il sito di social networking ha recentemente suscitato pesanti critiche da parte del Congresso e delle aziende per le violazioni dei dati e della privacy.

    Insomma, anche se a ben vedere ci sono talmente tanti scandali da riempire un libro giudiziario solo per Facebook, non sfugge che le maggiori controversie hanno riguardato principalmente le violazioni dei dati e le “notizie false” diffuse mediante questo strumento.

    Facebook e il film The Social Network

    Una delle controversie più note è quella peraltro dettagliata nel film di successo del 2010 “The Social Network”. Facebook era appena decollato, prima di essere colpito da una causa legale dei gemelli Winklevoss. Ma perché?

    Tyler e Cameron Winklevoss hanno citato in giudizio il fondatore Zuckerberg per aver rinnegato un accordo che i tre avevano siglato per supportare il social. Un accordo che avrebbe rimesso in discussione la paternità di molte attività compiute in Facebook, e che ha suscitato una lunga controversia poi risolta nel 2008: ai gemelli Winklevoss sono andati a finire 20 milioni di dollari, oltre a 45 milioni di dollari di azioni Facebook che… a distanza di 12 anni valgono esponenzialmente di più!

    Notizie false Facebook

    Un altro scandalo che riguardò Facebook fu quello delle notizie false: il social network è stato accusato di propagandare e diffondere le cosiddette “fake news“, in particolare durante le elezioni presidenziali del 2016.

    Secondo Fortune, Facebook avrebbe permesso a falsi conti russi di Facebook di acquistare oltre 100.000 dollari in pubblicità. Secondo le agenzie di intelligence statunitensi, ciò avrebbe contribuito o influenzato l’esito delle elezioni.

    Privacy Facebook

    Forse la mina più grossa in casa Facebook è stata tuttavia quella dello scandalo della privacy dei dati e dell’utilizzo poco trasparente dei dati personali degli utenti, in seguito alla vicenda Cambridge Analytica. Una vicenda che ha messo a durissima prova la tenuta del social network, e che ha esposto Mark Zuckeberg a diverse responsabilità, anche dinanzi al Congresso.

    Nonostante tutti questi “attentati” allo sviluppo del social network, oggi giorno Facebook sembra essere più solido che mai.

    Non ti sembrano sufficienti ragioni per investirci?

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