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Comprare azioni MPS: guida al trading Monte dei Paschi di Siena [2020]

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Non molto tempo fa l’idea di comprare azioni MPS era considerata un azzardo o… qualcosa di irrealizzabile, considerato che nelle fasi peggiori della crisi il titolo fu sospeso dalle negoziazioni.

Oggi le cose sono però in parte diverse, e chi vuole investire nel settore bancario italiano potrebbe realmente prendere in considerazione l’idea di comprare azioni MPS. Ma come fare con i migliori broker online in circolazione, come eToro e Investous? Conviene?

Cerchiamo di scoprirlo insieme!

Comprare azioni MPS: la storia della banca

La Banca Monte dei Paschi di Siena SpA (MPS) rivendica il titolo di banca più antica del mondo, considerato che opera senza interruzioni dal 1472 e… non è certo un caso che ad avere questo primato sia proprio una nostra connazionale.

L’Italia ha infatti rappresentato il cuore del mondo bancario nel Rinascimento, con le città – stato di Milano, Genova, Venezia, Firenze e Siena che hanno dominato il commercio mondiale. Gran parte delle attività mercantili e di esplorazione dell’epoca, così come molte guerre, furono finanziate dalle grandi casate bancarie a conduzione familiare, rappresentati soprattutto dalla famiglia dei Medici.

Queste banche, tuttavia, tendevano a fungere da finanziatori solo per la ricca élite nobile, religiosa e politica del Paese, e spesso servivano solo un numero limitato di clienti – una situazione che le rendeva molto vulnerabili ai rovesci politici e finanziari.

Le banche dei mercanti

A colmare il divario per i clienti “minori” sono stati i “banchieri mercantili“, che hanno servito come cambiavalute, e che hanno anche fornito alcuni servizi che si sono sviluppati nel sistema bancario moderno, come la detenzione di depositi, il trasferimento di fondi da una persona all’altra e i servizi di pagamento del debito.

I banchieri mercantili, tuttavia, non fornivano un servizio essenziale ai poveri contadini, artigiani e commercianti italiani: i prestiti. Il prestito era un settore fortemente limitato dalla legge canonica sull’usura. Di conseguenza, le classi inferiori erano costrette a rivolgersi a prestatori di denaro non regolamentati e spesso senza scrupoli, che applicavano tassi di interesse elevatissimi.

A metà del XV secolo, i frati francescani chiesero al Vaticano il permesso di istituire un altro tipo di banca di prestiti che offrisse prestiti a tassi sufficientemente alti solo per coprire i costi. Queste banche senza scopo di lucro divennero note come “monti di pietà”, perché avevano – appunto – “pietà” dei poveri.

La prima iniziò ad operare nel 1467, a Perugia, offrendo piccoli prestiti in cambio di tassi di interesse fino al 5%. I clienti fornivano garanzie collaterali per i prestiti, di solito lasciando gioielli o vestiti.

I banchi dei pegni

I banchi dei pegni cominciarono presto ad apparire in tutta Italia – e più tardi ispirarono banche simili in tutta Europa – e furono per la maggior parte fondate da francescani.

La città – stato di Siena, invece, prese un approccio diverso e fondò il proprio Monte di Pietà nel 1472. La banca era sostenuta da un prestito di 5.000 fiorini della città, raccolti attraverso la riscossione di tasse. Agli esponenti della famiglia più importante della città furono poi concessi dei seggi nel consiglio di amministrazione.

A differenza di quanto accadeva in altre banche, che di solito erano dominate da un’unica famiglia, la direzione della banca di Siena ruotava tra le famiglie. In questo modo, la banca era guidata solo dai migliori membri di ogni generazione.

Gran parte della clientela della banca di Siena era costituita da agricoltori del territorio circostante. Il ricco clima agricolo della regione ha dato a Siena un notevole grado di stabilità, poiché i prestiti agli agricoltori erano molto meno rischiosi rispetto al sostegno di altre attività commerciali e commerciali.

Inizialmente la banca accettò vestiti e gioielli come garanzia collaterale, ma gradualmente iniziò a prendere in garanzia anche la terra. In questo modo la banca si è sviluppata come se fosse un potente proprietario terriero, acquisendo terreni quando i clienti non hanno rispettato i prestiti. Tra le proprietà degne di nota che entrarono nel portafoglio immobiliare della banca c’era la famosa tenuta di Fontanafredda e i suoi vini Barolo, che divennero di proprietà della banca nel 1931.

Il Monte dei Paschi di Siena

Dopo che Siena entrò a far parte del Granducato di Toscana nel 1624, la banca cambiò il suo nome in Monte dei Paschi di Siena (MPS). L’aggiunta della parola “paschi” (pascolo) rifletteva la scala del portafoglio fondiario della banca in quel momento.

Con l’unità d’Italia, la banca iniziò ad estendersi oltre Siena, pur rimanendo vicina alla sua regione d’origine. Nel 1900, tuttavia, MPS iniziò ad espandersi nel più ampio mercato nazionale. Nel 1929, la banca ha progettato la fusione tra il Credito Toscano e la Banca di Firenze, per poi acquisire una partecipazione importante nell’entità risultante, la Banca Toscana SpA.

Più tardi conosciuta come Mediocredito Toscana, poi MPS Merchant, la banca si specializzò in finanziamenti a medio termine al settore industriale. BMPS aggiunse una partecipazione in un’altra banca, l’Istituto Nazionale per il Credito Agrario, poi ribattezzata MPS Banca Verde, che divenne lo specialista dei prestiti agricoli del gruppo.

Mentre il settore bancario italiano crollava nel caos economico dei primi anni ’30, il MPS rimaneva finanziariamente solida. Una delle ragioni principali della sua stabilità derivava dalla politica di lunga data della banca di riservare fino alla metà – e spesso molto di più – degli utili di un anno di tesoreria. I fondi rimanenti sono stati poi spesi per progetti di opere pubbliche a favore di Siena e del territorio circostante.

Alla banca fu anche riconosciuto il merito di aver mantenuto un portafoglio prestiti prudente e generalmente avverso al rischio, una politica adottata in parte a causa delle perdite subite dalla banca per aver partecipato al finanziamento della spedizione di Cristoforo Colombo nel 1492.

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La crisi di MPS

A metà degli anni Novanta, MPS si era trasformata in un grande gruppo bancario italiano, con oltre 22.000 dipendenti. Tuttavia la rapida espansione di MPS aveva rapidamente prosciugato le sue riserve, mentre l’integrazione delle operazioni aveva inciso profondamente sugli utili.

Di fronte alla necessità di ristrutturare le operazioni per riacquistare slancio, la banca – e soprattutto il suo proprietario, la città di Siena – è stata costretta a convertirsi in società per azioni nel 1995. Il passaggio ha posto la società per azioni BMPS sotto il controllo di una fondazione privata, che ha continuato a controllare le operazioni caritatevoli e filantropiche del gruppo. Il cambiamento di struttura ha aperto la strada ad un’offerta pubblica.

IPO MPS

Banca Monte dei Paschi di Siena ha rimandato la sua offerta pubblica il più a lungo possibile ma, alla fine, nel 1999, ha dovuto lanciare la sua IPO. Nonostante lo sbarco di parte del capitale sociale nei mercati regolamentati, la Fondazione proprietaria della banca ha comunque mantenuto il controllo di BMPS con oltre il 76% delle azioni.

A seguito del successo dell’offerta pubblica, MPS ha iniziato a cercare nuovi candidati per le proprie operazioni di fusione e di acquisizione. Nel 2000 ha ad esempio acquisito il controllo di maggioranza di Banca del Salento, un gruppo bancario integrato e multicanale, che ha aggiunto a MPS la propria rete di filiali e il servizio bancario automatizzato di Banca 121. L’aggiunta di tale istituto di credito contribuì a condurre la rete di sportelli di MPS oltre le 1.800 unità e a consolidare la sua posizione tra le prime cinque banche italiane.

Poco dopo, MPS sembrava aver trovato un altro partner con il quale fondersi, ancora più grande, la Banca Nazionale del Lavoro (BNL), all’epoca la sesta banca italiana.

Le due parti hanno iniziato i colloqui per un’operazione straordinaria nel 2001, con l’acquisizione da parte di MPS di una prima partecipazione di minoranza in BNL. Tuttavia, mentre il prezzo del titolo BNL si abbassava a fronte della pesante esposizione al mercato sudamericano, le due parti si sono trovate nell’impossibilità di organizzare un “matrimonio tra pari”. I negoziati per la fusione sono stati annullati nel 2002.

Ostacolata nel tentativo di costruire una posizione sul mercato interno, MPS ha comunque potuto consolarsi con una propria solida posizione finanziaria e con un buon incremento nel prezzo delle azioni.

L’espansione internazionale

La politica di credito conservatrice della società aveva permesso di evitare i peggiori problemi economici e di continuare a integrare le operazioni nazionali. Il gruppo ha inoltre iniziato a costruire le sue operazioni internazionali, che consistevano già in quasi 40 filiali e uffici di rappresentanza in 20 Paesi.

Nel 2003, la banca ha ricevuto l’autorizzazione ad aprire un ufficio di rappresentanza in Algeria. Si trattava del primo passo in vista di un possibile più ampio ingresso nel mercato nordafricano.

La storia più recente di MPS è, tuttavia, ben meno gloriosa. Gli scandali di cui abbiamo avuto modo di accennare qualche riga fa hanno infatti posto a dura prova la tenuta dell’istituto di credito. Fino a portare, evidentemente, al sostanziale salvataggio da parte dello Stato.

E oggi? Conviene comprare azioni MPS? O è meglio farne a meno?

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Bilancio Monte dei Paschi di Siena 2019

Qualche giorno fa sono stati pubblicati gli ultimi dati trimestrali di Monte dei Paschi di Siena. Dati dai quali spicca un rosso che per l’intero 2019, a causa delle svalutazioni, ha toccato quota 1 miliardo di euro.

Un dato non certo ben visto dagli analisti. Gli osservatori hanno infatti dovuto fare i conti un maxi risultato negativo a fronte dell’utile di 279 milioni di euro che era stato realizzato lo scorso anno. In tal senso, giova sottolineare come il risultato del 2019 sarebbe stato comparabile a quello del 2018 se non ci fosse stato il peso delle svalutazioni. Le quali, ben inteso, hanno contribuito negativamente per 1,2 miliardi di euro.

Per quanto concerne gli altri dati di maggiore rilievo statistico economico all’interno dei risultati 2019, sottolineiamo come l’utile netto operativo sia stato pari a 323 milioni di euro. Il dato è dunque in crescita del 3,3%. Di contro, l’utile prima delle imposte è stato pari a 53 milioni di euro. Lo scorso anno si annoverò una perdita di 109 milioni di euro.

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Le dichiarazioni di MPS sui propri conti

Consapevole di risultati non particolarmente eccezionali, l’istituto di credito ha diramato una nota nella quale rammenta di

  • non aver raggiunto gli obiettivi reddituali previsti dal piano di ristrutturazione che era stato concordato con l’Unione Europea.

Viene in merito ricordato che gli impegni presi prevedono che nell’ipotesi di mancato raggiungimento degli obiettivi reddituali si proceda – cosa che è ora attesa – a una sforbiciata dei costi operativi pari a 100 milioni di euro rispetto a quelli che erano previsti nel piano. La realizzazione di tale riduzione che dovrebbe realizzarsi entro il 2021.

Crediti  deteriorati MPS

Buone notizie sembrano invece arrivare dal piano di smaltimento dei crediti deteriorati, con il raggiungimento del target di riduzione dello stock che è arrivato con un anticipo di due anni.

Le esposizioni dei crediti deteriorati del gruppo sono state pari al 31 dicembre 2019 a 12 miliardi di euro. Dunque, in flessione rispetto a fine settembre 2019 (- 2,6 miliardi di euro).

La ragione di ciò è l’effetto delle cessioni che sono state effettuate nell’ultimo trimestre. In aggiunta, ha contribuito anche l’uscita dal perimetro di gruppo delle posizioni che erano già state classificate tra le attività in via di dismissione al 30 settembre 2019.

Il dato è altresì in calo rispetto al 31 dicembre 2018 (- 4,9 miliardi di euro).

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Come comprare azioni MPS con eToro

Se a questo punto ti sei deciso a comprare azioni MPS, sappi che il miglior modo per farlo è certamente quello di aprire un conto di trading con eToro e investire nella banca italiana con i CFD del broker.

Realizzare tale operazione è semplice:

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  • versa del capitale per alimentare i tuoi fondi operativi;
  • accedi alla sezione Mercati e individua l’azione Monte dei Paschi di Siena;
  • scegli il capitale che vuoi investire in questa operazione;
  • indica la direzione del trade (long / rialzista / acquisto, o short / ribassista / vendita);
  • stabilisci l’eventuale leva finanziaria;
  • fissa gli opportuni stop loss e take profit;
  • conferma l’operazione!

Naturalmente, puoi effettuare questa operazione anche in modalità demo, andando in tal modo a migliorare l’efficacia della tua strategia con dei test!

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