Home Forex & Trading online Investire in startup italiane e americane conviene? Agevolazioni e quanto si guadagna

Investire in startup italiane e americane conviene? Agevolazioni e quanto si guadagna

0
CONDIVIDI

Investire in startup è un’attività che sempre più trader e investitori stanno cercando di compiere, attratti dalle grandi potenzialità di queste società.

Ma che cosa sono le startup? Come puoi investire in startup italiane e americane? Quanto si guadagna? Ci sono agevolazioni?

Risponderemo a tutte queste domande nelle righe che seguono. Ti invitiamo pertanto a metterti comodo e leggere con noi questo interessante approfondimento. A margine, avrai tutte le risposte che ti servono e potrai comprendere se effettivamente conviene investire in startup.

Prima di procedere oltre, però, ti consigliamo di fare una cosa: aprire GRATIS un conto di trading su eToro (sito ufficiale). Così facendo potrai utilizzare gratuitamente una potente piattaforma di trading con la quale poter acquistare e vendere quote di startup.

Potrai anche utilizzare un conto demo per poterti impratichire un po’ prima di investire con denaro reale, e potrai anche fare del copytrading, ovvero investire copiando quello che fanno i migliori trader della sua community.

Non ti sembrano ragioni sufficienti per provare qui eToro gratuitamente?

Leggi anche: Comprare azioni Pharma Mar

Cosa sono le startup

La prima cosa che vogliamo chiarire con te, ancora prima di affrontare le fasi più operative del nostro approfondimento, è comprendere cosa sono le startup.

Possiamo definire una startup come un’impresa avviata e gestita dai suoi fondatori intorno a un’idea o a un problema, con un potenziale di opportunità di business e di impatto significativo.

Spesso lo sviluppo vero e proprio della startup inizia ancora prima del suo lancio, con la ricerca di un’idea o di un problema significativo che valga la pena di risolvere, e con la costruzione di un team di fondatori impegnato e allineato con una visione condivisa per trasformare quella visione in realtà.

L’obiettivo del fondatore iniziale (o dei fondatori iniziali, più frequentemente) è quello di creare un team di persone impegnato con le competenze e le capacità necessarie per poter convalidare l’idoneità iniziale del problema / soluzione e l’idoneità del prodotto / mercato a soddisfarle, prima di trasformarlo in un’azienda significativa e in un business autosufficiente.

Quindi, oltre al processo di innovazione in sé, dall’idea al prodotto che genera valore e al modello di business, le startup sono caratterizzate anche dalla presenza di un valido team fondatore, sufficientemente forte, competente e impegnato nel progetto, e dalla necessità di sviluppare entrambi gli elementi insieme, in un vero e proprio business in crescita e in un’organizzazione che catturi il valore che si sta creando intorno al suo nucleo.

È questa una delle principali differenze tra startup e grande impresa ben consolidata.

Una grande azienda è di norma un’entità autosufficiente che non dipende più da un singolo individuo o da un’altra organizzazione, perché tutte le conoscenze, i valori, le strategie, e gli altri elementi necessari per la sua vita e il suo sviluppo sono permanentemente incorporati nella sua esistenza in modo da poter continuare ad operare, migliorare e costruire valore per i clienti, gli azionisti e gli altri stakeholder, grazie al valore delle soluzioni e dei prodotti che crea al di là della presenza di una specifica persona.

Leggi anche: Comprare azioni Beyond Meat conviene? Dove farlo?

investire in startup

Investire in startup innovative italiane

All’interno della categoria delle startup possiamo trovare una particolare sotto-classe, le startup innovative.

Le startup innovative sono, innanzitutto, delle PMI. Dunque, sono delle particolari società costituite sotto forma di società di capitali, con meno di 250 addetti e fatturato annuo inferiore a 50 milioni di euro, che rispettano il requisito dell’innovazione attraverso la presenza di almeno due dei seguenti requisiti:

  • sostenimento di spese in ricerca e sviluppo per una quota pari ad almeno il 3% del maggiore valore tra il costo e il valore della produzione;
  • forza lavoro costituita per almeno un terzo da titolari di laurea magistrale o per almeno un quinto da dottori di ricerca, dottorandi o ricercatori;
  • titolarità di una privativa industriale o di un software registrato.

Si tratta pertanto di startup particolari, che hanno tra le loro caratteristiche principali il ricorso all’innovazione di processo o di prodotto e che, proprio per questo motivo, la legge ha inteso accreditare di alcune particolari agevolazioni.

Leggi anche: Comprare azioni Uber

Investire in startup: agevolazioni

Se segui il mondo imprenditoriale da qualche tempo, probabilmente ti sei reso noto che quando si parla di investire in startup, molto spesso ci si domanda quali siano le agevolazioni previste dal legislatore.

Ebbene, visto e considerato che abbiamo appena accennato alla possibilità di investire in startup innovative, cerchiamo di chiarire quali siano le agevolazioni previste per l’impiego di capitale in tali società.

Per comprendere quali siano le agevolazioni per investire in startup innovative bisogna tuttavia distinguere:

  • l’investimento da parte di persone fisiche, ovvero soggetti privati che non operano per finalità imprenditoriali in forma societaria;
  • l’investimento da parte di persone giuridiche, ovvero società che vogliono investire capitali in altre società.

Intendiamoci: la legge riconosce agevolazioni per gli investimenti in startup innovative sia alle persone fisiche che alle persone giuridiche ma… in due diversi modi.

Per quanto concerne le persone fisiche, che investono o hanno investito in startup e PMI innovative, la legge riconosce una detrazione IRPEF lorda, calcolata sul reddito, pari al 40% dell’ammontare investito, con un conferimento massimo di 1 milione di euro.

Di contro, per le persone giuridiche, che investono o hanno investito in startup e PMI innovative, la legge riconosce una deduzione dell’imponibile ai fini IRES pari al 40% dell’ammontare investito (pertanto, l’aliquota è la medesima attribuita anche alle persone fisiche) con una soglia fissata a 1,8 milioni di euro.

Attenzione, però: per potersi veder riconosciuta l’agevolazione, la startup o la PMI che riceve il proprio contributo non deve aver ricevuto investimenti in misura superiore a 1,5 milioni di euro complessivi.

Leggi anche: Libri di trading online, quali sono i migliori per cominciare

Come si perdono le agevolazioni per investire in startup

Chiarito quanto precede, è anche bene ricordare che ci sono alcune cause di decadenza, ovvero alcune motivazioni che implicano la perdita delle agevolazioni fiscali per l’investimento in startup innovativa.

Le principali sono:

  • cessione parziale o totale, a titolo oneroso, delle partecipazioni di cui ai conferimenti agevolati. Ne deriva che non si perde il beneficio se la cessione avviene a titolo gratuito, per causa di morte o ancora per operazioni straordinarie;
  • riduzione del capitale o ripartizione di riserve o altri fondi costituiti attraverso i sovapprezzi delle azioni o delle quote delle startup innovative o delle società che investono;
  • recesso o esclusione degli investitori;
  • perdita di uno dei requisiti che identificano l’impresa come startup innovativa.

investire in startup

Come ottenere le agevolazioni fiscali sull’investimento in startup

Ricordiamo poi, chiudendo questa parte di approfondimento, che per ottenere le agevolazioni fiscali per investimenti in startup bisogna presentare il Modello Persone Fisiche (PF) e non il modello 730, come precisato dall’Agenzia delle Entrate nella circolare 26/E/2015.

Se invece la persona è socia della startup innovativa, è necessario chiedere alla stessa la copia dei documenti e delle certificazioni che vengono prodotte durante la compilazione del modello Unico, ovvero:

  • certificazione che possa attestare il rispetto dei limiti massimi per i conferimenti riferiti al periodo di imposta dell’investimento;
  • piano d’investimento della start up, che contenga le informazioni sull’attività, sui prodotti o sull’andamento attuale o stimato di vendite e profitti.

Investire in startup americane

Anche se la tendenza a creare e investire in startup italiane è sempre più frequente, non è ignoto il fatto che la “terra delle startup”, e del sogno di creare una grandissima impresa partendo dal proprio garage o dalla propria camera, siano gli Stati Uniti.

Ecco perché investire in startup americane è ancora oggi una ricerca molto ambita da parte dei trader, giovani e meno giovani.

Ebbene, oggi investire in startup americane non solo è possibile (magari, alla caccia di una nuova Apple o di un nuovo Facebook), ma è anche molto, molto semplice. Come fare?

È molto semplice!

Quel che devi fare è:

Facile, no? Soprattutto, se consideri che è molto più facile agire in prima persona sulle migliori piattaforme di trading che oggi puoi utilizzare per questo scopo. E, soprattutto, se tieni a mente che i broker più seri e affidabili hanno arricchito al gamma di propri servizi predisponendo dei conti demo che potrai utilizzare gratuitamente per poter fare degli investimenti finanziari senza rischi, in attesa di avere le conoscenze e le competenze sufficienti per poterli fare con del denaro reale.

Se poi vuoi saperne di più su come puoi usare eToro per investire in startup, ti ricordiamo che qui trovi la nostra recensione al broker.

investire in startup

Conviene investire in startup?

Ma conviene investire in startup?

In realtà, non è semplice formulare una risposta a una domanda così complessa. Su linea di massima, però, possiamo condividere il fatto che investire in una startup significa investire in una società generalmente emergente, e dunque priva di una storicità approfondita di dati contabili.

In tal senso, investire in una startup è più che altro una “scommessa” a maggiore rischio rispetto all’investimento che si potrebbe fare in una società più affermata e consolidata.

Attenzione, però, perché questo non significa certamente che non si possa comunque ottenere il dovuto successo attraverso l’investimento in una startup.

Vuoi qualche esempio?

Prendiamo il caso di Facebook. Fondata nel 2004, è arrivata nei mercati di Borsa a maggio 2012 con un valore di 38,23 dollari per azione. Al momento in cui scriviamo, nonostante la debacle di marzo, a causa dello shock da coronavirus, il prezzo delle azioni è di circa 169 dollari

Ancora più clamoroso è il caso di Google, ora Alphabet. La società sbarcò sui mercati regolamentati nel mese di agosto del 2004 con un valore per azione di 54,16 dollari. Oggi le sue azioni hanno un prezzo superiore ai 1.180 dollari.

Gli esempi possono essere quasi infiniti. E, in alcuni casi piuttosto noti, c’è stato un vero e proprio boom delle quotazioni delle azioni sui mercati regolamentati.

Tuttavia, per una startup che riesce a sviluppare un business di successo… ne esistono centinaia che purtroppo chiudono i battenti o, comunque, non riescono a soddisfare quelle che sono le proprie ambizioni.

Dunque, massima attenzione. Sebbene il contesto delle startup, e gli investimenti nelle startup, possano rappresentare una ottima opportunità di profitto per i trader che riescono a selezionare attentamente l’oggetto dei propri investimenti, è anche vero che non mancano i pericoli…

Investire in startup: quanto si guadagna

Alla domanda quanto si guadagna investendo in startup non è dunque possibile rispondere in maniera precisa. O, meglio, si dovrebbe rispondere… dipende!

Come abbiamo avuto modo di anticipare dando uno sguardo ad alcune delle ex startup più in vista del mondo, è possibile in pochi anni ottenere un lauto guadagno. In altri casi, è possibile ottenere un guadagno minimo o addirittura nullo o negativo (perdita!).

Conclusioni

Giunti a questo punto, non possiamo che concludere condividendo qualche spunto riassunto che – speriamo – ti possa essere utile per poter migliorare ulteriormente la tua conoscenza con gli investimenti nelle startup.

Il segreto per il successo degli investimenti nelle startup è, essenzialmente, quello di sapere individuare correttamente la società sulla quale “puntare” e, conseguentemente, cercare di suddividere il proprio patrimonio da destinare a tale scopo, ben sapendo che si tratta di un impiego a rischio non certo basso.

Tecnicamente, tutto quello che invece ti serve per poter effettuare degli investimenti in startup è l’apertura di un conto di trading presso uno dei migliori broker in circolazione (oggi ti consigliamo eToro -> sito ufficiale).

Potrai in questo modo investire in migliaia di aziende di tutto il mondo, e anche in diverse startup che hanno scelto di compiere il passo della quotazione in Borsa, cercando di arricchire ulteriormente la tua strategia e puntare alla possibilità di condurre in porto un’operazione di successo.

E tu che ne pensi? Facci avere la tua opinione utilizzando lo spazio dei commenti!

 

Il nostro punteggio
Clicca per lasciare un voto!
[Totale: 0 Media: 0]

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here