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Trading criptovalute, Autorità europee in ambito finanziario lanciano allarme

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Lo scorso 12 febbraio del 2018, sulle criptovalute, è stato lanciato un allarme da parte delle tre principali autorità europee in ambito finanziario. A riportarlo con una nota è stata la Federconsumatori nel precisare in particolare che trattasi dell’Autorità Europea delle Assicurazioni e delle Pensioni Aziendali e Professionali (EIOPA), dell’Autorità Bancaria Europea (EBA), e dell’Autorità Europea degli Strumenti Finanziari e dei mercati (ESMA).

Criptovalute, cosa sono ed a cosa servono?

L’allarme congiunto è stato lanciato in merito ai crescenti rischi sul trading online in criptovalute, da parte dei piccoli investitori, con i broker e con gli exchange. La crescente diffusione delle monete virtuali nei portafogli dei trader, infatti, non sta avvenendo di pari passo con una maggiore consapevolezza e con una piena conoscenza dei rischi che si corrono con le criptovalute.

In altre parole molti trader aprono e chiudono posizioni su Bitcoin, Ripple, Ethrereum ed altre criptovalute senza conoscere minimamente quale sia il loro funzionamento ed il loro scopo, e quale sia il progetto associato alla distribuzione ed al mining della valuta digitale.

Rischi monete virtuali, dalla volatilità dei prezzi all’assenza di controllo

Ma quali sono, oltre ai prezzi che spesso oscillano come schegge impazzite, i rischi connessi al trading online sulle criptomonete? Ebbene, la criticità rilevante è rappresentata dal fatto che per il Bitcoin e per le altre criptovalute c’è la totale assenza non solo di controllo, ma anche di regolamentazione.

Di conseguenza, rispetto ad asset regolamentati come ad esempio le azioni in Borsa, sono più alti i rischi di manipolazione delle quotazioni chiaramente non da parte dei piccoli trader, ma di grossi investitori che creano sui prezzi vere e proprie bolle finanziarie.

La Federconsumatori afferma di condividere l’apprensione delle Autorità europee in ambito finanziario anche perché, tra l’altro, i messaggi pubblicitari e promozionali legati all’investimento in criptovalute non sono soggetti alla rigida disciplina che è prevista quando ad essere promossi, per il collocamento al pubblico indistinto, sono invece i prodotti finanziari tradizionali.

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