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Investire e pagare con le criptovalute, cosa succede al Bitcoin?

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Sulle criptovalute il 2018 è iniziato non solo all’insegna della volatilità per le principali monete virtuali, a partire dal Bitcoin, ma anche dell’incertezza proveniente da diversi Paesi asiatici. Se infatti Paesi come il Giappone strizzano l’occhio alle criptovalute, di contro la Cina, la Corea del Sud, Singapore e l’Indonesia, a vario titolo sembrano remare contro il Bitcoin e le altre criptovalute. Ed allora, che fare?

E’ bene sapere che, indipendentemente dalle quotazioni di mercato, che sono oggettivamente molto volatili, il Bitcoin e tante altre criptovalute si stanno affermando non solo nel mondo virtuale, ma anche nel mondo reale.

Pagamenti in Bitcoin, dalle case alle supercar e passando per le stazioni sciistiche

Anche se a macchia di leopardo, infatti, nel mondo si acquistano addirittura le case con i Bitcoin, così come si pagano in criptovalute anche le supercar. Inoltre, St Moritz nei giorni scorsi è diventata la prima stazione sciistica svizzera ad accettare il Bitcoin per i pagamenti così come in Italia, riporta savonanews.it, il ferramenta ‘Chiodo scaccia chiodo’ di Valerio Zunino accetta ora come mezzo di pagamento anche quella che da molti non solo viene definita come l’oro digitale, ma anche come la moneta del futuro.

Sui pagamenti in Bitcoin, pur tuttavia, non è tutto oro quel che luccica in quanto rispetto al passato i tempi di perfezionamento delle transazioni sono sempre più lunghi a causa sia del numero crescente di token in circolazione, sia perché la tecnologia blockchain adottata ha dei limiti che in parte sono stati superati con l’hard fork rappresentata dal Bitcoin Cash.

Basti pensare che alla North American Bitcoin Conference, riporta il ilsole24ore.com, gli organizzatori per gli ultimi biglietti disponibili, per partecipare all’evento il 18 ed il 19 gennaio del 2018, hanno chiuso l’accettazione di pagamenti nella criptovaluta proprio a causa della progressiva lentezza che ormai si registra per processare e per certificare ogni singola transazione.

In altre parole il Bitcoin è ormai in tutto e per tutto un asset finanziario alternativo da sfruttare, con tutti i rischi annessi e connessi, per il trading online con i broker oppure acquistando e vendendo la criptovaluta direttamente attraverso i cosiddetti exchange, ovverosia aprendo un account con le piattaforme di scambio alle quali è possibile accedere via PC ed anche muniti di smartphone e tablet.

Criptovalute, dalla lentezza del Bitcoin alla velocità di Ripple

La lentezza del Bitcoin, a confronto, non fa invece il paio con altre criptovalute come Ripple il cui omonimo protocollo internet open source distribuito è strutturato proprio per rendere agevoli le transazioni finanziarie. Inoltre, rispetto ai Bitcoin che vengono ‘minati’, tutta la criptomoneta Ripple disponibile, pari a 100 miliardi di XRP, è stata già creata senza alcun ulteriore processo di creazione così come è stabilito nelle regole del protocollo fornito dalla società omonima, la Ripple appunto.

Tra le criptovalute con transazioni più veloci rispetto al Bitcoin c’è anche Litecoin che offre una velocità di mining circa quattro volte superiore a quella della moneta virtuale più capitalizzata. Inoltre Litecoin, nata proprio come valuta virtuale che si propone di migliorare e di sostituire l’uso del Bitcoin, al pari della moneta più capitalizzata poggia su un protocollo open source e non è controllata da alcuna autorità centrale. La prima distribuzione di Litecoin sul mercato delle criptovalute si deve a Charles Lee, ex-dipendente di Google, nell’intento di proporre una criptovaluta che, attraverso un client open source, fosse in grado di garantire tempi di elaborazione di un blocco sensibilmente inferiori a quelli necessari per il Bitcoin.

Attenzione: proprio la crescente popolarità del Bitcoin sta facendo nascedere delle vere e proprie truffe, come Bitcoin Code. Chi pensa che il Bitcoin sia un modo per fare soldi facili crede a queste bugie e quindi ci mette dei soldi.

Il risultato è pessimo. Si perde tutto. E magari l’ingenuo che è caduto nella trppola poi si convince anche che il Bitcoin è una truffa, quando in realtà Bitcoin Code non ha nulla a che vedere con il vero Bitcoin (ne sfrutta solo il nome).

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